HOME Articoli

Lo sai che? I diritti del proprietario colpito da espropriazione illegittima

Lo sai che? Pubblicato il 23 marzo 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 23 marzo 2014

Quali sono i diritti del cittadino se la procedura di esproprio è stata attuata con gravi irregolarità, il terreno è stato occupato in violazione di legge o sono scaduti i termini preventivati? Ecco le tutele riconosciute dalla legge.

Si sa quanto inizia ma non quando finirà”: questo è il primo pensiero, tutto italiano, che spesso si associa alla realizzazione di un’opera pubblica. Infatti, non è raro assistere all’avvio e successiva sospensione, o abbandono, di lavori pubblici per gravi inadempienze, mancanza di fondi o di competenze adeguate. In questi casi si crea l’ulteriore problema di garantire adeguata protezione agli interessi dei proprietari dei fondi occupati illegittimamente o per i quali sono state avviate procedure espropriative successivamente interrotte.

Come meglio specificato nel nostro approfondimento (leggi l’articolo: “Espropriazione: la guida pratica a tutela del cittadino”), l’amministrazione che intende costruire un’opera di pubblica utilità deve anzitutto acquisire le aree private sulle quali verrà realizzato il progetto. Per farlo deve osservare una serie di procedure, obblighi e tempistiche che, se non rispettate, permettono ai proprietari degli immobili di richiedere, mediante diffida formale, la restituzione del suo immobile [1].

D’altra parte, l’amministrazione non è tenuta a soddisfare le richieste del privato poiché, alla notifica dell’intimazione, quest’ultima è chiamata esclusivamente a valutare gli interessi in gioco, al fine di adottare la scelta più opportuna tra la riconsegna del fondo al legittimo titolare o la sua acquisizione definitiva dietro stipula di accordo o pagamento di idonea indennità [2].

Dunque, la decisione finale spetta comunque all’ente pubblico. Preferire una soluzione piuttosto che l’altra, implica diverse conseguenze e regole cui attenersi.

In ordine:

 

a)Restituzione area al legittimo proprietario

La restituzione del fondo colpito da occupazione illegittima è ritenuta dalla giurisprudenza [3] come il rimedio generale. Ad esso si può derogare solo in presenza di concreti motivi di interesse pubblico che impongono l’acquisizione dell’immobile. La restituzione implica che l’ente provveda a ripristinare l’area nello stato in cui si trovava in precedenza.

Al proprietario è inoltre dovuto il risarcimento del danno per il periodo di illegittima occupazione. L’ammontare da corrispondere è calcolato forfettariamente nella misura fissa dell’interesse del 5% annuo sul valore venale del bene, resta salva la facoltà di richiedere un ristoro maggiore alla dimostrazione concreta di danni ulteriori [4].

Ad esempio: per un’occupazione illegittima di 3 anni su un fondo valutato 1000 si dovrà riconoscere al privato un risarcimento danni pari a 150. In funzione: (1000 * 0,05)* 3=150

b) Acquisizione definitiva nel patrimonio pubblico

Qualora persista l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera, anche se i lavori non sono iniziati, l’amministrazione è tenuta ad acquisire la titolarità dell’area privata mediante la stipula di un contratto o, in assenza del consenso del proprietario, tramite l’avvio di una nuova procedura espropriativa [5], con tutto ciò che la stessa comporta in termini di obblighi e garanzie previste dalla legge [6].

Diversamente, nel caso in cui l’ente abbia avviato, ma non concluso, la costruzione dell’opera – e abbia quindi trasformato il fondo illegittimamente occupato – si deve ricorrere necessariamente ad un procedimento espropriativo semplificato rispetto a quello ordinario [7]. In tale ipotesi l’acquisizione si perfeziona mediante l’emanazione di un provvedimento che deve esplicitare tanto i motivi che hanno impedito la restituzione del bene – o il suo acquisto mediante contratto o usucapione – quanto l’ammontare dell’indennità da corrispondere al proprietario.

In particolare, il privato ha diritto ad un indennizzo per i danni patrimoniali subiti, pari al valore venale del bene [8], cui si deve sommare un’ulteriore importo finalizzato al ristoro dei danni non patrimoniali, il cui ammontare deve essere quantificato nella misura fissa del 10% rispetto al valore di mercato dell’immobile [8]. Rimane salvo il diritto di ottenere un risarcimento danni per il mancato utilizzo del fondo per il periodo di occupazione illegittima. L’importo deve essere pari al 5% annuo del valore venale [4].

 

Per esempio: per un’area con valore di mercato 1000, si dovrà versare al proprietario una corrispettivo pari a 1100, più l’eventuale somma a titolo di risarcimento danni per il periodo di occupazione illegittima. In funzione 1000 + (1000*0.10)= 1100

note

[1] Difatti, il silenzio all’istanza del privato configura un comportamento illegittimo dell’amministrazione pubblica, la quale, pertanto, è tenuta a provvedere. TAR Campania – Napoli, sent. n. 86 del 11.01.2012.

[2] Cons. Stato, sent. n. 6351 del 01.12.2011.

[3] In tal senso, TAR Calabria – Catanzaro, n. 342 del 27.03.2012; TAR Piemonte, sez. I, sent. n. 231 del 10.02.2012.

[4] Art. 42- bis, comma 3, D.P.R. 327/2001.

[5] Cfr. Cons. Stato, sent. n. 4834 del 29.08.2011; Cons. Stato, sent. n. 4970 del 02.09.2011.

[6] Sul punto si veda https://www.laleggepertutti.it/46815_espropriazione-la-guida-pratica-a-tutela-del-cittadino

[7] Di cui all’art. 42- bis, D.P.R. 327/2001. In tal senso, Tar Puglia- Lecce, sent. n. 107/2012; Tar Puglia- Lecce, sent. n. 2103/2011.

[8] Art. 42- bis, commi 1 e 3, D.P.R. 327/2001.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. siamo due propetari di una casa sita in zona demarcata lasciata dal nonno oltre 100 anni fà mai registrata al catasto può l’altro propretario vendarla senza il mio consenzo?

    1. L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale ed in tempi certi.

      Per acquistare il “ticket” online è necessario collegarsi al portale https://www.laleggepertutti.it. Sul menu di sinistra troverà, sotto la voce rossa “servizi”, l’opzione “Richiedi consulenza”.
      Lo stesso risultato si può raggiungere cliccando sulla scritta, posta sopra ogni articolo, “Richiedi consulenza su questo argomento”.

      A quel punto, il sistema La guiderà nel pagamento attraverso carta di credito, Paypal o Postepay.

      Si tratta di un’operazione molto semplice e dal modico prezzo (euro 29,00 iva compresa) che ci consente di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI