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Tutele per una persona disabile e ammalata: 9 cose da sapere

20 Aprile 2021
Tutele per una persona disabile e ammalata: 9 cose da sapere

Invalidi e portatori di handicap hanno più diritti rispetto alle persone sane? Ecco cosa succede in caso di sfratto, pignoramento, parcheggi e in altre circostanze della vita quotidiana. 

Molto spesso, si crede che una persona disabile e ammalata sia tutelata ad oltranza dalla legge; così tuttavia non è. La legge si impegna solo a rimuovere gli ostacoli che, di fatto, possono pregiudicare l’applicazione del principio di uguaglianza rispetto alle persone prive di disabilità, ma non adotta invece un trattamento preferenziale per chi ha handicap o gravi patologie. Diversamente, si verificherebbe una discriminazione al contrario, a favore cioè degli invalidi.

Chiariamo questo aspetto perché circolano spesso leggende metropolitane in merito a presunte ma insussistenti tutele per una persona disabile e ammalata. Di tanto parleremo qui di seguito, a scanso di equivoci. Spiegheremo cioè quali diritti ha un invalido e quali invece non gli sono riconosciuti.

Sfratti bloccati per chi è disabile o malato

Non è vero che una persona disabile o malata non possa essere sfrattata se non paga l’affitto. Non sussiste infatti alcuna differenza tra i morosi fondata sulle condizioni di salute. Quindi, il locatore può mandare via l’inquilino con un handicap al pari di quello sano, dopo 20 giorni di ritardo dal versamento del canone mensile. Né questi può invocare una proroga dello sfratto come un tempo succedeva.

Pignoramento auto per chi è disabile o malato

Una persona che non possa fare a meno dell’auto, necessaria per muoversi in quanto disabile, può subire il pignoramento del veicolo al pari di qualsiasi altro cittadino. La legge non esclude il pignoramento del veicolo neanche per chi lo ha acquistato con i benefici della legge 104. Né deroghe sono previste per chi è sottoposto a cure salvavita e che quindi ha necessità di recarsi in ospedale costantemente (si pensi a chi deve sottoporsi a chemioterapia).

Quindi, è del tutto inutile – come a volte si crede – intestare la macchina a un disabile o a un grave malato per sottrarla al pignoramento.

Pignoramento casa per chi è malato o invalido

È possibile pignorare la casa di un soggetto disabile o malato, anche se terminale. Non c’è alcuna tutela neanche in questo ambito per chi non ha la possibilità di andare a vivere altrove e, senza un tetto, potrebbe subirne un grave e irreparabile danno alla salute. 

Resta solo il divieto di pignoramento della prima casa, al pari di qualsiasi altro soggetto, quando il creditore è Agenzia Entrate Riscossione sempre che l’immobile sia:

  • l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • non accatastato nelle categorie A/1, A/8 e A/9;
  • adibito a civile abitazione;
  • luogo di residenza del debitore.

Pertanto, ad esempio, se il debitore dovesse essere proprietario di due immobili, anche solo per semplici quote, entrambi diverrebbero pignorabili.

Pignoramento stipendio o pensione

Se lo stipendio di un disabile può essere pignorato entro massimo un quinto, salvo le voci che non hanno carattere retributivo (come ad esempio gli assegni al nucleo familiare, i rimborsi spese, l’indennità di trasferta, gli accantonamenti Tfr, l’indennità per malattia e i vari incentivi all’esodo), la pensione di invalidità invece non può esserlo. E questo perché l’articolo 545 del Codice civile stabilisce che «Non possono essere pignorati crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri, oppure sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza».

Per la stessa ragione non può essere pignorato l’assegno di accompagnamento.

La pensione di vecchiaia, invece, può essere pignorata nei limiti di un quinto, detratto il minimo vitale (pari a una volta e mezzo l’assegno sociale): regola questa che vale per qualsiasi altro debitore.

Pagamento parcheggi per chi ha il contrassegno invalidi 

Altra leggenda metropolitana vuole che i possessori del contrassegno disabili possano parcheggiare sulle strisce blu senza pagare il ticket. Non è vero, a meno che una delibera comunale ne preveda espressamente l’esenzione. Il pass invalidi consente solo di sostare sulle strisce gialle in modalità gratuita: sicché, anche se queste sono occupate, non c’è modo di non pagare il biglietto per gli altri stalli del parcheggio. Del resto, il contrassegno per chi ha l’handicap è solo un sostegno alla mobilità e non al reddito, tant’è vero che viene riconosciuto a chiunque si trovi nelle condizioni di non autosufficienza, a prescindere dalle capacità economiche. 

Diritto a un posto a sedere sui mezzi pubblici

I mezzi pubblici raccomandano un certo tipo di comportamento ai viaggiatori, tra cui il cedere il posto a chi ha una disabilità. Non è tuttavia un dovere. Esistono dei posti riservati a chi non può stare in piedi, ma se questi sono tutti occupati non è dovere degli altri alzarsi dai propri sedili. Insomma, il disabile non ha sempre un diritto al posto a sedere.

Il diritto all’assegno di accompagnamento 

Altro luogo comune vuole che l’assegno per l’accompagnatore spetti a chi abbia una invalidità del 100%. Non è così. Oltre a tale condizione, il sostegno economico erogato dall’Inps viene riconosciuto solo se sussiste una difficoltà: 

  • a camminare senza l’aiuto di un accompagnatore (chi può camminare col bastone quindi non ha diritto al sussidio);
  • oppure a compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza.

Entrare gratis al cinema, musei, concerti, stadi

Non esiste un diritto per malati e disabili di entrare gratis nei cinema, musei, concerti o agli stadi. Il riconoscimento di tale beneficio è rimesso solo alla discrezionalità del titolare del locale o degli organizzatori dell’evento. In assenza di altre indicazioni, il disabile deve pagare regolarmente il biglietto.

Il diritto all’abbattimento delle barriere architettoniche in condominio 

Non è vero che il condomino disabile può obbligare il resto del condominio ad effettuare le opere di abbattimento delle barriere architettoniche. La scelta è rimessa sempre alla volontà dell’assemblea. Per cui, se non si forma una maggioranza, l’opera può essere negata. Il quorum richiesto per deliberare i lavori straordinari a tutela dei portatori di handicap è quello della maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresentino la metà del valore dell’edificio

Se non si forma tale maggioranza è diritto del disabile eseguire i lavori a proprie spese (ad esempio, l’installazione di un montascale o l’allargamento di una porta di ingresso per far passare la carrozzella), escludendo dall’utilizzo di tali servizi tutti gli altri condomini.

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1 Commento

  1. Non abbiamo il diritto di precedenza nelle Asl E NEI cup…ECCO SIAMO “CARNE DA MACELLO IO PERSONALMENTE SONO parificato a grande invalido di guerra di 1^ categoria e non solo mi sono ammalato per lo Stato ma mi debbo comprare anche le medicine per curarmi la patologia.

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