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Per quanto tempo Equitalia deve conservare l’avviso di ricevimento delle raccomandate spedite?

19 marzo 2014


Per quanto tempo Equitalia deve conservare l’avviso di ricevimento delle raccomandate spedite?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 marzo 2014



La conservazione presso gli uffici è funzionale sia al diritto di accesso agli atti presentato dal contribuente, sia all’eventuale produzione in giudizio, in caso di ricorso.

 

Quando Equitalia spedisce i propri atti attraverso il servizio postale (circostanza che ricorre nella quasi totalità dei casi) è tenuta a conservare, presso i propri uffici, la matrice o la copia della cartella con l’avviso di ricevimento. Una sentenza di poche ore fa della Cassazione [1] ha precisato che tale obbligo permane per cinque anni ed è funzionale al diritto del contribuente di poterne sempre prendere visione.

Difatti, come più volte spiegato tra le pagine di questo portale, il contribuente ha sempre il diritto di presentare una domanda di accesso agli atti presso gli sportelli dell’Agente della riscossione per verificare che tutte le notifiche, nei suoi confronti, siano state eseguite correttamente. Tale diritto non gli può essere mai negato.

Né Equitalia potrebbe supplire alla richiesta del cittadino semplicemente presentandogli un estratto di ruolo con la stampa dei tabulati e le relative date di notifica. Al contrario, l’esattore deve mostrare all’interessato l’originale dell’avviso di ricevimento perché questi possa verificare se la firma di chi ha ritirato l’atto è effettivamente la sua o di un familiare o altro soggetto delegato a ricevere la posta.

Dunque, la conservazione della copia della cartella notifica e del relativo avviso di ricevimento della raccomandata a.r. devono essere conservati da Equitalia per cinque anni onde esibirli, su richiesta, al contribuente, all’amministrazione o ad eventuali giudici in caso di ricorso del cittadino. Del resto, se Equitalia, chiamata in causa, non dimostrasse, depositando la documentazione in originale, la correttezza della notifica, il contribuente vincerebbe il proprio ricorso. Sul punto rinviamo a un interessante articolo di questo portale: “Ricorsi contro Equitalia: basta eccepire il difetto di notifica per obbligare controparte a depositare l’originale”. In quella sede abbiamo spiegato come il ricorrente, qualora eccepisca davanti al giudice il difetto di notifica della cartella esattoriale, costringe Equitalia a produrre gli originali dell’avviso di notifica: in assenza di tale prova, la cartella viene annullata.

note

[1] Cass. sent. n. 6395 del 19.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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