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Deposito atti con il processo telematico: orario senza limiti

20 Marzo 2014
Deposito atti con il processo telematico: orario senza limiti

Vale il momento in cui si genera la ricevuta di consegna senza limiti di ora.

Sino ad oggi, il deposito degli atti in cancelleria doveva avvenire entro l’orario di chiusura di quest’ultima, pena la decadenza dai termini, in caso di tentativo all’ultimo giorno.

Ma che succede col processo telematico dove non vi è una cancelleria e un orario di “cartellino” per compiere i depositi? La risposta arriva da una recente sentenza del tribunale di Milano [1].

Preliminarmente bisogna chiarire che il deposito telematico di un atto della difesa si dà per avvenuto nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata (Pec) del ministero della Giustizia.

Ebbene, quanto all’orario limite entro cui tale ricevuta deve intervenire, un decreto ministeriale del 2011 [2] aveva stabilito che quando la ricevuta è rilasciata dopo le ore 14, il deposito si considera effettuato il giorno feriale immediatamente successivo.

Stando a tale norma, dunque, poco sarebbe cambiato rispetto all’originario assetto degli atti cartacei, almeno sotto il profilo delle tempistiche.

Ma il Tribunale di Milano ha chiarito che la successiva legge del 2012 sul processo telematico [3] non prevede alcun riferimento orario in rapporto al momento in cui viene rilasciata la ricevuta di avvenuta consegna. Essa peraltro è di rango superiore rispetto al regolamento, oltre ad essere successiva. Dunque, non vi sono limiti di orario, fermo restando il vincolo delle 24 ore della giornata.

 

La previsione di un limite orario – conclude la sentenza – in relazione alla generazione della ricevuta di avvenuta consegna, rispetto ad un termine da computarsi a giorni, appare inoltre poco compatibile con la ratio stessa del sistema telematico di deposito degli atti e con i vantaggi che dovrebbero derivarne in termini di efficienza e migliore organizzazione del lavoro da parte di tutti gli “utenti” del sistema giustizia.

La vicenda

La questione trattata dal tribunale meneghino era relativa a una separazione. Una delle due parti aveva sollevato un’eccezione di tardività del deposito della comparsa conclusionale e del fascicolo della parte attrice perché il relativo deposito, sebbene in via telematica, era avvenuto oltre le ore 14.


note

[1] Trib. Milano, sent. 5 marzo 2014.

[2] Decreto ministeriale n. 44 del 21 febbraio 2011.

[3] L. 221/12 di conversione del decreto legge 179.

Autore immagine: 123rf.com


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