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Cosa fare se non ti arriva un pacco?

19 Aprile 2021
Cosa fare se non ti arriva un pacco?

Entro quanto tempo deve arrivare un pacco? Come denunciare un pacco non arrivato e come chiedere il rimborso? Che succede se il corriere perde il pacco?

Se hai comprato un oggetto su Internet e sono passati diversi giorni da quando hai pagato senza che il corriere si sia fatto ancora vivo, ti chiederai entro quanto tempo deve avvenire la consegna e cosa fare se non ti arriva il pacco.  

Quando si ha a che fare con gli acquisti online è facile incappare in qualche disguido. Nel momento in cui si compra tramite una piattaforma come Amazon o da un rivenditore ufficiale, entrano in gioco una serie di tutele previste dal Codice del consumo che non operano invece nel caso di acquisto tra privati. Primo tra tutti il diritto di recesso e la previsione di un termine massimo entro cui l’oggetto acquistato deve arrivare a casa del consumatore. 

Ecco dunque cosa prevede la legge in questi casi e cosa fare se non ti arriva un pacco: a chi inoltrare il reclamo, quando pretendere la restituzione dei soldi o l’invio di una spedizione. 

Entro quanto tempo deve arrivare un pacco?

L’articolo 61 del Codice del consumo stabilisce che il rivenditore è obbligato a consegnare al consumatore l’oggetto che questi ha acquistato senza ritardo ingiustificato e comunque entro massimo 30 giorni dalla data di conclusione del contratto. 

La conclusione del contratto coincide con:

  • il pagamento del prezzo, se è previsto il pagamento anticipato;
  • il click sul pulsante “acquista” predisposto sul sito, se invece è previsto il pagamento alla consegna.

Il termine può essere superiore a 30 giorni solo se previsto nel contratto di vendita. La clausola con il termine più ampio per la consegna del pacco deve essere «conosciuta o conoscibile» dall’acquirente al momento della conclusione della vendita e da questi accettata. Quindi, non è possibile opporre termini di consegna più ampi se questi non erano noti al consumatore prima di aver accettato l’offerta. 

Che succede se il pacco non arriva in tempo?

Se l’acquirente non riceve il pacco nel termine di 30 giorni o entro il diverso termine concordato nel contratto, deve inviare una diffida al venditore in cui lo invita ad effettuare la consegna entro un congruo termine rapportato alle circostanze. Non potrà quindi essere un termine di 24 ore, considerati i tempi postali. Potrebbe ad esempio essere «congruo» un termine di cinque giorni. 

La diffida va inviata preferibilmente con raccomandata a.r., pec o fax. La mail semplice potrebbe dar luogo a contestazioni (il destinatario potrebbe infatti sostenere di non averla mai ricevuta o che la stessa sia finita nello spam).

Se il venditore non dovesse rispettare neanche questo termine, l’acquirente è legittimato a recedere dal contratto. Con il recesso dal contratto egli si scioglie da ogni obbligo. Pertanto:

  • non è tenuto ad accettare il pacco qualora il corriere dovesse consegnarlo successivamente;
  • se ha già pagato in anticipo ha diritto al rimborso del prezzo versato;
  • se ha subito un danno dal ritardo, può chiedere il risarcimento. 

L’acquirente non è tenuto ad inviare la diffida in tre casi:

  • se il venditore si è espressamente rifiutato di consegnare l’oggetto;
  • se già nel contratto o dalle circostanze concrete che ne hanno accompagnato la conclusione, il rispetto del termine pattuito per la consegna del pacco doveva considerarsi essenziale. Il venditore doveva cioè sapere o poter intuire che l’acquirente avrebbe avuto interesse alla consegna dell’oggetto entro una determinata data (si pensi ai festoni per una festa di compleanno, trascorsa la quale viene meno anche l’interesse all’oggetto);
  • se il consumatore ha informato il professionista, prima della conclusione del contratto, che la consegna entro o ad una data determinata è essenziale.

In questi casi, dunque, l’acquirente può sciogliersi dal contratto con effetto immediato, dandone comunque comunicazione al venditore. 

Entro quanto tempo deve avvenire il rimborso del prezzo?

Una volta che l’acquirente ha manifestato al venditore l’intenzione di sciogliersi dal contratto, questi deve effettuare il rimborso «senza indebito ritardo». Quindi, sarebbe illegittima la prassi aziendale che accordi il rimborso entro 30 giorni lavorativi, dovendo questo avvenire nel più breve tempo possibile (ad esempio, 1 o 2 giorni lavorativi).

Che fare se il venditore non restituisce il prezzo?

Se il venditore non dovesse restituire all’acquirente il prezzo da questi anticipato, è diritto del consumatore rivolgersi al giudice (attraverso il proprio avvocato) per ottenerne la condanna. Bisogna quindi intentare una normale causa civile di inadempimento contrattuale. 

È esclusa la possibilità di proporre una querela: non vi è infatti alcun reato nel non adempiere a un contratto, a meno che non vi sia stata una frode, tramite l’esecuzione di artifici e raggiri ai danni del consumatore (si pensi a chi predispone un sito per la vendita di oggetti che in realtà non dispone). Quindi, in questi casi, è totalmente inutile rivolgersi ai carabinieri o alla polizia postale.

Prima di avviare la causa dinanzi al giudice, sarà necessario convocare il venditore dinanzi a un organismo di mediazione al fine di tentare un accordo. Il costo è di 40 euro. Dinanzi all’organismo, il consumatore dovrà farsi rappresentare dal proprio avvocato.

Termine consegna del pacco negli acquisti tra privati 

Il termine di 30 giorni per la consegna del pacco vale solo per gli acquisti da “professionista” (ossia azienda) a “consumatore”: quindi, non si applica negli acquisti tra privati per i quali invece vale l’accordo tra le parti. Se le parti non hanno stabilito nulla, l’acquirente può ricorrere al giudice affinché fissi un termine congruo al venditore per la consegna. In alternativa, perdurando il ritardo nella consegna, può inviargli una raccomandata con cui lo diffida ad eseguire la propria obbligazione, assegnandogli un termine massimo per adempiere. Se entro tale termine la prestazione non verrà resa e il pacco consegnato, il contratto si considererà automaticamente sciolto e l’acquirente, anche in caso di consegna successiva, sarà legittimato a non accettare il prodotto. Nel caso in cui abbia già pagato, potrà chiedere la restituzione dei soldi.

Cosa succede se il corriere perde il pacco?

Alla mancata consegna del pacco viene equiparata anche l’ipotesi in cui il corriere perde il pacco. Questo perché il corriere è un ausiliario del venditore, da questi prescelto, ed è pertanto quest’ultimo a risponderne. 



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