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Inquilino: può partecipare all’assemblea condominiale?

14 Agosto 2021 | Autore:
Inquilino: può partecipare all’assemblea condominiale?

Il diritto del conduttore a partecipare alla riunione e ad avere informazioni sulle deliberazioni della stessa.

Se prendi in locazione un appartamento, oltre al canone pattuito, sei tenuto al versamento delle quote condominiali. Tecnicamente, si tratta dei cosiddetti oneri accessori che la legge considera importanti alla pari della pigione. Pensa che se accumuli una morosità corrispondente ad almeno due mensilità dell’affitto, potresti subire la risoluzione del contratto, il contestuale sfratto dalla tua abitazione e l’ingiunzione di pagamento per il debito accumulato. Per questa ragione, ogni conduttore dovrebbe essere interessato a partecipare alle riunioni del condominio e, in particolare, a quelle in cui si decidono le spese da affrontare. Bisogna capire, però, se l’inquilino può partecipare all’assemblea condominiale.

Ti stai ponendo questo dubbio, perché abiti in un fabbricato dove le spese di gestione ti sembrano eccessive. In varie occasioni, hai chiesto chiarimenti al locatore. Quest’ultimo, oltre ad inviarti i bilanci, preventivi e consuntivi, approvati dalla maggioranza dei condòmini, non ti fornisce ulteriori spiegazioni.

Inoltre, hai più volte sollecitato il proprietario di casa per avere la delega a partecipare alla riunione, ma questi ha sempre respinto la tua richiesta. Insomma, vorresti avere maggiori indicazioni sul tuo diritto di intervenire alle assemblee condominiali e sulla facoltà di essere informato sulle spese del fabbricato. Non ti resta che proseguire nella lettura di questo articolo, per scoprire se l’inquilino può partecipare all’assemblea condominiale.

Partecipazione dell’inquilino all’assemblea: cosa dice la legge

Le legge [1] indica, chiaramente, in quale occasione l’inquilino ha il diritto di partecipare all’assemblea condominiale e di votare. In particolare, si tratta di quella riunione in cui, all’ordine del giorno, sono in discussione le spese e le modalità di gestione del riscaldamento e del condizionamento dell’aria. In questo caso, la presenza del conduttore avviene, a tutti gli effetti, in sostituzione del proprietario. Non è, quindi, necessario che l’inquilino sia delegato per iscritto dal locatore.

Devi sapere, inoltre, che il conduttore, in quanto avente diritto ad intervenire all’assemblea, deve ricevere la convocazione formale, mediante lettera raccomandata, pec, fax o consegna a mano, da parte dell’amministratore. In caso contrario, l’assemblea, così convocata e riunitasi, sarebbe annullabile. In particolare, potrebbe impugnarla l’inquilino, illegittimamente estromesso dalla riunione, entro trenta giorni dalla comunicazione del verbale.

Infine, non dimenticare che in tutte le circostanze in cui i proprietari del fabbricato deliberano sulla modificazione degli altri servizi comuni, l’inquilino ha diritto di partecipare all’assemblea. In tal caso, però, al conduttore non è concessa la facoltà di votare che, evidentemente, resta di competenza del locatore [2].

Conduttore in assemblea condominiale: la delega

Leggendo il paragrafo precedente, hai appreso che l’inquilino ha il diritto di partecipare all’assemblea condominiale nei casi specificatamente indicati dalla legge. Si tratta di una vera e propria eccezione, di fonte normativa, alla facoltà concessa esclusivamente a favore del proprietario. Per questo motivo, secondo la giurisprudenza, la possibilità che il conduttore possa intervenire in luogo del locatore è eccezionale, tecnicamente tassativa, e non può essere estesa ad altre circostanze.

La regola, pertanto, vuole che anche nel caso in cui il singolo appartamento sia stato dato in locazione, debba essere il proprietario a partecipare, discutere e votare nell’assemblea condominiale. Il fatto che questi non abiti nel fabbricato e che ci sia un inquilino che, materialmente, vive la quotidianità dell’edificio, è del tutto irrilevante.

Pertanto, nelle varie riunioni che caratterizzano il tuo codominio, se desideri intervenire, ha bisogno della delega del tuo padrone di casa. Se questi è d’accordo, semplicemente con un documento scritto in cui si precisa che sei stato delegato, che il delegante accetta tutto quanto viene deciso da te e che viene sottoscritto dal locatore, potrai partecipare all’assemblea e votare in piena libertà.

In questo modo, potresti, ad esempio, approvare i bilanci e la ripartizione delle spese che poi dovrai pagare. Oppure, avresti la facoltà di revocare l’incarico all’attuale amministratore, nonché la possibilità di nominare quello nuovo. Insomma, con la delega non ci sono limiti al diritto dell’inquilino di partecipare all’assemblea condominiale.

Inquilino e assemblea condominiale: informazione sulle spese

Hai visto che il conduttore, di regola, non può intervenire e votare in assemblea. Lo può fare soltanto in casi eccezionali oppure se delegato dal proprietario. Ciò non toglie che l’affittuario non abbia alcun diritto ad essere ragguagliato su ciò che è stato deciso. In particolare, tale facoltà gli è concessa a proposito degli oneri accessori che deve pagare. Infatti, secondo la legge [3], prima di effettuare il pagamento, l’inquilino ha il diritto di essere informato dell’ammontare delle spese a cui è tenuto e dei criteri con cui le stesse sono state suddivise tra i vari obbligati.

Pertanto, può avanzare questa richiesta al locatore, il quale dovrà inviare al conduttore i bilanci approvati e il rendiconto in cui è specificata la ripartizione delle varie spese condominiali. Infine, il conduttore può prendere visione dei documenti giustificativi, ad esempio, fissando all’occorrenza un appuntamento con l’amministratore.


note

[1] Art. 10, co. 1 Legge 392/1978

[2] Art. 10, co. 2 Legge 392/1978

[3] Art. 9, co. 3 Legge 392/1978


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