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Installazione abusiva contatore: cosa fare?

8 Maggio 2021
Installazione abusiva contatore: cosa fare?

Il condominio ha 8 condomini. Il contatore elettrico di 5 condomini è situato in unità immobiliare (C) dove sono alloggiati sulla stessa parete i contatori elettrici anche di 2 condomini (A -B) che non sono proprietari di C ma hanno avuto illecitamente la chiave per entrare. Vi sono gli estremi legali o creare le condizioni per trasferire il nuovo contatore?

Il fatto che le chiavi di accesso di una proprietà privata siano in mano a degli sconosciuti o, comunque, a persone non autorizzate all’accesso integra una fattispecie penale, posto che siamo dinanzi ad un furto di un oggetto (le chiavi) e ad una violazione del domicilio ai sensi dell’articolo 624 del Codice penale: «Chiunque s’introduce nell’abitazione altrui, o in altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con l’inganno, è punito con la reclusione da uno a quattro anni».

Dal punto di vista civile, se l’alloggiamento del contatore è avvenuto in modo abusivo, allora tale operazione è passibile di contestazione legale, posto che la proprietà privata è inviolabile, a meno che la violazione non derivi da un provvedimento legislativo, o di un’autorità giudiziaria.

Tuttavia, occorre stare attenti al tempo trascorso, poiché questa “servitù” creata illegittimamente potrebbe essere trasformata in una servitù legittimata, perché acquisita nel tempo tramite usucapione.

Come sentenziato anni fa dalla Corte di Cassazione, nel caso in cui, in un edificio condominiale, il contatore della energia elettrica di una delle unità immobiliari di proprietà esclusiva di uno dei condomini, si trovi installato su una porzione di pianerottolo di proprietà esclusiva di altro condomino con la conseguente facoltà accessoria, per il primo, di accedere a tale spazio sia per le verifiche periodiche, sia per la riattivazione dell’apparecchio in caso di interruzione, si ha una servitù con i caratteri dell’apparenza suscettibile di costituzione per destinazione del padre di famiglia, oltre che di acquisto per usucapione, e il cui possesso è tutelabile con le azioni possessorie in caso di altrui spoglio o di turbativa (Cassazione civile, sez. II, 15/04/1987, n. 3723).

Pertanto, occorre verificare da quanto sia in essere questa condotta non autorizzata.

Ad ogni modo, anche nel caso in cui tale “servitù” sia stata acquisita per usucapione, si potrebbe ottenere da un giudice il trasferimento del luogo della servitù, dimostrando che, ad esempio, è possibile usufruire di una parete condominiale di facile accesso, senza per tale motivo gravare sulla proprietà privata di un singolo condomino.

Infatti, l’offerta di un altro luogo, altrettanto comodo, per trasferire la servitù può essere avallata dall’autorità giudiziaria e così liberare la servitù del fondo servente che, sebbene acquisita illegalmente, è ora legittimata dall’usucapione.

Se, invece, tale installazione è avvenuta da meno di venti anni, allora si potrà avviare un’azione giudiziaria denominata “negatoria servitutis” con la quale ottenere una sentenza che dichiari l’inesistenza di qualsivoglia pretesa eventualmente vantata da terzi sul fondo del proprietario e, nel caso di specie, la rimozione del contatore dalla proprietà privata.

In questo caso, ottenuta l’illegittimità dell’imposizione della servitù, si potrà ottenere anche il risarcimento del danno conseguenza che il proprietario ha subito per l’intero periodo di tempo anteriore all’eliminazione dell’abuso e che consiste nella limitazione del godimento e nella diminuzione temporanea del valore della proprietà del bene.

Tanto detto, il mio consiglio è quello di procedere con una lettera stragiudiziale di messa in mora con la quale intimare la rimozione di quel contatore dalla proprietà privata, e invitando questi a posizionarlo presso una parete condominiale.

Nel caso in cui non dovesse collaborare, allora il proprietario sarebbe costretto ad agire legalmente con le azioni sopra prospettate.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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