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Lo sai che? Istruzioni per impugnare la decurtazione dei punti dalla patente

Lo sai che? Pubblicato il 23 marzo 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 marzo 2014

L’automobilista deve presentare ricorso contro l’avviso con cui gli si preannuncia la sanzione accessoria del taglio dei punti dalla patente, senza attendere la comunicazione dell’Anagrafe nazionale.

In caso di multa che comporti la decurtazione dei punti dalla patente, l’automobilista che voglia fare opposizione contro tale sanzione accessoria non deve attendere la comunicazione di avvenuta variazione dei punti (effettuata dall’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida una volta che il procedimento sanzionatorio si sia ormai concluso); al contrario deve proporre opposizione (davanti al giudice di pace) già contro il preavviso di detta decurtazione, preavviso che – come noto – è contenuto nel verbale di accertamento con la multa e la richiesta di pagamento.

Queste sono le istruzioni fornite dalla Cassazione in tema di opposizione alla sanzione accessoria del taglio dei punti della patente.

Qualora venga elevata una contravvenzione che comporti la perdita di punteggio, il codice della strada [2] prevede la seguente procedura. L’autorità che ha accertato la violazione ne dà notizia, entro trenta giorni dalla definizione della contestazione, all’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida.

Ogni variazione di punteggio è comunicata agli interessati dall’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri.

Tuttavia, il verbale di accertamento della violazione cui consegue l’applicazione della sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida, è l’unico provvedimento amministrativo impugnabile. Al di fuori di esso, non vi sono atti contro cui il conducente possa proporre ricorso al giudice.

Le comunicazioni, dunque, previste dalla norma in questione [2] sono prive di contenuto provvedimentale: sono cioè semplici comunicazioni all’interessato della variazione, la cui orginaria fonte resta sempre e soltanto il verbale di contestazione originario, quello – insomma – in cui viene comunicata la multa vera e propria.

In definitiva, tali comunicazioni dell’anagrafe ai titolari di patente di guida sono solo espressione del principio di trasparenza dell’azione amministrativa, ma con esse non viene comunicato al privato cittadino alcun provvedimento: l’unico provvedimento amministrativo impugnabile resta, dunque, il verbale di contestazione.

Questi chiarimenti sono stati forniti, di recente, dal Tribunale di Milano [3].

Ciò posto – sempre secondo il giudice meneghino – è infondata l’opposizione basata essenzialmente sulla denuncia della tardività della comunicazione della perdita dei punti, giacché non avvenuta nel termine di trenta giorni stabilito dal Codice della Strada. Ed infatti, tenuto conto della natura della comunicazione meramente informativa e non sanzionatoria, non è possibile ipotizzare, rispetto ad essa, la possibilità di proporre opposizione rispetto ad un’asserita violazione del termine perentorio per la sua emissione.

note

[1] Cass. sent. n. 3936 del 13.03.2012.

[2] Art. 126-bis Cod. str.

[3] Trib. Milano, sent. n. 5979 del 29.04.2013.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. PENSO CHE LA RESTITUZIONE DEI PUNTI CANCELLATI AVVENGA DOPO UN CERTO TEMPO: Q U A N D O ?? E se lo stesso soggeto riceve un’altra sanzione di cancellamento dei punti sactta anche una moltiplicazioni del numero dei punti cancellati ?
    Grazie per un reply g.feltrin

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