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Lo sai che? Multa con autovelox non contestata immediatamente: se fermare l’auto è troppo rischioso

Lo sai che? Pubblicato il 20 marzo 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 marzo 2014

Sulle strade extraurbane e urbane a scorrimento veloce fermare il veicoli ai lati della carreggiata può essere un pericolo per il traffico; pertanto la multa è valida anche in assenza di contestazione immediata.

 

È legittimo il verbale di accertamento di eccesso di velocità emesso con l’autovelox anche senza la contestazione immediata tutte le volte in cui lo stop del veicolo trasgressore, intimato dalla polizia, può intralciare la circolazione. La legge [1], infatti, stabilisce che, nelle strade extraurbane secondarie e in quelle urbane di scorrimento, il fermo del veicolo non deve costituire motivo di pericolo per gli automobilisti.

È questa la sintesi di una sentenza di ieri della Cassazione [2]. La multa è dunque legittima nonostante la mancanza di contestazione immediata.

Per le autostrade e per le strade extraurbane principali la legge già a priori stabilisce che lo “stop” del veicolo può essere pericoloso per la circolazione e, pertanto, consente l’elevazione della multa con l’autovelox senza contestazione immediata.

Nel caso invece di strade extraurbane secondarie e di quelle urbane di scorrimento tale valutazione deve essere effettuata caso per caso, ma fermo restando, comunque, la possibilità, in tali casi, di utilizzare l’autovelox anche laddove la contestazione immediata dell’auto non sia possibile perché d’intralcio per il traffico.

Generalmente, in tali ipotesi, interviene il decreto del Prefetto a identificare le strade ove la contestazione immediata non sia obbligatoria, per via delle accennate esigenze di traffico. Tuttavia, la sentenza in commento precisa che anche senza il decreto prefettizio la multa è comunque valida se non contestata immediatamente allorquando lo “stop” all’auto sarebbe stato, comunque, in concreto, pericoloso per la circolazione.

Inoltre, la Suprema corte ricorda che la legge [3] attribuisce agli agenti e ufficiali di polizia municipale – in quanto organi di polizia giudiziaria con competenza estesa all’intero territorio comunale – il potere di accertare le violazioni in materia di circolazione stradale in tutto tale territorio: anche, quindi, su strade statali al di fuori del centro abitato.

Ne deriva che, una volta stabilito che gli ufficiali e gli agenti della polizia municipale hanno tale potere nell’ambito dell’intero territorio comunale, gli accertamenti di violazioni del codice della strada da essi compiuti in tale territorio sono legittimi sotto il profilo della competenza dell’organo accertatore (restando l’organizzazione, la direzione e il coordinamento del servizio elementi esterni all’accertamento, ininfluenti su detta competenza).

note

[1] D.l. 121/2002.

[2] Cass. sent. n. 6432 del 19.03.2014.

[3] Art. 13 L. n. 689 del 1981.

Autore immagine: 123rf.com


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