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Competenza territoriale Agenzia Entrate: Cassazione

21 Aprile 2021
Competenza territoriale Agenzia Entrate: Cassazione

Uffici competenti in tema di accertamento delle imposte: l’interpretazione dell’articolo 31 del DPR 600/1973.

Poteri Direzione Regionale Agenzia delle Entrate 

In seguito all’istituzione delle Agenzie fiscali, le Direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate non hanno più poteri di accesso, ispezione e verifica, ma solo di programmazione, coordinamento, indirizzo e vigilanza degli uffici periferici cui sono demandate le attività di verifica ed ispezione dei contribuenti. Con l’abrogazione dell’art. 62 sexies del d.l. n. 331 del 1993 ad opera dell’art. 23 del d.P.R. n. 107 del 2001 è stato previsto che gli atti istruttori e di accertamento devono essere compiuti dalle direzioni provinciali, ma a tale categoria di atti non va ascritta la mera attività di segnalazione della necessità di procedere ad una verifica mirata sulla quale conserva competenza la Direzione regionale.

Cassazione civile sez. trib., 29/10/2020, n.23859

Ai sensi dell’art. 11 della Convenzione di reciproca assistenza amministrativa “al recupero” in materia fiscale tra Stati membri del Consiglio d’Europa e Paesi membri dell’OCSE, per effetto del rinvio alle norme interne dello Stato richiesto, rispetto ai “grandi contribuenti” alle Direzioni regionali dell’Agenzia delle entrate è attribuita competenza esclusiva limitatamente all’accertamento e, comunque, alle attività specificamente indicate nel comma 13 dell’art. 27 del d.l. n. 185 del 2008, conv., con modif., in l. n. 2 del 2009, mentre la conseguente attività di riscossione dei crediti fiscali dello Stato richiesto (nella specie dell’Italia) è di competenza, in base alle ordinarie norme interne, delle Direzioni provinciali dell’Agenzia.

(Fattispecie relativa a cartella di pagamento notificata dalla Direzione provinciale in luogo della direzione regionale in cui la S.C. ha escluso l’eccepito vizio di incompetenza).

Cassazione civile sez. trib., 25/09/2020, n.20189

La competenza territoriale dell’Ufficio accertatore in tema di accertamento delle imposte sui redditi, fa riferimento al domicilio fiscale indicato dal contribuente

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la competenza territoriale dell’Ufficio accertatore è determinata dall’art. 31 d.P.R. n. 600 del 1973 con riferimento al domicilio fiscale indicato dal contribuente; nel caso in cui questi abbia omesso di presentare la dichiarazione dei redditi e non abbia mai comunicato in modo formale all’Amministrazione il proprio mutamento di domicilio fiscale, resta competente, per il principio dell’affidamento, l’Ufficio in relazione all’ultimo domicilio fiscale noto, con riguardo all’anagrafe tributaria del Comune, a nulla rilevando gli altri elementi fattuali (nella specie la dimora, l’assegnazione della casa coniugale o le richieste del Comune volte a sollecitare indagini patrimoniali e bancarie).

Cassazione civile sez. trib., 23/10/2020, n.23362

Competenza territoriale degli uffici dell’amministrazione finanziaria

La competenza territoriale degli uffici dell’amministrazione finanziaria è determinata (ai sensi dell’art. 31, comma 2, del d.P.R. n. 600 del 1973 e dell’art. 40, comma 1, del d.P.R. n. 633 del 1972) sulla base del domicilio fiscale indicato dal contribuente nella dichiarazione dei redditi anche in variazione rispetto alle precedenti indicazioni, sicché, in ragione del principio di affidamento che deve informare la condotta di entrambi i soggetti del rapporto tributario, il contribuente che abbia indicato il domicilio fiscale in luogo diverso da quello precedente, non può invocare tale difformità, sfruttando a suo vantaggio anche un eventuale errore, al fine di eccepire, sotto il profilo dell’incompetenza per territorio, l’invalidità dell’atto di accertamento compiuto dall’ufficio finanziario del domicilio da lui stesso dichiarato.

Tale principio è riferibile, oltre che alla legittimazione a emettere l’avviso di accertamento, anche alla legittimazione a procedere alla liquidazione delle imposte dovute in base alla dichiarazioni, ai sensi degli artt. 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973 e 54-bis del d.P.R. n. 633 del 1972, trattandosi di attività rientranti nel novero, rispettivamente, degli accertamenti e controlli riguardanti le imposte sui redditi e della competenza «ad ogni altro effetto di cui al […] decreto» del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, nonché alla legittimazione a procedere alla conseguente eventuale iscrizione a ruolo.

Cassazione civile sez. trib., 20/02/2020, n.4412

La competenza territoriale del concessionario è legata al domicilio fiscale del contribuente, per cui il provvedimento di fermo emesso dall’agente di riscossione incompetente è nullo.

Cassazione civile sez. trib., 29/03/2017, n.8049

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la competenza territoriale dell’ufficio è determinata dall’art. 31 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, con riferimento al domicilio fiscale indicato dal contribuente, la cui variazione, comunicata nella dichiarazione annuale dei redditi, costituisce pertanto atto idoneo a rendere noto all’Amministrazione il nuovo domicilio non solo ai fini delle notificazioni, ma anche ai fini della legittimazione a procedere, che spetta all’ufficio nella cui circoscrizione il contribuente ha indicato il nuovo domicilio.

