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Lo sai che? Il consumatore che recede deve restituire i beni entro quattordici giorni dalla comunicazione

Lo sai che? Pubblicato il 23 marzo 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 marzo 2014

Dal prossimo mese di giugno il consumatore che avrà esercitato il diritto di recesso da acquisti compiuti a distanza o fuori dai locali commerciali avrà quattordici giorni di tempo dalla comunicazione del recesso fatta al venditore per restituirgli i beni.

Il consumatore che eserciti il diritto di recesso relativamente a contratti conclusi a distanza o sottoscritti fuori dai locali commerciali avrà quattordici giorni di tempo, decorrenti dalla data di comunicazione al venditore del recesso, per restituire a quest’ultimo i beni che hanno formato oggetto del contratto.

La legge specifica che la restituzione debba avvenire “senza indebito ritardo” entro i 14 giorni successivi alla comunicazione di recesso. Ciò significa che una restituzione oltre i quattordici giorni potrebbe portare il venditore a chiedere i danni per il ritardo a prescindere da eventuali ulteriori danni subìti dalla merce.

La restituzione potrà avvenire sia mediante spedizione via posta sia consegnando direttamente i beni al venditore o ad altro soggetto incaricato del ritiro dal venditore stesso.

Nel primo caso, basta che la spedizione avvenga entro i 14 giorni, anche se il venditore riceve i beni successivamente alla scadenza dei quattordici giorni.

Se si tratta di contratto negoziato fuori dai locali commerciali e i beni – consegnati a domicilio – non possono essere, per la loro natura, spediti a mezzo posta, è consentito che sia l’impresa venditrice a ritirarli a sue spese.

Di regola, invece, il costo della restituzione è sempre a carico del consumatore, salvo che l’impresa abbia concordato di sostenere questo costo o che non abbia informato il consumatore, prima di concludere il contratto, che avrebbe dovuto sostenere le spese della restituzione.

Fino al 14 giugno prossimo, se il bene da rendere è deteriorato o danneggiato per causa imputabile al consumatore, il recesso è del tutto escluso.

Dal 14 giugno, invece, il recesso sarà possibile anche se il bene è stato deteriorato o danneggiato per una causa imputabile al consumatore, ma in tal caso il consumatore sarà responsabile della diminuzione di valore del bene se questa è stata provocata da una sua manipolazione del bene medesimo diversa da quella necessaria a prendere visione dei beni stessi e verificarne il funzionamento.

Ove ciò avvenisse, quindi, il venditore dovrà accettare la restituzione del bene, ma restituirà al consumatore una somma minore di quella pagata, decurtando il minor valore del bene dovuto al deterioramento causato dal consumatore.

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Autore immagine: 123rf.com


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