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Tassazione risarcimento al lavoratore dipendente: Cassazione

22 Aprile 2021
Tassazione risarcimento al lavoratore dipendente: Cassazione

Perdita professionalità, licenziamento illegittimo, infortuni sul lavoro, demansionamento, indennità: quando il risarcimento va dichiarato.

Danno non patrimoniale alla professionalità patito dal lavoratore: va ascritto alla categoria del danno emergente

Il danno non patrimoniale alla professionalità, patito dal lavoratore in conseguenza della grave lesione dei propri diritti costituzionalmente garantiti, va ascritto alla categoria del danno emergente, sicché la relativa liquidazione giudiziale dev’essere effettuata al loro delle ritenute fiscali, essendo soggette a tassazione, tra le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio, soltanto quelle dirette a reintegrare il lucro cessante derivante dalla mancata percezione di redditi.

Cassazione civile sez. lav., 03/02/2021, n.2472

Tassazione risarcimento da licenziamento illegittimo 

In tema di imposte sui redditi da lavoro dipendente, le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio sono soggette a tassazione solo se, ed entro i limiti in cui, siano volte a reintegrare un danno concretatosi nella mancata percezione di redditi (cd. lucro cessante), mentre non sono assoggettabili a tassazione quelle intese a riparare un pregiudizio di natura diversa (cd. danno emergente).

(Nella specie, in applicazione del principio, la S.C., annullando la decisione impugnata, ha rigettato il ricorso del contribuente cui era stato riconosciuto un risarcimento, a seguito di licenziamento illegittimo, per mancato godimento della pensione di vecchiaia).

Cassazione civile sez. trib., 21/02/2019, n.5108

In tema di IRPEF, l’indennità commisurata alla retribuzione non percepita disposta a titolo di risarcimento del danno dalla sentenza che, ai sensi dell’art. 18 della l. n. 300 del 1970, dichiara l’illegittimità del licenziamento, è equiparabile ad emolumenti arretrati i quali, ai sensi dell’art. 16, comma 1, lett. b), del d.P.R. n. 917 del 1986, devono essere assoggettati alla stessa tassazione dei redditi sostituiti o perduti, atteso che l’annullamento del licenziamento ripristina il rapporto di lavoro con effetto “ex tunc”, lasciandone inalterata la continuità.

Cassazione civile sez. trib., 29/01/2019, n.2407

La somma corrisposta, a titolo di indennità supplementare, a seguito di conciliazione della controversia con il datore di lavoro per licenziamento, è soggetta a tassazione come reddito di lavoro dipendente, salvo che il contribuente provi che tale importo non trovi la sua causa nel rapporto di lavoro ovvero, avuto riguardo alla concreta volontà manifestata dalle parti, non trovi la fonte della sua obbligatorietà in redditi sostitutivi, né nel risarcimento di danni per la perdita di redditi futuri.

Cassazione civile sez. trib., 30/12/2010, n.26385

L’indennità prevista dal contratto collettivo dei dirigenti di aziende industriali per l’ipotesi di licenziamento ingiustificato o di recesso per giusta causa è assoggettata a tassazione separata e a ritenuta d’acconto. Secondo la disciplina dettata dagli art. 6 e 16 t.u.i.r. (ora art. 6 e 17), infatti, tutte le indennità conseguite dal lavoratore a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, e quindi tutte le indennità aventi causa o che traggano comunque origine dal rapporto di lavoro, comprese le indennità per la risoluzione del rapporto per illegittimo comportamento del datore di lavoro, costituiscono redditi da lavoro dipendente.

È comunque onere del contribuente dimostrare che l’indennità si riferisce (in tutto o in parte) a voci di risarcimento puro, esenti da tassazione, e non è sufficiente che sia precisato che essa ha carattere risarcitorio, perchè costituisce risarcimento anche il ristoro di emolumenti non percepiti, tassabili ai sensi dell’art. 6 comma 2 t.u.i.r. Tali somme, percepite dal lavoratore a titolo di transazione della controversia avente ad oggetto il risarcimento del danno per illegittimo licenziamento, sono imponibili ai sensi degli art. 6 comma 2 e 48 t.u.i.r. (ora art. 51) e soggette a tassazione separata ai sensi dell’art. 16 (ora art. 17) comma 1 lett. i) del medesimo t.u.

