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Addetti del supermercato: possono perquisire?

23 Aprile 2021
Addetti del supermercato: possono perquisire?

Zaini e borse: i controlli all’uscita da parte del personale di vigilanza o dei dipendenti del centro commerciale sono legittimi?

Non v’è dubbio che la polizia possa perquisire zaini e borse tutte le volte in cui, in caso di flagranza o di estrema urgenza, abbia il sospetto che vi sia il corpo del reato o cose pertinenti al reato (ad esempio, la refurtiva). Allo stesso modo, non v’è dubbio che le guardie giurate o il personale del supermercato addetto alla vigilanza non siano di certo la polizia, né possano esercitarne i relativi poteri. Di qui la ricorrente domanda: gli addetti del supermercato possono perquisire chi sta per uscire dalle porte scorrevoli, al fine di verificare se questi abbia rubato? Gli addetti alla cassa possono chiedere ai clienti di aprire lo zainetto o la borsa per vedere se il cliente sta nascondendo qualcosa che non ha pagato? E che succede a chi si rifiuta: può essere trattenuto in attesa che arrivi la polizia? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Controlli all’uscita del supermercato: chi può farli?

Il controllo, in uscita dal supermercato, dello zaino o della borsa personale configura una perquisizione. La nostra Costituzione consente lo svolgimento di tale attività solo alle forze dell’ordine che, peraltro, devono essere munite di autorizzazione del giudice (il cosiddetto “mandato”), potendo procedere da sole unicamente nei casi di urgenza e flagranza di reato. Leggi sul punto “La polizia può perquisire zaini e borse?“.

Dunque, tanto gli addetti del supermercato, quanto le guardie giurate poste in corrispondenza delle porte d’uscita del supermercato non possono procedere a perquisizioni. 

La vigilanza privata non è infatti un corpo di polizia, né ha pubblici poteri. Non può quindi perquisire, né ordinare di aprire gli zainetti. Può solo chiedere al cliente di farlo volontariamente, ma si tratta di una scelta spontanea di quest’ultimo, a cui può di certo sottrarsi; né il rifiuto di quest’ultimo può essere considerato come una tacita ammissione di responsabilità. 

Le guardie giurate possono chiedere di vedere i documenti?

Allo stesso modo, le guardie giurate non possono obbligare il privato cittadino ad esibire i documenti di identità, neanche se nutrano il fondato sospetto che questi abbia commesso un furto. 

Peraltro, l’ordine di esibizione di tali documenti non compete neanche alla polizia: nessuno difatti è tenuto ad uscire di casa con la carta d’identità o il passaporto (eccezion fatta solo per la patente per chi sta guidando). 

I dipendenti del supermercato possono trattenere il cliente in attesa della polizia?

Qualora lo ritenessero necessario perché, per esempio, vi è il fondato sospetto di un furto, i dipendenti del supermercato potranno chiedere l’intervento delle forze dell’ordine e queste potranno invece provvedere alla perquisizione. 

Il punto però è che il cliente non è tenuto ad aspettare la polizia, né può essere trattenuto contro la propria volontà, trattandosi altrimenti di sequestro di persona, a meno che non sia stato colto in flagranza (ad esempio, con le telecamere di videosorveglianza). Difatti, il privato che abbia sorpreso il ladro proprio nell’atto di impossessarsi dei beni altrui può “arrestarlo” (ossia trattenerlo) in attesa che arrivino le forze dell’ordine (polizia o carabinieri). Così ha infatti specificato la stessa Cassazione [1]. Leggi sul punto: “Il cittadino può arrestare un criminale colto in flagrante?“.

La facoltà di arresto in flagranza da parte del privato (così come l’obbligo di arresto da parte di ufficiali o agenti di polizia giudiziaria) non giustifica, ovviamente, l’uso di armi contro persone che, dopo aver tentato di consumare un delitto, per sottrarsi alla cattura, si diano alla fuga.


note

[1] Cass. sent. n. 49047/2017.


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