Diritto e Fisco | Articoli

Locazioni: recesso del conduttore per gravi motivi


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 gennaio 2012



La presenza di un grave motivo legittima il conduttore a recedere in qualsiasi momento dal contratto di locazione.

Il conduttore di un immobile [1] può recedere dalla locazione in qualsiasi momento, anche quando non previsto nel contratto, se ricorrono gravi motivi.

Il principio è stato, di recente, ribadito dalla Cassazione [2]. La Corte ha ricordato che il recesso anticipato (cioè prima della scadenza del contratto) da parte del conduttore, in una locazione di immobile, può avvenire in due ipotesi:

– se previsto da una clausola del contratto

– se sussistono gravi motivi.

Tali gravi motivi devono essere comunicati al padrone dell’immobile con una apposita lettera raccomandata, ma non devono anche essere provati (lo dovranno essere, eventualmente, solo davanti al giudice, in caso di contestazione del locatore).

La Cassazione ha poi precisato che non costituisce “grave motivo” il generico riferimento all’andamento negativo del mercato e alla crisi economica.

 

 


note

[1] Il conduttore, o anche detto locatario, è colui che utilizza un bene mobile o immobile di altri (generalmente per civile abitazione o per uso commerciale) dietro pagamento di corrispettivo.

[2] Cass. sent. n. 549 del 17 gennaio 2012.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Salve,

    desidero avere delle informazioni circa la modalità di recesso anticipato di un contratto di locazione.

    Io sono il conduttore che, a seguito richiesta (solo verbale) di una riduzione del canone (declinata dal locatore), ho inviato una raccomandata in dicembre (notificata il 24/12/2013) facendo riferimento all’articolo del contratto ma senza precisare i gravi motivi (cioè quelle di non poter più far fronte alle richieste del locatore). In questa raccomandata, specificavo che sarei andata via a far data dal 30/06/2014.
    Il locatore, pur avendo ricevuto un avviso di giacenza, non ha ritirato la raccomanda.
    Dopo la compiuta giacenza, la missiva mi è tornata indietro e, pertanto, i primi giorni di marzo, ne ho fatto avere una copia al locatore. Soltanto in data 29/05/2014 (quindi oltre 5 mesi dopo la mia richiesta) mi viene notificata una risposta del locatore in cui ritiene nulla la richiesta di recesso anticipato in quanto non è specificato il grave motivo.

    La domanda è: il locatore non avrebbe dovuto rispondere entro 60 giorni? O comunque, non è previsto un tempo massimo oltre il quale vige la regola del silenzio/assenzo?

    Preciso che si tratta di un contratto 4+4 stipulato a settembre del 2011 ma che non posso più onorare perchè non posso più contare su un’entrata che mi permetteva di pagare metà del canone mensile.

    Ringrazio fin d’ora per la Vostra attenzione.

    Distinti saluti
    Serena

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI