HOME Articoli

Lo sai che? Niente più multa per il ticket scaduto sulle strisce blu: la questione è chiusa

Lo sai che? Pubblicato il 21 marzo 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 21 marzo 2014

La presa di posizione del sottosegretario alle Infrastrutture chiude un lungo contenzioso smentendo Cassazione e Corte dei Conti: non esiste una norma che sanziona chi dimentica di rinnovare il grattino del parcheggio scaduto; ma il ricorso al giudice di pace resta pur sempre più costoso che pagare la multa.

Ormai non ci sono più dubbi: chi parcheggia nelle strisce blu per più tempo rispetto a quello per il quale ha pagato il ticket del parcheggio non è punibile in base al Codice della strada. In pratica, quando il cosiddetto “grattino” scade non esistono norme per punire l’automobilista (ne avevamo già parlato nell’articolo: “Divieto di sosta: per il Ministero la muta per tagliando scaduto non esiste”). Lo ha dichiarato ieri davanti alla commissione Trasporti della Camera il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, rispondendo a un’interrogazione presentata sulla scia di un parere ministeriale del 2010 [1] favorevole ai trasgressori. Sono quindi confermate le numerose sentenze di giudici di pace favorevoli ai multati e vengono smentite la Cassazione e la Corte dei conti del Lazio, che sembravano ammettere la sanzione.

La notizia era stata battuta circa un anno fa dal nostro portale (leggi l’articolo: “Parcheggi a pagamento: la multa per grattino scaduto è inesistente”) e di recente ribattuta dal Tg1. Inoltre il ministero dei Trasporti aveva dichiarato la propria adesione a questa interpretazione. Ciò nonostante, in passato, non erano mancati pareri discordi, come il parere del Ministero dell’Interno del 28.08.2003, la Cassazione [2] e, infine, la Corte dei Conti Lazio [3].

Successivamente i Ministeri Infrastrutture e Interno avevamo ripreso l’orientamento a favore dell’annullamento delle multe [4].

Sebbene si tratti pur sempre di pareri, quindi di atti con cui i ministeri rispondono a quesiti di soggetti singoli che filtrano informalmente dai ministeri, il Codice della strada già di per sé sembra escludere sanzioni.

Infatti, la legge [5] prevede espressamente sanzioni solo per chi non espone il ticket, il “gratta e sosta” o gli altri elementi che dimostrano l’avvenuto pagamento. L’insufficienza del versamento è punibile solo nei pochi casi in cui la sosta è permessa per un periodo limitato.

Invece, a chi viene trovato con ticket scaduto si può chiedere solo di integrare il pagamento. L’unica penalità che potrebbe scattare sarebbe quella eventualmente prevista dal Comune, nel caso abbia fatto un regolamento.

Si tratterebbe, infatti, di un illecito civile e non amministrativo: in pratica, non esistono norme, e quindi multe, per punire chi dimentica di andare a rinnovare il ticket. Resta fermo che il Comune potrebbe tentare di recuperare l’inadempimento contrattuale con altri sistemi, ma non può farlo certo ricorrendo ai vigili urbani e al verbale di sanzione amministrativa.

Sarebbe a questo punto opportuno che le forze dell’ordine si adeguino al nuovo orientamento, anche perché, costringere il cittadino ad effettuare un ricorso contro tali sanzioni significherebbe costringere gli eventuali trasgressori a un’operazione antieconomica: chiedere l’annullamento al giudice di pace, infatti, è di gran lunga più costoso che pagare la multa.

note

[1] Prot. n. 25783 del 22 marzo 2010.

[2] Cass. sent. n. 23543/2009

[3] C. Conti Lazio sent. n. 888/2012.

[4] Prot. n. 3615 del 5 luglio 2011 e il prot. n. 2089 del 20 aprile 2012.

[5] Artt. 7, comma 14, e 157, comma 6 cod. str.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI