Caffè o aperitivo al banco da lunedì: si rischia la multa?

22 Aprile 2021 | Autore:
Caffè o aperitivo al banco da lunedì: si rischia la multa?

Il nuovo decreto parla di consumazioni al tavolo e all’aperto dal 26 aprile senza distinguere il tipo di locale. Senza chiarimenti, tocca aspettare giugno.

In tanti l’aspettavano, eccola servita: la zona gialla ritorna lunedì 26 aprile in mezza Italia. Tra polemiche e sospiri di sollievo, tra chi dice che si poteva fare di più e chi sostiene che è già tanto poter uscire dai confini del proprio Comune (ammesso che non fosse già stato fatto). Chi sposa quest’ultima filosofia e preferisce guardare il lato positivo del decreto approvato dal Consiglio dei ministri, accoglie con una certa soddisfazione la possibilità di poter andare a mezzogiorno a mangiare al ristorante o a farsi una pizza la sera, purché all’aperto ed a una certa ora: alle 22 scatta il coprifuoco e bisogna essere di ritorno a casa.

Tanto per cambiare, però, c’è un passaggio che mette in confusione chi non vedeva l’ora di prendere un caffè o un aperitivo al bar con gli amici, dopo tanto tempo di lontananza, pur con le dovute precauzioni. Dando un’occhiata al sito del Governo, nella pagina dedicata al Consiglio dei ministri numero 14 del 21 aprile 2021 in cui è stato approvato il cosiddetto «decreto Riaperture», c’è la sezione dedicata alla ripresa di ristoranti e bar. Dice testualmente il sito di Palazzo Chigi: «Bar e ristoranti. Dal 26 aprile 2021, nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati». E basta. Non c’è scritto più niente. Ora: se per semplificare avessero scritto così i giornalisti, sarebbe un conto. Ma questo è quel che si trova sul sito ufficiale del Governo. Non si dia la colpa ai giornalisti. Non almeno questa volta.

In attesa che l’intero decreto venga pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, magari più ricco di dettagli, queste due frasi ci dicono che non è possibile prendere un caffè o un aperitivo al banco dal 26 aprile nemmeno in zona gialla, ma che la consumazione deve essere fatta al tavolo e all’aperto. Non si dice che al bar si può consumare al chiuso e al ristorante no: il Governo parla di servizio al tavolo all’aperto in «bar e ristoranti». Se i tavoli non ci sono oppure sono occupati, vale la precedente regola dell’asporto: prendi il caffè nel bicchierino di carta e te lo porti lontano dal bar.

Può sembrare un fatto di poco conto ma, a pensarci bene, se questo aspetto non viene chiarito per tempo, si rischia una pioggia di multe. Sì, perché finora, quando il bar apriva nelle zone gialle, nulla impediva al cliente di prendere un caffè al banco la mattina o uno spritz nel tardo pomeriggio e di fare due chiacchiere dietro la mascherina e alla dovuta distanza con il cameriere. Questa inerzia, il dare per stabilito che se anche questa volta aprono i bar come prima, potrebbe portare molti clienti a prendere la consumazione in piedi al banco e non seduti al tavolino, all’esterno del locale, massimo in quattro per ogni tavolo, a meno che non si tratti di conviventi.

Se la lettera del decreto resterà così, toccherà attendere il 1° giugno, cioè la data in cui sarà consentita la consumazione in bar e ristoranti al chiuso fino alle 18. A meno che non si voglia rischiare. Perché dare le cose per stabilite è un diritto tanto del Governo quanto dei clienti.



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