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La polizia può entrare in casa senza mandato?

18 Aprile 2021
La polizia può entrare in casa senza mandato?

Le forze dell’ordine possono imporre di aprire la porta di casa se non hanno l’autorizzazione del giudice? In quali casi è possibile una perquisizione domiciliare?

In linea generale, la polizia non può entrare in casa senza mandato, ossia senza un’autorizzazione rilasciata prima della stessa perquisizione. E questo perché il domicilio è inviolabile per tutti, anche per le forze dell’ordine.

Dunque, il proprietario di casa che apre la porta alla polizia può esigere di vedere il decreto di perquisizione che gli agenti devono avere con sé e che devono mostrare prima di entrare.

Ulteriore, e non meno importante, elemento che può legittimare l’accesso in casa della polizia, è la ricerca delle prove di un reato. Non è quindi possibile entrare in casa di una persona perché, ad esempio, ha violato il Codice della strada o ha commesso un altro illecito amministrativo. Anche l’evasione fiscale, se non supera le soglie della punibilità penale (oltre le quali, appunto, costituisce reato), non giustifica una perquisizione rivolta a ricercare contanti ed oro nascosti nella cassaforte privata.

Eccezionalmente, però, la polizia può entrare in casa senza mandato e ciò avviene solo in ipotesi particolari che è bene conoscere con precisione perché, fuori da tali casi, le prove eventualmente acquisite e le indagini effettuate sono invalide e non possono essere utilizzate nel corso del processo penale. In buona sostanza, tutto ciò che viene fatto e accertato è come se non esistesse. Cerchiamo allora di fare il punto della situazione.

Cos’è la perquisizione domiciliare?

Quando la polizia entra in casa di una persona è per eseguire una perquisizione. Scopo della perquisizione è la ricerca delle prove di un reato o di una persona da arrestare. 

Si tratta di un atto a sorpresa: per cui all’interessato non è comunicato quando e come avverrà la perquisizione.

Le cose trovate nel corso della perquisizione possono essere acquisite e sequestrate dagli agenti solo se costituiscono corpo del reato (ad esempio, la refurtiva, delle armi di contrabbando) o comunque pertinenti al reato (ad esempio, l’arma del delitto). 

Quando è possibile la perquisizione domiciliare?

Come anticipato, la polizia può entrare in casa solo nell’ambito di un’indagine penale. Lo scopo deve essere quello della repressione di reati. 

Le indagini devono essere state già avviate e autorizzate dal giudice. Non perché qualcuno fa una “soffiata” alla polizia, questa è legittimata ad accedere in casa altrui a meno che non venga commesso un reato in flagrante. Anche una festa a musica alta può essere una valida ragione per effettuare una perquisizione domiciliare (trattandosi del reato di «disturbo della quiete pubblica»). In questo caso, dunque, e in pochi altri che a breve vedremo, la polizia può entrate in casa del cittadino senza mandato.

Chi rilascia il mandato?

Ciò che viene comunemente chiamato «mandato» altro non è che il decreto di autorizzazione della perquisizione. A rilasciarlo, prima della perquisizione stessa, è:

  • il pm, ossia il pubblico ministero, se si è ancora nella fase delle indagini preliminari;
  • oppure il giudice, se si è invece nella fase del dibattimento. 

Affinché sia valido, il mandato deve essere motivato, deve cioè specificare: 

  • il reato contestato e i fatti specifici addebitati al titolare dell’abitazione o a chi vi si trova all’interno;
  • le ragioni per le quali si ritiene probabile che le cose ricercate dalla polizia si trovino in quel determinato luogo.

A che ora è possibile la perquisizione domiciliare?

Se, in linea di massima, la perquisizione deve avere luogo tra le 7 di mattina e le 20 di sera, nei casi di urgenza, il giudice può disporre per iscritto che la perquisizione avvenga anche al di fuori di tali limiti temporali.

La perquisizione personale

La perquisizione può essere fatta non solo sul domicilio, ma anche sulle persone in esso dimoranti se vi è fondato motivo di ritenere che queste stiano occultando il corpo del reato o le cose pertinenti al reato. In tal caso, si parla di perquisizione personale. Non è possibile, ad esempio, opporsi all’ordine di spogliarsi – pur nel rispetto della privacy e lontano da occhi indiscreti – per verificare se si posseggono indosso armi, droghe e altri oggetti di questo tipo. Tuttavia, la perquisizione può essere fatta solo da persona dello stesso sesso di quella che vi è sottoposta. 

Al soggetto perquisito va rilasciata copia del decreto di autorizzazione del giudice. Egli ha la facoltà di farsi assistere da un avvocato, purché sia prontamente reperibile.

Si può perquisire chiunque purché non sia minore di quattordici anni o affetto da infermità di mente o in stato di manifesta ubriachezza o intossicazione da sostanze stupefacenti o psicotrope.

Quando la polizia può entrare in casa senza mandato 

Eccezionalmente, la polizia può entrare in casa senza mandato per fare delle perquisizioni. Ciò avviene soltanto in caso di: 

  • flagranza di reato;
  • evasione.

Pertanto, quando è evidente la commissione di un reato ancora in corso o appena compiuto o quando si tratta di assicurare un latitante alla giustizia, è ben possibile entrare in casa altrui senza il decreto di autorizzazione. 

Si pensi anche al caso in cui vi sia il fondato sospetto che in un appartamento siano nascoste sostanze stupefacenti per lo spaccio, armi, munizioni o esplosivi, oppure si tratti di trovare una persona ricercata in relazione ai più gravi reati di associazione mafiosa. 

Anche in questo caso, è necessario che l’attività della polizia sia rivolta al contrasto o all’accertamento dei reati. Pertanto, non è possibile entrare in casa della gente se si tratta di semplici illeciti amministrativi come potrebbe essere un uso personale della droga se il quantitativo non faccia pensare che si possa consumare lo spaccio. 

Se è vero che, nelle ipotesi appena viste, la polizia può entrare in casa senza mandato è tuttavia necessario che la stessa chieda al giudice un’autorizzazione successiva. A tal fine, le forze dell’ordine devono trasmettere al pubblico ministero, senza ritardo, il verbale delle operazioni compiute ed il pm dovrà convalidare la perquisizione nelle 48 ore successive, se ne ricorrono i presupposti. Viene così emesso il decreto di convalida. In buona sostanza, la regola generale vuole che le perquisizioni siano autorizzate in anticipo, ma in tali casi eccezionali è possibile anche un’autorizzazione successiva.

Il decreto di convalida della perquisizione può essere liberamente visionato dal soggetto sottoposto a perquisizione affinché possa verificare la correttezza delle operazioni della polizia. 



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