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Detrazioni fiscali conto corrente cointestato

22 Aprile 2021
Detrazioni fiscali conto corrente cointestato

Spese detraibili per conto corrente cointestato: si possono scaricare dalla dichiarazione dei redditi?

Il pagamento di una spesa detraibile tramite un conto corrente cointestato è di ostacolo al riconoscimento della detrazione fiscale? Cosa succede, ad esempio, se il marito paga una spesa medica con la tessera bancomat del conto cointestato con la moglie ma poi è solo quest’ultima a portare in detrazione la fattura del dottore? 

Il problema si pone anche per tutte le altre agevolazioni fiscali come il bonus mobili, quello sulle ristrutturazioni e le numerose detrazioni fiscali per le spese relative ai figli.

La questione delle detrazioni fiscali in presenza di un conto corrente cointestato è stato oggetto di svariate pronunce, ma a mettere la parola fine sull’argomento sembra essere stata la risposta fornita di recente dal sottosegretario all’Economia Maria Cecilia Guerra in commissione finanze, a seguito di un’interrogazione che richiamava una sentenza della Ctp di Perugia [1] sulla detraibilità dei pagamenti effettuati da conto corrente cointestato.

Detrazione a metà in caso di conto corrente cointestato

Avevamo commentato tale pronuncia nell’articolo Detrazioni fiscali a rischio se usi il conto cointestato. Detto in poche parole, secondo i giudici perugini, il pagamento fatto da un conto corrente cointestato tra marito e moglie può essere scaricato dalle tasse solo a metà. Nel caso di specie, un contribuente aveva detratto dall’Irpef un versamento per la previdenza complementare, eseguito con bonifico tratto dal conto cointestato con il coniuge; senonché, l’Agenzia delle Entrate gli ha riconosciuto la deduzione fiscale a metà – ossia nei limiti del 50% – perché il prelievo era effettuato dal conto corrente cointestato.

Detrazioni per intero anche se pagate con la carta del conto corrente cointestato

La pronuncia ha chiaramente fatto saltare dalla sedia numerosi tributaristi, trattandosi di un orientamento nuovo che mette a repentaglio la pratica di numerose famiglie di utilizzare il conto corrente cointestato per effettuare anche i pagamenti relativi alle detrazioni fiscali. 

Ebbene, secondo la risposta fornita dal sottosegretario, è possibile effettuare un pagamento con conto corrente cointestato e usufruire integralmente della detrazione fiscale. L’onere si considera sostenuto dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa, anche se il pagamento è effettuato da un conto cointestato con un’altra persona (ad esempio, il coniuge o il figlio). 

In particolare, Guerra ha specificato che «l’onere può considerarsi sostenuto dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa, non rilevando a tal fine l’esecutore materiale del pagamento, aspetto quest’ultimo che attiene ai rapporti interni fra le parti». 

Sì alla detrazione fiscale per intero in caso di conto cointestato

La tesi riportata dal sottosegretario è quella peraltro già sposata dall’Agenzia delle Entrate la quale – come richiamato dallo stesso Guerra – solo l’anno scorso aveva risposto sul tema a interpello [2]; in esso, si riconosceva il diritto alla detrazione anche in un caso di pagamento effettuato tramite la carta bancomat intestata al figlio, per pagare le spese detraibili riferite alla madre (nel caso di specie, la donna aveva «rimborsato in contanti la spesa sostenuta al figlio»).

Insomma, in disaccordo con la Commissione Tributaria Provinciale di Perugia, anche per l’amministrazione finanziaria se il conto corrente è cointestato si ha diritto alle detrazioni fiscali.

Per l’Agenzia delle Entrate si può ritenere «che l’onere possa considerarsi sostenuto dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa, non rilevando a tal fine l’esecutore materiale del pagamento». 

Per quanto riguarda la documentazione per la dimostrazione del sostenimento della spesa, l’Agenzia ha anche chiarito che «il contribuente dimostra l’utilizzo del mezzo di pagamento tracciabile mediante prova cartacea della transazione/pagamento con ricevuta bancomat, estratto conto, copia bollettino postale o del Mav e dei pagamenti con PagoPa. In mancanza, l’utilizzo del mezzo di pagamento tracciabile può essere documentato mediante l’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che cede il bene o effettua la prestazione di servizio». 

Leggi sul punto “Se il conto è cointestato si ha diritto alle detrazioni fiscali?“.

In questo caso, dunque, «il contribuente può utilizzare la propria carta di credito per pagare le spese detraibili riferite al coniuge, per le quali sussiste l’obbligo di tracciabilità, senza perdere il diritto alla detrazione, purché tale onere sia effettivamente sostenuto dal soggetto intestatario del documento di spesa, circostanza nel caso di specie, ulteriormente supportata dalla contestazione del conto corrente sul quale è emessa la carta di credito».

Lo stesso – dicevamo in apertura – può quindi valere anche nel caso di conto corrente cointestato con il figlio per le spese scolastiche di quest’ultimo. Stessa conclusione vale per le detrazioni fiscali ristrutturazioni, bonus mobili e spese mediche.


note

[1] Comm. Trib. Prov. Perugia, sent. n. 104/21 del 26.02.2021.

[2] Ag. Entrate interpello n. 431/2020.

[3] Art. 15 TU imposte sui redditi.

[4] Art. 1, comma 679 della legge 160 del 27 dicembre 2019.


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