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Quanto costa il ricorso al Prefetto?

20 Aprile 2021
Quanto costa il ricorso al Prefetto?

Differenze tra ricorso al Prefetto e al giudice di pace: quale dei due è più conveniente? I costi per presentare l’atto di ricorso alla Prefettura. 

Il ricorso al Prefetto è un rimedio che viene concesso al cittadino tutte le volte in cui è destinatario di una sanzione amministrativa o di una multa stradale. La legge 689/1981 consente di ricorrere al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento. 

Alla luce di ciò, è normale chiedersi quanto costa il ricorso al Prefetto. Quali sono i costi che deve affrontare il cittadino e cosa rischia nell’eventualità in cui il ricorso dovesse essere rigettato? 

La caratteristica principale di tale tutela è che non richiede il rispetto di una particolare procedura, sostanziandosi nella semplice spedizione di un ricorso scritto in carta semplice. Non è neanche necessaria l’assistenza di un avvocato. Tutto ciò, come vedremo a breve, influisce profondamente sull’aspetto dei costi del ricorso al Prefetto. Ma procediamo con ordine.

Quando si presenta il ricorso al Prefetto?

Prima di spiegare quanto costa il ricorso al Prefetto, ecco alcune importanti istruzioni in merito a tale procedura. 

Il ricorso al Prefetto è un rimedio generale previsto dalla legge per tutte le sanzioni di carattere amministrativo, ivi comprese le contravvenzioni per il Codice della strada. Il cittadino può quindi fare ricorso al Prefetto per sperare nell’annullamento del verbale.

Solo nel caso delle multe stradali, il ricorso al Prefetto è alternativo al ricorso al Giudice di Pace: il trasgressore può cioè scegliere quale delle due tutele azionare. 

Se però il ricorso al Prefetto deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica della contravvenzione, quello al giudice di pace ha termini più brevi: 30 giorni. 

Inoltre, la procedura innanzi al Prefetto, se da un lato ha il vantaggio di risolversi nella semplice presentazione di un atto scritto di opposizione al verbale, senza quindi il rispetto di particolari procedure, dall’altro lato ha lo svantaggio di rivolgersi a un organo della Pubblica Amministrazione, come tale non caratterizzato dalla terzietà e imparzialità di un giudice. Il ricorso al Giudice di Pace quindi è sicuramente più sicuro sotto questo punto di vista, ma anche più complesso, richiedendo l’instaurazione di un vero e proprio giudizio. Pertanto, è consigliabile rivolgersi al Prefetto tutte le volte in cui i motivi di opposizione sono evidenti e non richiedono particolari interpretazioni della legge; il giudice di pace invece si adatta meglio alle questioni di carattere giuridico che richiedono maggiore attenzione.

Fuori dall’ipotesi delle contravvenzioni per violazioni del Codice della strada, il ricorso al Prefetto è l’unica via per opporsi alla sanzione amministrativa. Tuttavia, nell’eventualità di un rigetto del ricorso, il trasgressore può fare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni da quando gli viene notificata – sempre a cura del Prefetto – l’ordinanza con l’ingiunzione di pagamento. 

Quanto costa fare ricorso al Prefetto?

Veniamo ora all’aspetto centrale di questa trattazione: il costo del ricorso al Prefetto. Per presentare ricorso al Prefetto non ci sono costi: il ricorso si presenta in carta libera, esente da bolli e da diritti di segreteria. Tutta la procedura è gratuita, dall’inizio alla fine, salvo solo il costo della raccomandata a.r. con cui si spedisce l’atto di ricorso. Tale costo peraltro può essere evitato se, al posto della raccomandata, si opta per la Pec, la posta elettronica certificata che, al pari della raccomandata, garantisce la prova dell’invio e del ricevimento della comunicazione. In tal caso, però, bisognerà fare molta attenzione a individuare l’esatto indirizzo Pec della Prefettura: il rischio di sbagliare, infatti, comporterebbe una perdita del diritto al ricorso.

Come anticipato, per presentare ricorso al Prefetto non è necessaria l’assistenza di un avvocato: l’atto può ben essere firmato dallo stesso trasgressore.

In questo sta l’ulteriore differenza rispetto al ricorso al Giudice di Pace che, invece, è a pagamento. Per il ricorso al Giudice di Pace per una normale multa stradale di eccesso di velocità o divieto di sosta, ad esempio, bisogna versare 41,00 euro in totale (di cui 8,00 euro per marca da bollo e 33,00 euro per il contributo unificato). 

Come si presenta il ricorso al Prefetto?

Per presentare il ricorso al Prefetto bisogna semplicemente indicare gli estremi dell’atto che si intende contestare, le ragioni per cui lo stesso è stato emesso (ragioni che si leggono sul verbale) e i motivi di opposizione, nel modo più chiaro possibile. È necessario poi allegare una copia del verbale impugnato. 

Il ricorso va spedito al Prefetto. Nel caso delle multe stradali, il ricorso può anche essere spedito all’organo accertatore che ha elevato la contravvenzione (ad esempio, la polizia municipale). 

Il Prefetto deve esprimersi entro 210 giorni, comunicando l’accoglimento o il rigetto del ricorso. Se il Prefetto non si pronuncia, il ricorso si considera automaticamente accolto (regola del «silenzio accettazione») e il verbale annullato.

Nel caso delle multe stradali, se il ricorso viene inoltrato al Prefetto per il tramite dell’organo accertatore, il termine per la decisione passa da 210 a 180 giorni. 

Il trasgressore può anche chiedere di essere ascoltato personalmente, nel qual caso sarà convocato dalla Prefettura per l’audizione. 

In caso di rigetto del ricorso da parte del Prefetto, il trasgressore può presentare ricorso al Giudice di Pace nei successivi 30 giorni (ricorso che, come detto sopra, è a pagamento). 



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