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Quanto tempo ha l’Agenzia delle Entrate per notificare?

20 Aprile 2021
Quanto tempo ha l’Agenzia delle Entrate per notificare?

Agenzia delle Entrate: termine per fare accertamenti e per controllare la dichiarazione dei redditi o l’evasione fiscale.

Quando c’è da controllare la dichiarazione dei redditi dei contribuenti, l’Agenzia delle Entrate è soggetta a termini di decadenza. Il rispetto di tali termini è condizione di validità dell’eventuale accertamento fiscale. Pertanto, una volta spirato il tempo utile per eseguire i controlli, il contribuente che abbia evaso le tasse non rischia più nulla. 

Di qui il comune quesito: quanto tempo ha l’Agenzia delle Entrate per notificare un atto di accertamento? Ecco qui di seguito la risposta. 

Termini di decadenza dell’avviso di accertamento

L’Agenzia delle Entrate deve notificare l’avviso di accertamento, a pena di decadenza, entro termini diversi a seconda che sia stata o meno presentata la dichiarazione annuale dei redditi. Anche un solo giorno di ritardo determina l’invalidità dell’avviso e, quindi, del relativo atto di recupero delle imposte. 

In particolare, i termini per notificare un avviso di accertamento sono più brevi se è stata presentata la dichiarazione ma la stessa risulta irregolare. Ciò avviene, ad esempio, quando sono stati occultati dei redditi (si pensi a un contribuente che riceva un bonifico bancario da un cliente a fronte del quale non emette fattura) o perché sono stati ingigantiti i costi (si pensi a un contribuente che scarichi dalle tasse delle spese per uso personale, non inerenti all’attività lavorativa) o si è usufruito di detrazioni/deduzioni a cui non si aveva diritto (si pensi alle detrazioni per il familiare a carico o per spese mediche).

Invece, se non è stata presentata la dichiarazione dei redditi, i termini di decadenza sono più ampi.

Inoltre, in caso di accertamento emesso a seguito di PVC (Processo Verbale di Accertamento) – il che avviene in caso di accertamento presso la sede dell’azienda o dell’attività del contribuente – è previsto un termine dilatorio: l’Agenzia delle Entrate non può emettere l’accertamento prima che sia decorso il termine di 60 giorni dalla consegna del PVC, salvo eccezioni.

In caso di più debitori solidali, la notifica dell’accertamento ad uno dei condebitori, interrompe la prescrizione anche nei confronti degli altri e, quindi, l’Agenzia delle Entrate potrebbe notificare, anche oltre i termini già decorsi, l’avviso di accertamento agli altri condebitori.

In caso di dichiarazione congiunta dei redditi, la tempestiva notifica ad un coniuge dell’avviso di accertamento impedisce la decadenza anche nei confronti del co-dichiarante.

I termini sono mutati a partire dal 2016. Per tutti gli accertamenti notificati prima di questa data, ossia fino al 31 dicembre 2015, infatti, il termine era:

  • in caso di dichiarazione presentata ma irregolare: 31 dicembre del 4° anno successivo a quello di presentazione;
  • in caso di dichiarazione omessa: 31 dicembre del 5° anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata.

Vediamo ora quali sono gli attuali termini di notifica dell’Agenzia delle Entrate

Attuali termini di notifica dell’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate

Per tutti i controlli effettuati dal 1° gennaio 2016, i termini di notifica sono i seguenti:

  • in caso di dichiarazione presentata ma irregolare: 31 dicembre del 5° anno successivo a quello di presentazione;
  • in caso di dichiarazione omessa: 31 dicembre del 7° anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata;
  • in caso di dichiarazione presentata ma nulla: 31 dicembre del 7° anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata. La dichiarazione è nulla se manca la sottoscrizione del contribuente o di chi ne ha la rappresentanza legale o negoziale. La nullità è sanata se il contribuente provvede alla sua sottoscrizione entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito da parte del competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Come si calcolano i termini di notifica 

Per il calcolo dei termini si applicano le regole ordinarie previste dal Codice civile: vale il giorno della spedizione dell’avviso di accertamento e non quello di ricevimento. Per cui, se la busta con la raccomandata viene portata all’ufficio postale nei termini, allora non c’è decadenza, a prescindere da quando la stessa viene consegnata al contribuente. 

Inoltre, non si considera il giorno iniziale del termine. La decadenza si verifica con lo spirare dell’ultimo istante del giorno finale, ossia alla mezzanotte. 

Se il termine scade in un giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.

Controlli sulla dichiarazione integrativa

In caso di presentazione di una dichiarazione integrativa a sfavore (anche a seguito di ravvedimento operoso) o a favore, i termini di decadenza decorrono, limitatamente agli elementi oggetto di integrazione, dall’anno di presentazione della dichiarazione integrativa.



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