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Studi di settore, interviene la Cassazione: valido solo per scostamenti rilevanti

19 marzo 2014


Studi di settore, interviene la Cassazione: valido solo per scostamenti rilevanti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 marzo 2014



No ai piccoli evasori: l’accertamento induttivo è valido solo se lo scostamento delle percentuali di ricarico dalle medie di settore è “abnorme”; per le divergenze dagli standard al di sotto del 10% è l’Agenzia delle Entrate a dover dare la prova dell’evasione.

Finalmente dalla Cassazione, dopo tante sentenze “pro Fisco”, arriva una pronuncia che spezza una lancia in favore del contribuente.

Con una decisione di poche ore fa [1], infatti, la Suprema Corte ha ridotto la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di ricorrere all’accertamento induttivo tramite studi di settore.

L’accertamento – dice la Cassazione – è infatti valido solo se lo scostamento del contribuente rispetto agli standard è “abnorme”, tale, cioè, da privare di ogni attendibilità la contabilità del professionista o dell’azienda. Al contrario, nel caso in cui la divergenza dagli standard sia al di sotto del 10%, l’onere della prova – volto cioè a dimostrare l’avvenuta evasione fiscale – grava sull’amministrazione finanziaria. Insomma, è l’Agenzia delle Entrate a dover fornire la dimostrazione dell’avvenuta evasione e non può ancorarsi alla semplice presunzione dovuta allo scostamento dalle medie del settore.

Dunque, in caso di contabilità regolarmente tenuta, l’accertamento dei maggiori ricavi del contribuente può essere effettuato solo se vi sia una considerevole difformità della percentuale di ricarico rispetto a quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza: difformità appunto che, per privare la documentazione contabile di ogni attendibilità, deve essere “abnorme”.

Diversamente, tale incongruenza è solo un semplice indizio [2].

note

[1] Cass. sent. n. 6389 del 19.03.14.

[2] “Ove si consideri – continua la Corte – che gli indici elaborati per un determinato settore merceologico, pur basati su criteri statistici, non integrano un fatto noto e certo e non sono idonei, da soli, a integrare una prova per presunzioni”.

Autore immagine: 123rf.com

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