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Termini di accertamento fiscale

21 Aprile 2021 | Autore:
Termini di accertamento fiscale

Controllo fiscale: dopo quanto tempo si prescrive e non è più valido?  

Se quest’anno incassate un assegno senza emettere fattura; se la scorsa estate avete affittato un appartamento ma non avete registrato il contratto; se avete ricevuto un bonifico da un’altra persona, ma non volete pagarci le tasse; se versate dei contanti in banca che non potete giustificare, allora è molto probabile che avrete un problema con il Fisco. Per fortuna, nessun problema dura in eterno. Anche quelli con l’Agenzia delle Entrate. La legge infatti prevede dei termini di accertamento fiscale. Così, il rischio di subire un accertamento fiscale è tanto più blando quanto più tempo passa da quando avete commesso l’illecito. 

Vi chiederete allora: dopo quanto tempo si prescrivono gli accertamenti fiscali? Quanti anni devono passare affinché l’Agenzia delle Entrate possa fare un controllo? Insomma, quand’è che si può tornare a dormire sonni tranquilli da quella piccola irregolarità che avete commesso per mandare avanti il vostro piccolo progetto, la vostra azienda o la vostra famiglia?

Di tanto voglio parlarvi in questo breve articolo. 

Pertanto, se avete – o avrete, prima o poi, come lo hanno tutti – qualche scheletro nell’armadio, sapere entro quanto tempo l’ufficio delle imposte può fare un controllo fiscale sulla vostra dichiarazione dei redditi vi servirà per difendervi nel caso in cui tale controllo sia fuori termine. Ma procediamo con ordine.

Come funzionano gli accertamenti fiscali

A ben vedere, non esiste un unico termine di accertamento fiscale. I termini di prescrizione dei controlli (o meglio, è più corretto parlare di «termini di decadenza degli accertamenti») dipendono dal tipo di illecito che avete commesso. 

In particolare, se avete presentato la dichiarazione dei redditi ma avete mentito allo Stato sui redditi percepiti, dichiarando meno di quanto avete guadagnato oppure ingigantendo le spese sostenute, allora i termini per i controlli fiscali sono più brevi. 

Viceversa, se non avete neanche presentato la dichiarazione dei redditi, allora l’ufficio delle imposte ha molto più tempo per notificarvi un avviso di accertamento. 

Rinviando a un momento successivo l’indicazione di tali termini, è bene che vi avvisi subito di una cosa importante: in entrambi i casi appena visti, l’Agenzia delle Entrate emetterà nei vostri riguardi un avviso di accertamento immediatamente esecutivo. Ciò significa che dopo quest’atto non riceverete la tradizionale cartella esattoriale, ma una semplice «lettera di presa in carico» che vi avviserà del fatto che, nei vostri riguardi, si sta per azionare il procedimento di riscossione forzata. A quel punto, l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà iniziare a pignorarvi i beni senza attendere i consueti 60 giorni di tempo.

Se volete quindi far valere i vostri diritti dovete agire immediatamente contro l’avviso di accertamento, e avete 60 giorni per impugnarlo dinanzi a una Commissione Tributaria, che è l’organo della magistratura deputato appunto alle controversie di carattere fiscale. Anche se, fino a 3.000 euro di valore, potete difendervi da soli, sarà meglio avvalersi della consulenza di un fiscalista esperto del settore, che può essere un avvocato, un commercialista o un ragioniere.

Termini di accertamento fiscale

Torniamo ora al tema principale: entro quanto tempo può avvenire un controllo fiscale? Dopo quanti anni potete tornare a vivere sereni da quando avete evaso le imposte? Sono due le ipotesi:

  • se non avete presentato la dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate ha 7 anni di tempo per notificarvi un avviso di accertamento;
  • se invece avete presentato la dichiarazione dei redditi ma avete commesso qualche irregolarità, l’Agenzia delle Entrate ha 5 anni di tempo per notificarvi l’accertamento.

In entrambi i casi, il termine inizia a decorrere a partire dall’anno successivo a quello in cui la dichiarazione dei redditi è stata presentata o avrebbe dovuto essere presentata.

Questo significa che per chi ha presentato la dichiarazione dei redditi ma ha evaso le tasse, ci sono cinque anni prima di tornare ad essere di nuovo “puliti”. Pensate a chi ha nascosto dei ricavi non emettendo le fatture o ha ricevuto un bonifico senza che lo stesso fosse dichiarato; oppure pensate al caso di chi ha portato in dichiarazione dei redditi delle detrazioni fiscali o delle deduzioni a cui non aveva diritto.

Invece, per chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi o l’ha presentata ma la stessa è nulla (ad esempio, perché senza la firma del contribuente), allora ci sono sette anni di tempo per poter ricevere un controllo fiscale.

Scaduti questi termini – rispettivamente 5 e 7 anni – l’eventuale avviso di accertamento è illegittimo e può essere impugnato.

Tanto per fare un esempio, gli illeciti commessi nel 2014 si sono prescritti il 31 dicembre del 2020 e, quindi, non possono più essere oggetto di accertamento. Bisogna infatti iniziare il calcolo dal 1° gennaio 2016, cioè dall’anno successivo a quello in cui i redditi in questione dovevano essere dichiarati (ossia il 2015, anno di presentazione della dichiarazione dei redditi percepiti nel 2014). 



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1 Commento

  1. Il giorno 06/12/2010 mi è stata notificata una cartella di pagamento di circa 9000 euro per conguaglio Irpef relativo al mio TFR per cessione rapporto lavorativo. Nel 2014 ho richiesto una rateizzazione che mi è stata concessa e di cui ho pagato 29 rate e dopo il luglio 2016 per diverse ragioni, non ho più potuto saldare le rate rimanenti. Fino a oggi non ho mai avuto nessuna altra notifica riguardante questa cartella e mai è stata attivata nessuna azione esecutiva da parte dell’Agenzia Entrate.
    Chiedo al vostro esperto in materia se questa cartella può considerarsi prescritta in quanto sono già
    trascorsi circa 11 anni dalla relativa notifica e quale è la procedura per ottenere la cancellazione della
    cartella esattoriale in questione, precisando di aver sentito da terzi che avendo richiesto e aderito a una rateazione la stessa non potrebbe essere più ne’ prescritta ne’ annullabile; se così fosse chiedo quando
    questa cartella si può considerare prescritta
    Ringrazio vivamente di una vostra sollecita risposta a questo mio quesito per poter agire di conseguenza in base alle vostre indicazioni che vorrete gentilmente fornirmi.

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