Cassazione civile sez. trib., 25/01/2010, n.1349

In tema imposta sui redditi, l’art. 6, comma 2, d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 nella parte in cui dispone che “le indennità conseguite…a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli…perduti”, va inteso nel senso che le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio costituiscono reddito imponibile solo nei limiti in cui abbiano la funzione di reintegrare un danno concretatosi nella mancata percezione di redditi.

L’applicazione in concreto della norma comporta, quindi, che la questione relativa alla imponibilità delle somme riscosse dal lavoratore a titolo risarcitorio non possa mai prescindere dall’accertamento in ordine alla natura del pregiudizio che l’importo ricevuto ha la funzione di indennizzare, dovendo in particolare il giudice di merito verificare se la dazione di tali somme trovi o meno la sua causa nella funzione di riparare la perdita di un reddito, potendo soltanto in caso di risposta positiva – e sempre che non si tratti di danni da invalidità permanente o da morte – affermarsi la tassazione della relativa indennità.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, che aveva considerato reddito imponibile le indennità percepite, anche in via transattiva, da un lavoratore autonomo a causa dell’anticipata cessazione del rapporto di lavoro, omettendo completamente di svolgere il necessario accertamento sulla natura e la funzione dell’indennità percepita).

Cassazione civile sez. trib., 13/05/2009, n.10972

L’indennità prevista dal contratto collettivo dei dirigenti di aziende per l’ipotesi di licenziamento ingiustificato o di recesso per giusta causa è assoggettata a tassazione separata e a ritenuta d’acconto. Ciò in quanto tutte le indennità conseguite dal lavoratore a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, e quindi tutte le indennità aventi causa o che traggono comunque origine dal rapporto di lavoro, costituiscono redditi da lavoro dipendente. Spetta al contribuente dimostrare che l’indennità si riferisce a voci dì risarcimento puro non tassate.

Cassazione civile sez. trib., 12/01/2009, n.360

In tema di imposte sui redditi ed in ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro dipendente, le somme percepite dal lavoratore a titolo di transazione della controversia avente ad oggetto il risarcimento del danno per illegittimo licenziamento sono imponibili ai sensi degli artt. 6, secondo comma, e 48 del d.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917, e soggette a tassazione separata ai sensi dell’art. 16, primo comma, lett. i), del d.p.r. medesimo, indipendentemente dalle modifiche apportate alla lett. a) dello stesso art. 16, dall’art. 32 del d.l. 23 febbraio 1995, n. 41, convertito in legge 22 marzo 1995, n. 85.

Cassazione civile sez. trib., 06/09/2006, n.19199

Interessi per riliquidazione dell’indennità di buonuscita operata con ritardo

In tema d’imposte sui redditi, gli interessi corrisposti in occasione della riliquidazione dell’indennità di buonuscita, operata con ritardo rispetto alla data di cessazione del servizio, costituiscono reddito da lavoro dipendente, assoggettabile a tassazione ai sensi dell’art. 6 del d.P.R. n. 917 del 1986, indipendentemente dalle modifiche apportate dall’art. 6 del d.l. n. 557 del 1993, conv. in l. n. 133 del 1994, al pari di qualsiasi erogazione economica effettuata dal datore di lavoro e avente titolo diretto e immediato nel rapporto di lavoro.

Cassazione civile sez. trib., 17/01/2020, n.916

Tassazione indennità percepite dal lavoratore dipendente 

In tema di I.R.P.E.F., tutte le indennità conseguite dal lavoratore a titolo di risarcimento dei danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, e quindi tutte le indennità aventi causa o che traggano comunque origine dal rapporto di lavoro, comprese le indennità per la risoluzione del rapporto per illegittimo comportamento del datore di lavoro, costituiscono redditi da lavoro dipendente, come tali assoggettati a tassazione separata e a ritenuta d’acconto. (Fattispecie relativa a risarcimento del danno liquidato, ex art. 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, a seguito di licenziamento illegittimo).

