L’esperto | Articoli

Tassazione risarcimento danni: Cassazione

22 Aprile 2021
Tassazione risarcimento danni: Cassazione

Solo i risarcimenti che sostituiscono il reddito come il lucro cessante sono soggetti a tassazione e vanno dichiarati. Non sono soggetti a tassazione il danno morale, il danno emergente e il danno biologico.  

Il risarcimento è soggetto a imposizione solo se volto a reintegrare un danno per mancata percezione di redditi

In tema di imposte sui redditi, in base all’art. 6, comma 2, del d.P.R. n. 917 del 1986, le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio sono soggette ad imposizione qualora risultino destinate a reintegrare un danno concretatosi nella mancata percezione di redditi, mentre non costituiscono reddito imponibile nella diversa ipotesi in cui esse tendano a ristorare un pregiudizio di natura diversa.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto tassabile il risarcimento commisurato ai redditi che una contribuente, ingiustamente esclusa da un concorso per titoli, avrebbe percepito nel periodo ricompreso fra la data in cui avrebbe dovuto essere assunta dall’ente e quella di assunzione di altro impiego pubblico, avvenuta nelle more dell’annullamento della delibera di esclusione dal concorso).

Cassazione civile sez. trib., 26/04/2017, n.10244

Risarcimento del danno per occupazione usurpativa: è soggetta a tassazione

In tema d’imposte sui redditi, la somma erogata dall’Amministrazione a titolo di risarcimento del danno per occupazione usurpativa costituisce una plusvalenza soggetta a tassazione ex art. 11 della l. n. 413 del 1991, alla cui stregua sono tassabili le plusvalenze corrispondenti, tra l’altro, a somme comunque dovute per effetto di acquisizioni coattive conseguenti ad occupazioni prive di titolo (perché carente “ab origine” o dichiarato illegittimo successivamente), sempre che la percezione di detta somma sia avvenuta dopo l’entrata in vigore della legge e, cioè, dopo l’1 gennaio 1989, non assumendo rilievo, invece, il momento in cui è avvenuto il trasferimento del bene, salvo che il ritardo nel pagamento sia imputabile alla P.A.

Cassazione civile sez. trib., 23/11/2018, n.30400

In tema d’imposte sui redditi, è legittima la ritenuta del 20 per cento, a titolo di IRPEF, effettuata dall’Amministrazione sulle somme da essa versate quale risarcimento del danno derivante da occupazione usurpativa, potendo rientrare anch’essa nell’ambito di operatività dell’art. 11, commi 5, 6, e 7, della l. n. 413 del 1991, alla cui stregua sono assoggettabili a tassazione le plusvalenze corrispondenti, tra l’altro, a somme comunque dovute per effetto di acquisizioni coattive conseguenti ad occupazioni prive di titolo, perché carente “ab origine” o dichiarato illegittimo successivamente.

Cassazione civile sez. VI, 26/05/2017, n.13420

In tema di imposte sui redditi, è legittima la ritenuta del 20%, a titolo di i.r.pe.f., effettuata dall’amministrazione sulle somme da essa versate quale risarcimento del danno derivante da occupazione usurpativa, potendo rientrare anch’essa nell’ambito di operatività dell’art. 11, commi quinto, sesto e settimo l. 30 dicembre 1991 n. 413, alla cui stregua sono assoggettabili a tassazione le plusvalenze corrispondenti, tra l’altro, a somme comunque dovute per effetto di acquisizioni coattive conseguenti ad occupazioni prive di titolo, perché carente “ab origine” o dichiarato illegittimo successivamente.

Cassazione civile sez. trib., 22/05/2013, n.12533

Risarcimento espropriazione: tassazione

Ai sensi dell’art 11 della l. n. 413 del 1991, ai fini IRPEF, ogni pagamento che realizzi una plusvalenza in dipendenza di procedimenti espropriativi e sia conseguito dopo la sua entrata in vigore è assoggettato a tassazione, ancorché il decreto di esproprio o la cessione volontaria o l’occupazione acquisitiva siano intervenuti in epoca anteriore al 1° gennaio 1989 e ciò perché l’art. 11 qualifica plusvalenze, che costituiscono reddito imponibile e che, pertanto, concorrono alla formazione dei redditi diversi di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, art. 67, non solo le indennità di espropriazione, ma anche le somme comunque dovute per effetto di acquisizione coattiva conseguente ad occupazioni di urgenza divenute illegittime relativamente a terreni destinati ad opere pubbliche.

Cassazione civile sez. VI, 03/05/2017, n.10761

Tassazione caparra penitenziaria 

La caparra penitenziale, convenuta con il preliminare di compravendita, trattenuta dal contribuente in seguito al recesso del promissario acquirente, è assoggettabile ad imposizione diretta, in quanto la prestazione principale rimasta ineseguita avrebbe costituito reddito ai sensi dell’art. 67, comma 1, t.u.i.r.

Cassazione civile sez. trib., 31/05/2016, n.11307

Risarcimento danni locatore e tassazione 

A norma dell’art. 6, comma 2, d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, le somme finalizzate a ristorare il pregiudizio per la mancata percezione di emolumenti sono considerate reddito soggetto a tassazione, mentre non lo sono le sole voci di risarcimento “puro”; a tal fine ha natura di lucro cessante soltanto la perdita derivante dalla mancata percezione di redditi di cui siano maturati tutti i presupposti, mentre ogni altro pregiudizio appartiene all’area del danno emergente.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che – nel dichiarare la risoluzione di un contratto di locazione per grave inadempimento del conduttore – aveva detratto dalle somme riconosciute al locatore, a titolo di danno emergente e di lucro cessante, quanto questi avrebbe dovuto pagare, secondo un calcolo presuntivo, a titolo di imposta sul reddito ove il contratto avesse avuto regolare esecuzione; ciò alla luce del fatto che, in base agli accordi contrattuali, al momento della pronuncia non si era ancora maturato il diritto del locatore a percepire il relativo canone).

Cassazione civile sez. III, 03/02/2011, n.2549

Risarcimento danni: quando va dichiarato ed è tassato

In tema di imposte sui redditi, alla luce dell’art. 6, comma 2, d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio costituiscono reddito imponibile nei limiti in cui abbiano la funzione di reintegrare un danno concretatosi nella mancata percezione di redditi.

Cassazione civile sez. trib., 21/05/2007, n.11682

In tema imposta sui redditi, l’art. 6, comma 2, d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 nella parte in cui dispone che “le indennità conseguite…a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli…perduti”, va inteso nel senso che le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio costituiscono reddito imponibile solo nei limiti in cui abbiano la funzione di reintegrare un danno concretatosi nella mancata percezione di redditi.

L’applicazione in concreto della norma comporta, quindi, che la questione relativa alla imponibilità delle somme riscosse dal lavoratore a titolo risarcitorio non possa mai prescindere dall’accertamento in ordine alla natura del pregiudizio che l’importo ricevuto ha la funzione di indennizzare, dovendo in particolare il giudice di merito verificare se la dazione di tali somme trovi o meno la sua causa nella funzione di riparare la perdita di un reddito, potendo soltanto in caso di risposta positiva – e sempre che non si tratti di danni da invalidità permanente o da morte – affermarsi la tassazione della relativa indennità.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, che aveva considerato reddito imponibile le indennità percepite, anche in via transattiva, da un lavoratore autonomo a causa dell’anticipata cessazione del rapporto di lavoro, omettendo completamente di svolgere il necessario accertamento sulla natura e la funzione dell’indennità percepita).

Cassazione civile sez. trib., 13/05/2009, n.10972



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube