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Barbecue: quali sono le regole da rispettare?

17 Agosto 2021 | Autore:
Barbecue: quali sono le regole da rispettare?

Come si stabilisce la distanza dal confine con il vicino? Ci sono delle norme sulla tollerabilità di fumi e odori sprigionati dalle grigliate?

Grigliatina? La bella stagione invoglia sempre ad accendere la carbonella, tirar fuori dal frigo una birretta fresca, mettere un po’ di musica e farsi incantare dai profumi di carne, di pesce o di verdura alla brace, a seconda dei gusti di ciascuno. Ma il vicino avrà gli stessi gusti? Il fumo della griglia è inevitabile (c’è chi sostiene che è una delle cose migliori di fare una grigliata), tuttavia non sempre può essere gradito. Meglio stare attenti, allora, per evitare di rovinare la giornata: quando si usa il barbecue, quali sono le regole da rispettare? C’è una distanza minima da osservare?

Bisogna distinguere tra due situazioni diverse: se la grigliata viene fatta nel giardino di una villetta a schiera ma, comunque, unifamiliare che confina con la villetta del vicino oppure se si usa uno spazio in condominio. Di solito, è in quest’ultimo contesto dove possono nascere delle discussioni. Vediamo cosa dice la legge.

Barbecue in condominio: fumo e odori molesti

Si potrebbe semplificare la questione dicendo che «la libertà di un vicino finisce dove comincia quella dell’altro vicino». Ognuno, infatti, è libero di fare quello che gli pare nel proprio terrazzo, purché non dia fastidio a chi vive accanto, sopra e sotto la sua casa. Ed è il concetto di «fastidio» quello meno semplice da stabilire.

Si sa che il problema principale del barbecue è il fumo che si sprigiona in due momenti, in particolare: quando si accende la carbonella e quando si cuociono le pietanze. Poi, soprattutto se la grigliata è di pesce, c’è anche l’odore non gradito da tutti.

Su questi aspetti interviene il Codice civile [1], nel passaggio in cui stabilisce che le immissioni di fumo, di calore o di odori sono consentite solo se non superano i limiti della normale tollerabilità. Che, certamente, è sempre relativa: tra i tanti condòmini è sempre facile trovare quello meno pignolo e quello che non ne fa passare mai una.

Barbecue in condominio: come si stabilisce la tollerabilità?

Per stabilire la soglia di tollerabilità vanno valutate diverse cose. Innanzitutto, il fatto che un barbecue dia fastidio solo a un vicino o a tutto il condominio. Secondo, che l’intensità del fumo sia tale da renderlo insopportabile, se non addirittura pericoloso per gli altri. E terzo aspetto: che la grigliata (ed il conseguente disagio) non venga fatta tutti i giorni, costringendo ogni mezzogiorno o ogni sera gli altri vicini a barricarsi in casa con le finestre chiuse. Una ogni tanto va bene, insomma. Dopodiché, anche i vicini avranno diritto di respirare l’aria. Possibilmente fresca e inodore.

Ad ogni modo, sulla questione si è espressa la Corte di Cassazione, secondo cui «l’attitudine delle emissioni di gas, vapori o fumi a molestare persone non deve necessariamente essere accertata mediante perizia, ben potendo, al contrario, il giudice, secondo le regole generali, fondare il proprio convincimento al riguardo su elementi probatori di diversa natura quali, in particolare, le dichiarazioni testimoniali di coloro che siano in grado riferire caratteristiche ed effetti delle emissioni, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell’espressione di valutazioni meramente soggettive o di giudizi di natura tecnica, ma si limitino a riferire quanto oggettivamente percepito dai dichiaranti medesimi» [2].

In altre parole: per stabilire se fumo e odori del barbecue sono tollerabili, conta di più la testimonianza dei vicini di quella di un perito. Non a caso, infatti, sono loro a dover subire i capricci culinari di chi abita in condominio. Inoltre, sempre la Suprema Corte ricorda che i condòmini possono approvare nel regolamento una norma che impedisca le grigliate in terrazzo o che, comunque, contenga delle disposizioni più severe di quelle dettate dal Codice civile [3].

Barbecue in condominio: la distanza dal confine

Certo, quando ci si chiede quali sono le regole da rispettare per il barbecue si deve considerare anche lo spazio a disposizione. Un conto è avere un terrazzo grande, un altro ben diverso è poter contare solo su un balconcino attaccato a quello del vicino.

Occorre, dunque, che la griglia venga accesa ad una determinata distanza dal confine, inteso sia in senso orizzontale (rispetto all’appartamento a fianco) sia verticale (rispetto agli appartamenti di sopra e di sotto). Anche qui ci viene in soccorso il Codice civile, secondo cui «chi presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, vuole fabbricare forni o camini […], per i quali può sorgere pericolo di danni, deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza» [4].

Visto che il barbecue non si può ritenere un’opera stabilmente ancorata al suolo, non si applica la norma che in materia di costruzioni richiede una distanza minima di tre metri dal confine. Ad ogni modo, non deve essere collocato a ridosso della proprietà del vicino e si deve cercare di dare il minor fastidio possibile.

Oltre ad usare il buon senso, però, bisogna tenere conto delle normative. Ci si deve informare, ad esempio, in Comune sull’eventuale esistenza di regolamenti che impongono delle distanze di sicurezza, che si tratti di un barbecue fisso con tanto di canna fumaria oppure di uno mobile. In questo caso, basta rispettare le regole decise dal singolo Comune.

Ci sono delle situazioni in cui il barbecue deve essere spostato per non incorrere in sanzioni. Secondo una sentenza della Cassazione [5], va fatto quando:

  • non viene rispettata la distanza stabilita dal regolamento comunale;
  • in assenza di questo regolamento, il barbecue può provocare anche solo potenzialmente un danno, a meno che si riesca a dimostrare che non c’è alcun pericolo di «danno alla solidità, salubrità e sicurezza» degli altri.

note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 5215/1995 del 20.06.1995.

[3] Cass. sent. n. 1195/1992 del 04.02.1992.

[4] Art. 890 cod. civ.

[5] Cass. sent. n. 15246/17 del 20.06.2017.


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1 Commento

  1. Per Ferragosto ho fatto una bella grigliata in compagnia di amici e la cosa bella è che siamo stati in campagna quindi non c’è stato proprio alcun pericolo di dar fastidio ai vicini. In ogni caso, nella casa che sto per acquistare c’è un giardino in cui vorrei far costruire un barbecue e penso che queste regole mi torneranno utili

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