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Quando il ristorante diventa mensa aziendale

15 Agosto 2021 | Autore:
Quando il ristorante diventa mensa aziendale

La legge consente di riconvertire i locali per somministrare i pasti ai lavoratori in emergenza Covid, anche in zona rossa. Serve un contratto di convenzione.

In tempo di pandemia di Covid-19, il Governo Draghi ha trovato una soluzione per limitare le restrizioni e dare fiato ai commercianti evitando le chiusure forzate: ha reso possibile le riaperture degli esercizi di ristorazione anche nelle zone arancioni e rosse. È consentito farlo quando il ristorante diventa mensa aziendale. Anche i lavoratori ne traggono beneficio, evitando di dover tornare a casa per i pasti e potendo mangiare seduti in un luogo adeguato; ovviamente, beneficiando della convenzione stipulata dal datore di lavoro con l’esercente.

In questi casi, come prevede l’ultimo Dpcm [1], il ristorante svolge il servizio sostitutivo di mensa, esclusivamente in favore del personale dipendente dalle aziende convenzionate. Occorre quindi un contratto di servizi, ma non tutti gli imprenditori sono abilitati a sottoscriverlo. Vediamo dunque quali sono le regole da seguire e come è disciplinato l’esercizio dell’attività, perché anche con i locali aperti occorre comunque rispettare le norme sanitarie anticontagio fino a quando non sarà dichiarata cessata l’emergenza Covid.

Ristorante mensa aziendale: dove è consentito

La mensa aziendale è un luogo organizzato direttamente dal datore di lavoro, oppure affidato in gestione a terzi, ove vengono somministrati i pasti ai lavoratori dipendenti. Il ristorante, invece, per definizione è un esercizio pubblico aperto a tutti. Nella nozione di ristorante che esamineremo sono compresi anche gli esercizi similari abilitati alla somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, come i bar, le trattorie e le pizzerie.

Il Dpcm di gennaio 2021 ha stabilito che le mense aziendali possono rimanere aperte purché garantiscano la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Molte aziende però sono sprovviste di mensa aziendale e in periodo di emergenza Covid, con la chiusura degli esercizi nelle zone rosse ed arancioni, c’era il grosso problema di far mangiare i dipendenti senza costringerli a tornare a casa durante il limitato tempo per la pausa pranzo, che avrebbe penalizzato soprattutto i pendolari.

Il Dpcm del 14 gennaio 2021 ha stabilito la possibilità di riconvertire i ristoranti per ospitare i lavoratori in pausa pranzo. Così essi possono mangiare seduti ai tavoli, senza dover ricorrere al servizio di asporto. L’attività di ristorazione è ammessa nelle zone arancioni ed anche nelle zone rosse [2]. Nessun problema, invece, per le zone gialle, poiché in tali aree i servizi di ristorazione possono rimanere normalmente aperti fino alle ore 18,00.

Convenzione aziendale per mensa presso un ristorante

Per poter aprire un ristorante come servizio di mensa aziendale occorre stipulare uno specifico contratto tra l’esercente e l’impresa, avente per oggetto la somministrazione di alimenti e bevande. L’accordo deve contenere la lista nominativa dei lavoratori individuati dal datore come beneficiari del servizio e l’esercente deve tenere l’elenco a disposizione per esibirlo prontamente agli organi di polizia in occasione dei controlli sul posto.

La Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi, aderente a Confcommercio) ha elaborato uno schema di convenzione, disponibile per i propri iscritti, intitolato “Contratto di somministrazione servizio mensa” che contiene le clausole indicative da stabilire tra le imprese ed i pubblici esercizi.

Ristorante mensa aziendale: limiti ed esclusioni

La riconversione dei locali del ristorante a servizio mensa è ammessa per tutti gli esercenti pubblici già regolarmente autorizzati alla somministrazione di alimenti e bevande. Dal lato delle aziende, invece, non è consentito stipulare un contratto per i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi titolari di partita Iva perché nel loro caso non si configura «un connotato indefettibile del servizio di mensa o catering rappresentato dalla ristorazione collettiva», come ha chiarito una circolare del ministero dell’Interno [3].

La medesima circolare precisa che «il servizio è rivolto solo ed esclusivamente a lavoratori dipendenti e convenzionati», indicati nell’apposito elenco nominativo allegato al contratto. Rimane quindi vietato, fino a quando il Governo non disporrà le prossime riaperture al pubblico, accogliere clienti diversi.

Ristorante mensa aziendale: le regole da seguire

Nello svolgimento dell’attività di mensa presso i ristoranti abilitati devono sempre essere rispettate le normative precauzionali e di sicurezza anti Covid: occorre quindi mantenere il rispetto della distanza interpersonale minima di un metro e il numero massimo di quattro persone sedute allo stesso tavolo. All’ingresso occorre mettere a disposizione i prodotti sanificanti e i clienti devono indossare la mascherina tranne quando sono seduti ai tavoli per mangiare.

La Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ha predisposto un cartello da affiggere all’ingresso dei locali, che reca la dicitura “Esercizio aperto a uso esclusivo mensa”, in modo da facilitare i controlli ed evitare l’accesso di pubblico non autorizzato.


note

[1] Art. 2, comma 4, lett. c) del Dpcm 14.01.2021.

[2] Art. 3, comma 4, lett. c) del Dpcm 14.01.2021.

[3] Ministero dell’Interno, Circ. prot. n. 4779 del 22.01.2021.


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