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Impossibile la condanna al pagamento del CTU nel procedimento d’urgenza

21 marzo 2014


Impossibile la condanna al pagamento del CTU nel procedimento d’urgenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 marzo 2014



Non possono accollarsi al convenuto, anche in parte, le spese vive rese necessarie dalla procedura ex art. 700, come, ad esempio, la consulenza tecnica d’ufficio.

La parte che ha sostenuto i costi del procedimento sommario d’urgenza non può chiedere, a fine del giudizio, la condanna del convenuto alle spese sostenute, compresa, quindi, anche la sua parte per la consulenza tecnica d’ufficio eventualmente anticipata dal ricorrente medesimo. Lo ha chiarito il Giudice di Pace di Cosenza con una recente sentenza [1].

La vicenda

A seguito di un’ordinanza d’urgenza ex art. 700, la parte ricorrente, che aveva visto compensare le spese del giudizio, aveva intimato, con precetto, alla controparte, il pagamento del 50% delle spese della CTU dalla prima anticipate.

La parte resistente ha così proposto opposizione all’esecuzione, sostenendo che nulla fosse dovuto per assenza di titolo.

La motivazione

Secondo il giudice dell’esecuzione calabrese, l’atto di precetto successivo a un procedimento sommario – come appunto il ricorso ex art. 700 – non è suffragato da idoneo titolo esecutivo. Pertanto, in tali casi, la parte ricorrente non ha diritto a procedere ad esecuzione forzata.

L’ordinanza nel cautelare, infatti, potrebbe valere solo come prova, per il Consulente tecnico, che se ne voglia valere per il recupero delle somme ancora dovute, promuovendo un autonomo giudizio di cognizione. In altre parole, tale ordinanza non può valere ai fini di un titolo per procedimenti esecutivi fondati su somme pretese a rimborso di somme già pagate al CTU.

È questo, del resto, anche il convincimento della Cassazione che, in passato [2], ha stabilito che il provvedimento, in via d’urgenza, ha tipica natura interdittale, non opera sui diritti delle parti, è privo di carattere decisorio sostanziale, deve essere adottato con ordinanza e non è appellabile; di conseguenza, poiché a detto provvedimento manca il requisito di “chiusura” e di definitività mentre non può far luogo alla condanna al pagamento delle spese a carico del convenuto, allo stesso modo non possono accollarsi al convenuto medesimo – anche in parte – le spese vive rese necessarie dalla procedura (ad esempio, la consulenza tecnica).

note

[1] G.d.P. Cosenza, sent. n. 395/14.

[2] Cass. sent. n. 3192 del 9.05.1983.

[3] Cass. sent. n. 4823 del 25.07.1981.

Autore immagine: 123rf.com

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