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Il contratto di comodato

19 Aprile 2021
Il contratto di comodato

Natura, obblighi delle parti, termine e restituzione del contratto di comodato: tutto ciò che c’è da sapere. 

«Dare un bene in comodato gratuito» significa darlo in prestito. Si tratta di un contratto che ha ad oggetto cose mobili o immobili. Se la cosa data in prestito è il denaro, non si parla più di comodato ma di mutuo. 

Il più delle volte, il contratto di comodato si conclude informalmente, senza cioè un documento scritto, con il semplice scambio verbale del consenso tra le parti. Ciò non toglie però che, da un punto di vista giuridico, esso sia oggetto di una puntuale disciplina legislativa volta a regolare tutti gli aspetti tralasciati dalle parti al fine di risolvere ogni eventuale e futura lite tra le stesse. 

Qui di seguito, approfondiremo tutti gli aspetti più pratici inerenti al contratto di comodato: caratteri, forma, obblighi delle parti, restituzione dell’oggetto, registrazione. Ma procediamo con ordine.

Contratto di comodato: cos’è?

Ai sensi dell’articolo 1803 del Codice civile, il comodato è il contratto con il quale una parte (comodante) consegna all’altra (comodatario) una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta.

Con il comodato la cosa resta sempre di proprietà del comodante, mentre il comodatario ne ha solo la detenzione; egli infatti deve restituire, alla scadenza del contratto, lo specifico oggetto che gli è stato dato in prestito. In ciò sta la grossa differenza tra comodato e mutuo: il mutuo infatti ha ad oggetto cose fungibili (ad esempio, somme di denaro), la cui proprietà passa in capo al soggetto che le riceve.

Il comodato è gratuito?

Se non previsto diversamente dalle parti, il comodato è gratuito: significa che il comodatario non deve pagare per l’utilità che riceve. Il contratto può prevedere anche il contrario, stabilendo un compenso per il prestito. In verità, qualora venga previsto un compenso a carico del comodatario, il contratto non sarebbe più qualificabile come comodato ma diverrebbe una locazione. Qualora il vantaggio per il comodatario non sia equiparabile ad un vero e proprio corrispettivo si ha un comodato modale.

Comodato: contratto reale

Il comodato è un contratto reale: questo significa che esso si perfeziona non già solo con il semplice scambio del consenso (circostanza che altrimenti ne avrebbe fatto un contratto obbligatorio) ma è necessaria anche la consegna della cosa da parte del comodante al comodatario (la quale pertanto non costituisce oggetto di obbligazione, ma requisito necessario ai fini della conclusione del contratto). 

Forma del contratto di comodato

Il comodato è un contratto a forma libera: non è quindi richiesta, ai fini della sua validità, alcuna forma scritta, neanche nel caso in cui oggetto del godimento sia un bene immobile ovvero sia prevista una durata superiore a nove anni. 

Registrazione del contratto di comodato

Il contratto di comodato non deve essere registrato, a meno che abbia ad oggetto beni immobili e venga stipulato per iscritto.

Durata del contratto di comodato

Nel comodato la cosa viene data al comodatario affinché se ne serva per un tempo determinato. Il comodatario è quindi tenuto a restituire la cosa alla scadenza del termine o, in mancanza di termine, quando se ne è servito in conformità del contratto. Tuttavia, il comodante può esigere la restituzione immediata – anche prima della scadenza del termine – se ne ha urgente ed imprevisto bisogno. 

Il bisogno che giustifica la richiesta del comodante di restituzione del bene non deve essere grave ma imprevisto (e, dunque, sopravvenuto rispetto al momento della stipula del contratto di comodato) ed urgente, senza che rilevino bisogni non attuali, né concreti o solo astrattamente ipotizzabili. Ne consegue che non solo la necessità di un uso diretto ma anche il sopravvenire di un imprevisto deterioramento della condizione economica del comodante – che giustifichi la restituzione del bene ai fini della sua vendita o di una redditizia locazione – consente di porre fine al comodato, ancorché la sua destinazione sia quella di casa familiare, ferma, in tal caso, la necessità che il giudice eserciti con massima attenzione il controllo di proporzionalità e adeguatezza nel comparare le particolari esigenze di tutela della prole ed il contrapposto bisogno del comodante.

È altresì possibile stipulare anche un comodato senza un termine di scadenza (cosiddetto comodato precario). Ciò avviene quando un termine non risulta né dal contratto né dall’uso a cui la cosa doveva essere destinata. In tale ipotesi, il comodatario è tenuto a restituirla non appena il comodante la richiede: richiesta che può essere fatta anche senza bisogno di una motivazione. 

Non è possibile usucapire un immobile che si detiene in forza di comodato precario. Il comodatario che si oppone alla richiesta di risoluzione del comodato sostenendo di aver usucapito il bene non può limitarsi a provare il potere di fatto sull’immobile, ma deve dimostrare l’avvenuta interversione del possesso, cioè il compimento di attività materiali in opposizione al proprietario concedente.

Obblighi del comodatario

Il comodatario deve: 

  • custodire e conservare la cosa con la diligenza del buon padre di famiglia; 
  • non adibire la cosa ad uso diverso da quello indicato nel contratto o proprio di essa, secondo la sua natura; 
  • non concedere a terzi il godimento della cosa, senza il consenso del comodante. L’inadempimento di tali obblighi legittima il comodante a chiedere immediatamente la restituzione della cosa, oltre al risarcimento del danno.

Se la cosa si distrugge, il comodatario è personalmente responsabile.

Il comodatario non è responsabile per la distruzione della cosa se dimostra che il perimento è derivato da un caso fortuito; anche in questo caso, però, ne risponde se: 

  • poteva sostituire la cosa comodata con una propria;
  • se il comodatario impiega la cosa per un uso diverso o per un tempo più lungo di quello a lui consentito e non prova che la cosa sarebbe comunque perita se non l’avesse impiegata per l’uso diverso o l’avesse restituita a tempo debito.

Se la cosa si deteriora, invece, il comodatario non risponde del deterioramento incolpevole ove il medesimo dipende dall’uso al quale la cosa stessa era destinata.

Chi sostiene le spese nel comodato?

Di regola, il comodatario non ha diritto al rimborso delle spese sostenute per servirsi della cosa. Tuttavia, il comodatario ha diritto di essere rimborsato delle spese straordinarie sostenute per la conservazione della cosa, se queste erano necessarie e urgenti.

Morte del comodatario

In caso di morte del comodatario, il comodante ha facoltà di recedere dal contratto anche se è stato convenuto un termine, determinando l’anticipata risoluzione del rapporto mediante manifestazione di volontà come nel caso di comodato a tempo indeterminato, con conseguente obbligo in capo agli eredi di immediata restituzione della cosa. Ove tale facoltà non venga esercitata, il rapporto prosegue con le caratteristiche e gli obblighi iniziali anche rispetto agli eredi.

Obblighi del comodante

La legge non dice quali sono gli obblighi del comodante. Si ritiene tuttavia, in linea con le finalità del contratto, che il comodante abbia l’obbligo di astenersi dal compimento di atti di disposizione materiale e giuridica sulla cosa data, i quali possano pregiudicare il diritto al godimento da parte del comodatario.

Approfondimenti

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