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Revoca patente: come ottenere riabilitazione?

8 Maggio 2021
Revoca patente: come ottenere riabilitazione?

Revoca della patente: mi è stata revocata nel 2017 poiché alla guida di un’auto rubata con un passeggero che deteneva sostanze stupefacenti. Al processo, i miei legali hanno patteggiato. Mi hanno rilasciato motivo ostativo al rilascio. Ho provato varie volte ad andare alla motorizzazione, ma nessuno sa nulla. Probabilmente, non ho i requisiti morali. Cosa posso fare?

Partiamo dal Codice della strada, che all’articolo 130 prevede che la patente di guida è revocata dai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri:

  • quando il titolare non sia in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti;
  • quando il titolare, sottoposto alla revisione ai sensi dell’art. 128, risulti non più idoneo;
  • quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.

Tuttavia, prosegue l’articolo, se cessano i motivi che hanno determinato il provvedimento di revoca della patente di guida, l’interessato può direttamente conseguire, per esame e con i requisiti psichici e fisici previsti per la conferma di validità, una patente di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata.

Infatti, solo il provvedimento di revoca della patente disposto ai sensi del comma 1 nell’ipotesi in cui risulti la perdita, con carattere permanente, dei requisiti psichici e fisici prescritti, è atto definitivo, non impugnabile.

Il Suo caso di revoca, invece, è atto impugnabile con ricorso al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Dall’ultimo provvedimento che vedo allegato (del 26 febbraio 2018), la revoca risulta ai sensi dell’art. 130, comma 1, lett. b) del d.lg. n. 285 del 1992.

Questa revoca è, nella specie, da ricondurre alla mancata conoscenza dei profili teorici che abilitano alla guida, non assumendo rilevanza le condizioni fisiche dell’automobilista (T.A.R. Lombardia Milano, sez. I, 09/03/2016, n. 473).

Per tali ragioni, non ci sarebbero stati problemi al rilascio di nuovo titolo abilitativo.

Tuttavia, la comunicazione del Ministero del 30 luglio 2018 è sorprendente (se non preventivamente comunicata da altri provvedimenti ufficiali).

Il richiamo è all’art.120 del codice della strada, secondo cui non possono conseguire la patente di guida, i delinquenti abituali, professionali o per tendenza e coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali per tutta la durata dei predetti divieti. Non possono di nuovo conseguire la patente di guida le persone a cui sia applicata per la seconda volta, con sentenza di condanna per il reato di cui al terzo periodo del comma 2 dell’articolo 222, la revoca della patente ai sensi del quarto periodo del medesimo comma.

Da quanto leggo, quindi, a quella vicenda, ne sono susseguite altre, di rilevanza penale.

Senza entrare nel merito delle vicende intercorse, Lei oggi si ritrova destinatario di un provvedimento revocatorio ex art.120 del Codice della strada.

Questo articolo, tuttavia, non disciplina la restituzione della patente, in quanto configura la revoca come atto vincolato e, in mancanza di alcun vizio di legittimità, non è possibile ipotizzare l’esercizio del potere di annullamento in autotutela nei confronti della revoca.

Una volta venuto meno il documento di guida, l’interessato non avrebbe, infatti, titolo alla restituzione della patente a suo tempo legittimamente revocata (in quanto l’abilitazione una volta revocata non ha più effetti e non può essere ‘ripristinata’ con la mera riconsegna del documento), ma ha diritto ad ottenere il rilascio di un nuovo documento di guida, che è tenuto a chiedere all’Autorità competente, sottoponendosi al relativo iter procedimentale (tra le tante, vedasi Consiglio di Stato, sez. III, 16/06/2016, n. 2679).

Infatti, la Prefettura deve verificare ogniqualvolta l’assenza di condizioni ostative e il superamento degli esami necessari per il conseguimento di una nuova patente.

Deve, quindi, ritenersi che alla revoca prefettizia del titolo abilitativo alla guida di autoveicoli, debba conseguire una rinnovata valutazione dei requisiti per il rilascio di una patente di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata (cfr. Cons. Stato, VI, n. 5102/2007);

Tra l’altro, il provvedimento di revoca della patente di guida in caso di condanna penale non sarebbe più un atto dovuto, ma discrezionale.

Ne consegue che l’autorità amministrativa, prima di emettere il provvedimento di revoca, dovrebbe esaminare la posizione dell’interessato, tenendo conto non solo della condanna penale, ma anche della sua condotta successiva e delle prospettive di reinserimento sociale, valutando, all’esito, se il persistente possesso della patente possa rappresentare uno strumento di riabilitazione o, all’opposto, un aggravamento della pericolosità sociale.

A cascata, ciò significa che anche per il nuovo conseguimento della patente, tale valutazione deve essere fatta, non potendo trincerarsi dietro ad un diniego perenne, senza motivazione.

Non trovo praticabile la strada di ottenere la patente in uno stato dell’Unione Europea, posto che una volta all’interno del territorio italiano, al primo posto di blocco, le forze dell’ordine scoprirebbero che Lei risulta titolare di una revoca per motivi ostativi; rischierebbe oltre il danno economico (l’aver preso la patente all’estero), anche la beffa di una multa salata.

Ancor peggio prendere la patente in uno Stato estero, in quanto lì avrebbe l’esigenza di ottenere un foglio complementare per guidare in Italia che, per ovvi motivi, non Le rilascerebbero.

Detto ciò, il mio consiglio è di presentare nuova domanda per ottenere nuova licenza di guida.

In questo modo, costringerà la Pubblica Amministrazione a dare risposta formale scritta e, nel caso in cui dovesse ricevere nuovo provvedimento di diniego, avrebbe la possibilità di impugnarlo dinanzi all’autorità competente.

Sussiste, sul punto, la giurisdizione del giudice ordinario nella controversia sul diniego di rilascio della patente di guida fondato sui rilievi ostativi di cui all’art. 120 comma 1 del codice della strada (T.A.R. Piemonte Torino, sez. II, 18/11/2020, n. 740).

Una volta impugnato il diniego, si potrà ottenere giustizia, fino alla Cassazione o, anche, nella denegata ipotesi in cui dovesse andare male davanti ai giudici di legittimità, arrivare fino alla Corte di Giustizia Europea.

Non coltiverei, però una questione di legittimità costituzionale, posto che – qui – non parliamo di revoca definitiva della patente (cosiddetta, revoca della patente a vita), così come prevista all’art.130 del codice della strada, comma 1, lett. a).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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