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Furto di carta di credito o bancomat: quando la banca ti restituisce i soldi

23 Marzo 2014
Furto di carta di credito o bancomat: quando la banca ti restituisce i soldi

L’intermediario deve dimostrare la colpa grave del cliente nella conservazione della carta o del pin: diversamente, deve restituire le somme sottratte fraudolentemente a seguito di smarrimento, furto e utilizzo non autorizzato.

 

Hai smarrito il portafogli o lo zainetto con dentro le carte di credito e nel – sia pur breve – lasso di tempo intercorso prima della comunicazione alla banca o alle Posta del fatto, qualche malintenzionato se n’è impossessato e ha prelevato somme dal tuo conto?

Al di là dell’obbligo che grava sull’utilizzatore delle carte, di informare subito l’istituto emittente circa lo smarrimento, quando è provato che la sottrazione è avvenuta a causa della negligenza del cliente nella custodia del bancomat, nessun risarcimento è dovuto. Tuttavia, a fornire tale dimostrazione deve essere sempre la banca [1].

Grava, insomma, sempre sull’intermediario l’onere di provare la colpa grave del cliente, sul quale resta comunque a carico una franchigia di 150 euro.

Pertanto, le pronunce dell’Arbitro bancario, sulle richieste di indennizzo dei clienti derubati, sono molto spesso a favore di questi ultimi. Infatti, secondo l’Arbitro bancario, non si può automaticamente presumere che il furto (e il successivo prelievo dal conto) sia sempre la diretta e immediata conseguenza dell’incuria, da parte del titolare, nella conservazione delle carte e del Pin, ma c’è sempre bisogno di una prova concreta in tal senso, prova che – come detto – deve essere fornita da Poste Italiane o dall’Istituto di Credito.

Così, nella classica ipotesi dei finestrini dell’auto trovati rotti e del furto delle borse nel portabagagli ove erano conservati i documenti, il cittadino vede comunque ottenere tutela dall’Abf.

Ecco invece alcune delle ipotesi in cui, secondo l’Abf, può esserci colpa del cliente, negando così la richiesta di restituzione delle somme prelevate furtivamente:

 

a) Imprudenza

In caso di conservazione della carta insieme al codice Pin o di comunicazione delle credenziali a soggetti terzi.

b) Incuria

In caso di mancata custodia della borsa o del portafogli in cui è conservato il bancomat o, comunque un atteggiamento di trascuratezza tale da agevolare operazioni fraudolente.

c) Indolenza

In caso di ritardata denuncia di furto, smarrimento o utilizzo non autorizzato dello strumento di pagamento e il non tempestivo blocco della carta.

d) Negligenza

In caso di mancato blocco della carta in seguito al ricevimento dell’sms alert relativo all’effettuazione del prelievo (quanto è stato attivato il servizio di alert).


note

[1] D.lgs. n. 11/2010 che ha recepito la direttiva UE 2007/64/CE sui servizi di pagamento.

Autore immagine: 123rf.com


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