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Quanto costa il divorzio consensuale con i figli?

17 Agosto 2021
Quanto costa il divorzio consensuale con i figli?

Quali spese devono sostenere i genitori che intendono lasciarsi di comune accordo?

Da qualche mese, ti sei separato da tua moglie senza alcun conflitto. Entrambi, infatti, vi siete resi conto che l’amore reciproco era scomparso già da diverso tempo. Adesso, state pensando di dirvi addio definitivamente, ma non avete la più pallida idea di quale sia la procedura più conveniente visto che avete due bimbi piccoli, rispettivamente di 5 e 7 anni. In questo articolo ti spiego quanto costa il divorzio consensuale con i figli.

Se ci sono dei minori, è bene procedere con la negoziazione assistita dagli avvocati. Si tratta, infatti, di un procedimento stragiudiziale, quindi occorrerà pagare solo la parcella del legale e non anche il contributo unificato. L’alternativa meno costosa è quella di recarsi in Comune dinanzi all’ufficiale di Stato civile. Tale modalità, tuttavia, è preclusa se la coppia ha dei bambini minorenni oppure dei ragazzi maggiorenni, incapaci, portatori di handicap o non autosufficienti economicamente. In ogni caso, c’è sempre la possibilità di depositare un ricorso congiunto in tribunale. L’unico presupposto è che ci sia un accordo delle parti. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di fare il punto della situazione.

Cos’è il divorzio consensuale?

Prima di parlare dei costi, voglio spiegarti cosa si intende per divorzio consensuale.

Secondo la legge, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (a seconda che l’unione sia stata celebrata in Comune o in chiesa) può avvenire solo se si verifica una delle seguenti ipotesi:

  • condanna di uno dei coniugi per un reato grave: ad esempio, in caso di omicidio;
  • mancata consumazione del matrimonio: nel senso che la coppia non ha avuto rapporti sessuali quando era sposata;
  • cambio di sesso del marito o della moglie;
  • separazione durata almeno 6 mesi oppure 12 mesi;
  • scioglimento o annullamento del matrimonio del coniuge cittadino straniero.

Ebbene, se ricorre uno dei suddetti casi, i coniugi possono divorziare consensualmente se raggiungono un’intesa in ordine agli aspetti personali e patrimoniali del loro rapporto (ad esempio, stabiliscono l’affidamento dei figli, l’assegnazione della casa, l’ammontare del mantenimento per la prole, ecc.).

Se, invece, tra marito e moglie sussiste un’elevata conflittualità, nel senso che la coppia non riesce ad accordarsi su nulla, allora l’unica soluzione è il divorzio giudiziale; occorrerà avviare una vera e propria causa in tribunale in cui spetterà al giudice il compito di decidere ogni singola questione.

A differenza della separazione, che rappresenta una fase transitoria, il divorzio segna la fine definitiva del matrimonio con l’effetto che la coppia riacquista lo stato libero.

Come si fa il divorzio consensuale?

Partiamo da un esempio.

Tizio e Caia si sono separati di comune accordo. Entrambi hanno mantenuto un ottimo rapporto, ma è giunto il momento di avviare le pratiche per il divorzio per ricominciare una nuova vita con i rispettivi partner. Pertanto, la coppia ha già deciso gli aspetti pratici, dall’affidamento dei figli alla destinazione della casa coniugale.

Ebbene, Tizio e Caia per formalizzare l’accordo devono divorziare scegliendo una delle seguenti modalità:

  • deposito di un ricorso congiunto in tribunale. In tal caso, ci sarà un’udienza in cui il giudice tenterà di riconciliare le parti e, in caso di fallimento, procederà ad omologare l’accordo qualora lo ritenga equo e rispondente agli interessi di eventuali figli;
  • negoziazione assistita: in questa seconda ipotesi, le parti, con l’aiuto dei rispettivi avvocati, collaborano per redigere un atto che stabilisca le condizioni del divorzio. L’accordo raggiunto viene dapprima trasmesso al pubblico ministero (entro 10 giorni se ci sono figli) e poi all’ufficiale di Stato civile del Comune in cui fu trascritto il matrimonio per gli adempimenti di rito (ossia comunicazione all’ufficio anagrafe, annotazione sull’atto di matrimonio, ecc.);
  • dichiarazione congiunta dinanzi al sindaco: in altre parole, significa manifestare all’ufficiale di Stato civile la volontà reciproca di lasciarsi definitivamente. È sufficiente recarsi presso il Comune in cui è stato trascritto il matrimonio. L’accordo, però, non deve contenere patti di trasferimento patrimoniale, ad eccezione dell’assegno di mantenimento che invece può essere corrisposto al coniuge con il reddito più basso. Tuttavia, tale modalità è ammessa solamente per le coppie che non hanno figli minori oppure maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave o non autosufficienti economicamente.

Va detto per completezza che la legge [1] ha ridotto notevolmente i tempi necessari per porre fine al rapporto coniugale. In particolare, come ti ho già anticipato poc’anzi, la coppia può divorziare in 6 mesi se c’è stata una separazione consensuale oppure in 12 mesi in caso di separazione giudiziale. In passato, invece, dovevano trascorrere tre lunghi anni prima di poter procedere con lo scioglimento del matrimonio.

Quanto costa il divorzio consensuale con i figli?

A questo punto, parliamo dei costi per il divorzio consensuale. Se la coppia non ha figli oppure se questi sono maggiorenni e indipendenti, la scelta più economica è quella di recarsi in Comune. In tal caso, infatti, la procedura è gratuita perché non è necessaria la presenza del legale.

Invece, se la coppia ha figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti dal punto di vista economico, incapaci o portatori di handicap grave allora la soluzione più vantaggiosa è sicuramente quella di procedere con la negoziazione assistita. Il presupposto, ovviamente, è che ci sia l’accordo dei coniugi. In quest’altra ipotesi, occorrerà pagare la parcella del proprio avvocato, ma non ci sono altri costi aggiuntivi.

Infine, se marito e moglie scelgono di depositare un ricorso congiunto in tribunale, oltre il compenso professionale del legale sarà necessario pagare anche il contributo unificato di 43 euro.

Naturalmente, l’onorario varia in base al professionista. Diciamo che, in media, il costo per un divorzio consensuale va da un minimo di 1000 euro ad un massimo di 2500 euro. In ogni caso, ci sono i parametri forensi a cui fare riferimento per stabilire il corretto compenso.

Divorzio consensuale: quali sono i vantaggi?

Se la coppia sceglie di avvalersi del divorzio consensuale, può riscontrare i seguenti vantaggi:

  • la procedura è molto più snella, anche qualora si depositi un ricorso congiunto in tribunale;
  • i costi sono più contenuti;
  • ogni aspetto personale e patrimoniale del rapporto è deciso di comune accordo;
  • è meno traumatico sia per i figli che per i coniugi.

note

[1] L. n.  55/2015 del 06.05.2015.

Autore immagine: pixabay.com


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1 Commento

  1. Sto divorziando ed ho messo in conto anche questa spesa oltre a tutti i soldi che dovrò cacciare per mantenere i miei figli (cosa che al contrario faccio con piacere). Siamo arrivati al divorzio consensuale ma veramente siamo entrambi avvelenati. Abbiamo dato retta ai nostri avvocati e abbiamo optato per questa scelta. Intanto, lei si prenderà la casa che ho costruito con tanti sacrifici. Vorrei vedere voi al mio posto se non stareste a rosicare

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