Ora bollette e affitto pagati dal Comune per chi ha difficoltà

21 Aprile 2021 | Autore:
Ora bollette e affitto pagati dal Comune per chi ha difficoltà

Il decreto Sostegni 2 finanzia gli enti locali per aiutare le famiglie in crisi a causa del Covid: contributi per luce, gas e acqua, locazioni e buoni spesa.

Mezzo miliardo di euro. Questa è la cifra che il Governo metterà a disposizione dei sindaci per aiutare le famiglie con problemi economici a causa dell’emergenza Covid. Cinquecento milioni che arriveranno nelle casse comunali dal decreto Sostegni 2, in fase di ultimazione, la cui approvazione è prevista tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Un provvedimento che contiene un nuovo pacchetto di aiuti pagati grazie al maggior deficit da 40 miliardi di euro che il Parlamento sta per autorizzare.

Che cosa faranno i sindaci con quei 500 milioni di euro? Saranno chiamati ad imboccare una doppia strada. Una è quella che porta ancora verso un traguardo già noto, cioè quello dei buoni spesa. L’altra è quella che garantisce bollette e affitto pagati dal Comune per chi è in difficoltà.

A sostegno dei buoni spesa comunali (attivi già nel 2020) era già intervenuto il decreto Ristori 3 dello scorso novembre, con uno stanziamento di 400 milioni di euro da spendere nel 2021. I principali capoluoghi di provincia si erano mobilitati subito per erogare i buoni tra le famiglie con l’Isee più basso, da Roma a Milano, da Torino a Napoli, da Venezia a Bari. Ogni città ha deciso il valore del buono, da un minimo di 50 euro ad un massimo di 700 euro a seconda della situazione economica e del numero dei componenti della famiglia.

I buoni sono spendibili solo per l’acquisto di beni di prima necessità: cibo e bevande, farmaci o altri prodotti venduti nei negozi che aderiscono all’iniziativa. Tra i requisiti richiesti (anche questi variano da una città all’altra), bisogna avere una situazione Isee non superiore agli 8mila euro e non ricevere altri sostegni al reddito (come Naspi, cassa integrazione, reddito di cittadinanza o di emergenza, ecc.). Inoltre, occorre avere la residenza nel Comune di riferimento e avere registrato un peggioramento della propria situazione economica a causa della pandemia tale da non consentire l’acquisto dei beni di prima necessità per il mantenimento della famiglia.

E poi c’è il capitolo bollette e affitti. Come accennato, quel mezzo miliardo che i Comuni riceveranno dal decreto Sostegni dovrà servire anche ad aiutare chi è in difficoltà a pagare la luce, il gas, l’acqua ed il canone di locazione. Saranno sempre gli enti locali a dettare le condizioni, ma si può presumere che saranno le stesse richieste per i buoni spesa.

Per quanto riguarda le bollette, l’aiuto dei Comuni si aggiungerà a quello dell’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, che da tempo riconosce uno sconto a chi ha un Isee inferiore a 8.265 euro grazie al bonus idrico e al bonus energetico. Per ottenere l’agevolazione non occorre presentare domanda: è la stessa Arera a verificare le condizioni economiche dei contribuenti tramite i dati Inps che riguardano la dichiarazione sostitutiva unica Isee presentata dai cittadini. In questo caso, il beneficio riguarda anche chi percepisce il reddito o la pensione di cittadinanza e le famiglie numerose con Isee fino a 20mila euro.

Anche sugli affitti i Comuni erano stati mobilitati dallo Stato già l’anno scorso, con il dilagare della pandemia Covid, attraverso il «Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione». In pratica, un Fondo che eroga un contributo economico a chi si trova in difficoltà economica per il coronavirus di importo pari alla differenza tra l’affitto che paga l’inquilino ed il canone che verrebbe versato per una casa popolare.



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