UE: nasce il maxi cervello per stanare gli evasori

23 Marzo 2014


UE: nasce il maxi cervello per stanare gli evasori

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Marzo 2014



Lotta all’evasione: i movimenti di denaro sospetti tra Stati dell’Unione Europea, specie quelli da trust e fondazioni, entreranno nello scambio di informazioni tra i  Paesi Membri: nasce una banca dati a livello comunitario con tutte le movimentazioni dei cittadini europei.

Operazioni bancarie all’estero, da oggi, sotto la lente di ingrandimento delle Autorità: i 28 Paesi dell’Unione Europea hanno firmato, due giorni fa, l’accordo sulla riforma della direttiva “risparmio”. Come avevamo anticipato in un precedente articolo (leggi: “Addio segreto bancario in tutta Europa”), le nuove norme mirano a creare un maxi data base comunitario in cui confluiranno tutte le movimentazioni bancarie dei cittadini europei. In altre parole, per evitare l’evasione fiscale con operazioni sospette (vedi: conti all’estero, trust, ecc.), gli istituti di credito dell’Eurozona saranno tenuti a trasferire, in automatico, i dati relativi ai conti dei propri clienti alle agenzie del fisco nazionali che poi, a loro volta, le trasferiranno nel cervellone europeo.

Finisce così l’epoca del segreto bancario, per avviarsi l’era della trasparenza delle operazioni nell’Unione con lo scambio automatico di informazioni tra le autorità di vigilanza nazionali sui movimenti di denaro effettuati, in particolare, da trust e fondazioni.

La direttiva impone agli Stati membri di scambiare automaticamente i dati in modo da consentire che i pagamenti di interessi corrisposti in uno Stato membro ai residenti in altri Stati membri siano tassati in conformità con le leggi dello Stato di residenza fiscale. Insomma: niente conti di comodo all’estero solo per pagare meno tasse (tecnica utilizzata molto spesso in Italia con il Regno Unito).

L’Unione Europea diventa, in questo modo, una piazza finanziaria trasparente in cui saranno monitorati, gradualmente, non solo i redditi prodotti da conti correnti, ma anche quelli generati dai contratti di assicurazione o dai fondi d’investimento.

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Autore immagine: 123rf.com


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