Tale “ius variandi” dev’essere peraltro esercitato in buona fede, nel rispetto del principio dell’affidamento che deve informare la condotta di entrambi i soggetti del rapporto tributario: pertanto, il contribuente che abbia indicato nella propria denuncia dei redditi il domicilio fiscale in un luogo diverso da quello precedente, non può invocare detta difformità, sfruttando a suo vantaggio anche un eventuale errore, al fine di eccepire, sotto il profilo dell’incompetenza per territorio, l’invalidità dell’atto di accertamento compiuto dall’ufficio finanziario del domicilio da lui stesso dichiarato. Né appare rilevante, data l’unicità del domicilio fiscale, che questo, diverso dalla residenza anagrafica, sia stato dichiarato ai fini di un’imposta diversa (I.V.A.) da quella oggetto di accertamento (I.R.P.E.F.).

Cassazione civile sez. trib., 10/05/2013, n.11170

Competenza territoriale dell’ufficio accertatore in caso di variazione del domicilio fiscale

L’ufficio delle Entrate competente a procedere all’accertamento è quello del luogo indicato nella dichiarazione dei redditi dal contribuente come domicilio fiscale. Il contribuente che abbia indicato nella propria denuncia dei redditi il domicilio fiscale in un luogo diverso da quello precedente non può invocare detta difformità.

Cassazione civile sez. trib., 20/02/2020, n.4412

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la variazione del domicilio fiscale del contribuente deve essere effettuata con un atto specificamente indirizzato all’Amministrazione finanziaria, permanendo, in caso contrario, la competenza territoriale dell’ufficio individuato in riferimento al “precedente” domicilio.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha escluso che integrasse una variazione di domicilio l’indicazione della nuova residenza contenuta in un contratto di compravendita di un immobile, solo occasionalmente conosciuto dall’ufficio in sede di verifica).

Cassazione civile sez. VI, 08/10/2014, n.21290

È territorialmente incompetente l’Agenzia dell’Entrate diversa da quella di residenza del contribuente 

E’ territorialmente incompetente l’Agenzia delle Entrate che ha emesso il provvedimento impugnato ove non risulti dagli atti una diversa indicazione del domicilio fiscale, in ragione dell’assenza di specifiche dichiarazione reddituali inoltrate dal contribuente dalle quali possa emergere uno specifico domicilio fiscale, altro indirizzo o recapito differente dalla residenza anagrafica, che ai sensi dell’art.58 del D.P.R. n.600 del 1973 coincide, per le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, con la residenza nel comune nella cui anagrafe risulta iscritto.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. II, 02/10/2019, n.561

Competenza territoriale accertamento IVA 

In materia di accertamento d’Iva, l’art. 40 d.P.R. n. 633 del 1972 va interpretato nel senso che la competenza per territorio dell’ufficio dell’Agenzia delle entrate – pena l’illegittimità del provvedimento adottato di iscrizione a ruolo e di quelli consequenziali – si radica, in applicazione del criterio del domicilio fiscale, all’atto della presentazione (o mancata presentazione) della dichiarazione di imposta ovvero all’atto del versamento (od omesso versamento) dell’imposta e permane sino all’esaurimento dell’obbligazione tributaria, senza che assuma rilievo il (diverso) domicilio fiscale del contribuente al momento dell’adozione del provvedimento impositivo.

Cassazione civile sez. trib., 15/07/2020, n.14985

Accertamento imposte: competenza territoriale e variazione del domicilio del contribuente comunicata nella dichiarazione dei redditi

In tema di accertamento delle imposte, ai fini della determinazione della competenza territoriale dell’ufficio ex art. 31 del d.P.R. n. 600 del 1973, assume rilevanza anche la variazione di domicilio comunicata dal contribuente nella dichiarazione annuale dei redditi, trattandosi di atto idoneo a rendere nota tale circostanza all’Amministrazione finanziaria.

Cassazione civile sez. trib., 04/10/2018, n.24292

Fermo e atti di esecuzione: competenza territoriale

In tema di riscossione dei tributi, è illegittimo, per carenza di competenza territoriale, il provvedimento di fermo emesso dall’ufficio provinciale del concessionario che operi in un ambito territoriale diverso dal domicilio fiscale del contribuente, atteso che nell’attività di riscossione, attribuita all’Agenzia delle Entrate, che la esercita tramite Equitalia s.p.a., è previsto, da un lato, che, ai sensi dell’art. 31, comma 2, del d.P.R. n. 600 del 1973, ogni atto impositivo sia emesso dall’ufficio territorialmente competente, secondo il criterio del domicilio fiscale del contribuente, e, dall’altro, che, giusta l’art. 24 del d.P.R. n. 602 del 1973, “l’ufficio consegna il ruolo al concessionario dell’ambito territoriale cui esso si riferisce”.

Cassazione civile sez. trib., 29/03/2017, n.8049



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