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Sollecito di pagamento spese condominiali, chi paga l’avvocato?

25 Aprile 2021
Sollecito di pagamento spese condominiali, chi paga l’avvocato?

Chi paga la lettera dell’avvocato per il recupero delle quote condominiali non versate dai morosi?

In condominio, quando vi è una situazione di morosità, l’amministratore è solito inviare dei solleciti scritti ai debitori che non versano le quote di loro competenza. Dinanzi al protrarsi dell’inadempimento, l’amministratore è tenuto – entro sei mesi dall’approvazione del rendiconto – a dare incarico a un avvocato di propria fiducia affinché agisca contro i debitori, pena una responsabilità professionale e la possibile destituzione dall’incarico per giusta causa.  

Ricevuto il mandato, il più delle volte, l’avvocato reitera la lettera di diffida ai morosi con propria carta intestata. A questo punto, però, il legale matura già il diritto ad ottenere un compenso per la propria prestazione, anche se, a fronte di tale intervento, dovesse intervenire subito il pagamento spontaneo. Di qui il dubbio: chi deve pagare la lettera dell’avvocato di sollecito di pagamento delle spese condominiali?  

Gli avvocati sono soliti porre le spese legali a carico del debitore destinatario della raccomandata: lo fanno direttamente con la lettera di diffida in cui, nel calcolo delle somme da quest’ultimo dovute, sono conteggiati anche gli onorari del professionista. Ma che succede se il debitore dovesse opporsi a tale pagamento? Cerchiamo di stabilirlo qui di seguito.

Chi paga la lettera dell’avvocato?

Prima di affrontare il tema delle spese condominiali, vediamo in generale chi paga il sollecito di pagamento dell’avvocato con riferimento a qualsiasi tipo di controversia.

In generale, l’avvocato deve essere pagato da chi gli conferisce l’incarico. È quest’ultimo infatti il suo cliente e non certo l’avversario. 

Il diritto al compenso del professionista deriva, del resto, dal mandato ricevuto: il mandato – che può essere anche verbale – fa scaturire, da un lato, il diritto dell’assistito alla prestazione e, dall’altro, il diritto del professionista alla controprestazione economica (il pagamento della parcella). 

L’uso quindi degli avvocati di addebitare i costi del proprio intervento sulla controparte non trova quindi alcun fondamento normativo. Il debitore che riceve la lettera dell’avvocato con l’addebito delle spese legali può ben rifiutarsi di pagare, senza rischiare alcuna azione legale, né tantomeno un pignoramento.

Chi paga la lettera dell’avvocato di sollecito di pagamento delle spese condominiali?

Con riferimento ai solleciti di pagamento per le spese condominiali, l’avvocato può presentare la parcella solo all’amministratore di condominio: non può quindi addossare le proprie competenze sui morosi, così come questi ultimi non sono affatto tenuti a pagare le eventuali maggiorazioni richieste dal professionista. 

L’amministratore, a sua volta, dopo aver ricevuto e pagato la fattura dell’avvocato per le diffide da questi inviate, deve ripartire tale spesa tra tutti i condomini in base ai rispettivi millesimi. Dovranno pertanto partecipare alla ripartizione anche i condomini in regola con i pagamenti.

È illegittima la delibera dell’assemblea che addossi, a carico dei soli morosi, le spese legali sostenute dal condominio per il recupero delle quote dovute da questi ultimi. La legge infatti stabilisce che tutte le spese condominiali vanno ripartite per millesimi, salvo vi sia l’unanimità. 

Chi paga il decreto ingiuntivo per il recupero delle quote condominiali?

Stesso discorso riguarda le spese processuali per le azioni di recupero delle quote condominiali. Nel momento in cui la lettera di diffida non sortisce alcun effetto, l’avvocato dovrà richiedere un decreto ingiuntivo al giudice, attività questa che implicherà un aumento delle spese legali (per costi vivi e per l’onorario del professionista). Chi deve far fronte a tali oneri? 

Prima dell’emissione del decreto ingiuntivo, è il condominio a dover anticipare le somme richieste dall’avvocato per il proprio intervento.

Ma con l’emissione del decreto, il giudice condanna il debitore non solo a versare la sorte capitale ma anche le spese processuali sostenute dal creditore. Così il condominio potrà recuperare almeno una parte della parcella già onorata al proprio difensore. 

Chi paga le spese postali per le diffide inviate dall’amministratore?

Diverso è infine il discorso per le spese postali relative ai solleciti di pagamento inviati dall’amministratore. Qui, la Cassazione [1] ha fornito un principio parzialmente diverso. Se anche spetta, in linea di massima, a tutto il condominio – secondo i rispettivi millesimi – contribuire a tali costi, l’assemblea può – in sede di approvazione del rendiconto – addebitare tali spese a carico dei soli morosi. Difatti, il secondo comma del già citato articolo 1123 del Codice civile stabilisce che «Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne». 

Approfondimento

Per maggiori informazioni leggi: “Lettera di sollecito pagamento: chi paga in condominio?“.


note

[1] Cass. sent. n. 18503 del 4.09.2020. Cass. sent. n. 12573 del 10.05.2019..


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