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Entro quanto tempo deve arrivare un pacco?

23 Aprile 2021
Entro quanto tempo deve arrivare un pacco?

Acquisti online: chi compra su Internet ha diritto a ottenere l’oggetto in tempi certi che il venditore deve indicare sul sito se sono superiori a quanto disposto dall’articolo 61 del Codice del consumo. 

Chi compra un oggetto da Internet ha diritto a riceverlo senza ritardo e, comunque, entro un termine massimo oltre il quale può svincolarsi dall’acquisto. Qual è questo termine? Entro quanto tempo deve arrivare un pacco e cosa succede se questa regola non viene rispettata? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Tempo entro cui il pacco deve essere consegnato a casa

L’articolo 61 del Codice del consumo stabilisce che, nel caso di acquisto online, la consegna a domicilio deve avvenire senza ritardo ingiustificato e comunque non oltre 30 giorni dall’acquisto o, in caso di pagamento alla consegna, dall’ordine.

Il venditore risponde del ritardo del corriere al quale si è affidato per propria scelta, non potendosi pertanto deresponsabilizzare scaricando sulla società di trasporto la responsabilità.

Il venditore può anche stabilire un termine più ampio per la consegna del pacco, ma tale condizione deve essere ben specificata sul sito e resa manifesta all’acquirente prima dell’ordine.

Che fare se il pacco arriva tardi?

Se il pacco arriva dopo 30 giorni o comunque dopo il maggior termine indicato dal venditore, l’acquirente deve diffidare il venditore stesso con una mail o con una comunicazione a mezzo raccomandata a.r., pec o fax. In tale diffida, dovrà assegnargli un ulteriore termine massimo entro cui consegnare l’oggetto. Tale termine deve essere congruo, tale cioè da poter essere rispettato; trattandosi di spedizioni, quindi, non dovrà essere inferiore ad almeno tre giorni (questo però la legge non lo dice in modo espresso che si limita ad usare solo l’espressione «termine congruo»).

Se il venditore non dovesse rispettare neanche tale termine, il contratto si considera automaticamente “sciolto” (in termini tecnici si dice risolto). 

Con la risoluzione del contratto, l’acquirente ha diritto al rimborso del prezzo speso, ossia alla restituzione dei soldi già corrisposti, potendo peraltro rifiutare il pacco qualora dovesse arrivare in ritardo. 

Se poi da tale ritardo l’acquirente ha subito anche un danno dimostrabile, questi può chiedere il risarcimento (si pensi a chi aveva ordinato gli allestimenti per una festa e questi non sono stati consegnati o sono stati acquistati al negozio, con aggravio di spesa).

Che succede se accetto il pacco arrivato in ritardo

Se l’acquirente, nonostante il ritardo, accetta il pacco arrivato in ritardo, il contratto si considera concluso e la contestazione per il ritardo non può più essere sollevata. Ciò nonostante l’acquirente ha comunque la possibilità di esercitare il diritto di recesso nei successivi 14 giorni che, come noto, non deve essere motivato e può basarsi su un semplice e insindacabile apprezzamento. Ragion per cui questi potrebbe comunque rifiutare il pacco dal postino, giustificando tale scelta con l’esercizio appunto del diritto di ripensamento e non dovendo, in tal caso, corrispondere neanche i costi di spedizione. Viceversa, se dovesse accettare il pacco per poi recedere in un momento successivo (comunque non oltre il 14° giorno), sarebbe tenuto a rispedire il pacco al venditore a proprie spese, unitamente alla comunicazione di recesso. 

Entro quanto tempo deve avvenire il rimborso del prezzo?

Con la risoluzione del contratto, il venditore è tenuto ad effettuare il rimborso del prezzo pagato «senza indebito ritardo». È quindi illegittimo il comportamento dell’azienda che, appellandosi a una diversa prassi aziendale, faccia decorrere più giorni. Di norma, sarà quindi opportuno attendere solo i normali tempi per eseguire un bonifico bancario (due giorni lavorativi), più quelli necessari all’istituto di credito per contabilizzare il bonifico.

Il venditore non può sostituire al rimborso un buono spesa per un successivo acquisto: si tratterebbe di un comportamento illegittimo.

Che fare se il venditore non vuole restituire i soldi?

Se, nonostante il mancato o ritardato arrivo del pacco, il venditore non vuol restituire i soldi bisogna agire in via giudiziaria, ossia intentare una causa civile di recupero del credito, per il tramite del proprio avvocato. Il procedimento deve necessariamente partire da un tentativo di mediazione obbligatoria i cui costi (40 euro) sono anticipati da chi intraprende l’azione.



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