Cassazione civile sez. trib., 06/09/2013, n.20482

Tassazione indennità a titolo di inabilità temporanea assoluta al lavoro 

In materia di imposte sui redditi, è soggetta a tassazione l’indennità per inabilità temporanea assoluta al lavoro di cui all’art. 24, comma 2, r.d.l. 23 settembre 1937 n. 1918, conv. con modificazioni nella l. 24 aprile 1938 n. 831, corrisposta alla “gente di mare” dall’ente previdenziale, poiché la stessa è strettamente ed indissolubilmente collegata dagli art. 1, 3, 5, 6 del r.d.l. citato al rapporto di lavoro, e, come tale, necessariamente sussumibile nella fattispecie di cui all’art. 6, comma 2, d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, per il quale “i proventi conseguiti in sostituzione di redditi. e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento dei danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti”.

Cassazione civile sez. trib., 23/05/2012, n.8121

Tassazione risarcimento da perdita di chance lavorative 

In tema di imposte sui redditi, in base all’art. 6, comma 2, d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (nel testo applicabile ratione temporis), le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio sono soggette a imposizione soltanto se, e nei limiti in cui, risultino destinate a reintegrare un danno concretatosi nella mancata percezione di redditi, mentre non costituiscono reddito imponibile nell’ipotesi in cui esse tendano a riparare un pregiudizio di natura diversa.

(In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto non tassabile il risarcimento ottenuto da un dipendente “da perdita di chance”, consistente nella privazione della possibilità di sviluppi e progressioni nell’attività lavorativa a seguito dell’ingiusta esclusione da un concorso per la progressione in carriera).

Cassazione civile sez. trib., 29/12/2011, n.29579

Risarcimento danni da demansionamento e tassazione 

In tema di imposte sui redditi, in base al dettato dell’art. 6 comma 2 d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, non sono imponibili le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio, a meno che non abbiamo la funzione di reintegrare un danno concretatosi nella mancata percezione di redditi. Di conseguenza, non è assoggettabile a tributo la somma versata dal datore di lavoro per risarcire il lavoratore che abbia subito danni all’immagine e alla professionalità a seguito di demansionamento.

Cassazione civile sez. trib., 19/03/2010, n.6754

Tassazione risarcimento da mancata assunzione 

In tema di imposte sui redditi, le somme attribuite al lavoratore, a titolo risarcitorio, in luogo delle retribuzioni che avrebbe percepito qualora non si fosse verificata l’illegittima mancata assunzione da parte del datore di lavoro, vanno assoggettate alle trattenute fiscali, posto che ai sensi dell’art. 6, comma 2, del d.P.R. n. 917 del 1986, esse sono qualificate come redditi della stessa categoria di quelli illegittimamente non corrisposti, e pertanto hanno natura sostitutiva del reddito non conseguito piuttosto che riparatoria del decremento subito a causa della mancata assunzione.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto assoggettabile a trattenuta fiscale l’indennità percepita dal ricorrente, in sede di conciliazione giudiziale, nell’ambito di una controversia dal medesimo instaurata nei confronti di una società che aveva rifiutato di assumerlo, nonostante fosse stato avviato al lavoro quale orfano di guerra).

Cassazione civile sez. trib., 02/10/2008, n.24432

Tassazione risarcimento per infortunio sul lavoro

In tema di risarcimento danni da infortunio sul lavoro, per determinare il lucro cessante da invalidità permanente bisogna assumere come base di calcolo il reddito annuo del danneggiato, costituito dalla retribuzione al netto delle ritenute fiscali, risolvendosi il diverso computo della retribuzione lorda in un ingiustificato arricchimento del danneggiato, posto che le relative somme non sono fiscalmente imponibili.

Cassazione civile sez. lav., 25/09/2008, n.24051



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