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Conto corrente pignorato posso prelevare?

25 Aprile 2021
Conto corrente pignorato posso prelevare?

La banca può impedire al proprio correntista di prelevare anche dopo il blocco del conto corrente conseguente all’atto di pignoramento? 

Un nostro lettore ci chiede: «Col conto corrente pignorato posso prelevare?». La risposta richiede alcuni importanti chiarimenti in merito al funzionamento del cosiddetto pignoramento presso terzi. Come vedremo a breve, infatti, in alcuni casi, è possibile prelevare dal conto corrente nonostante il blocco operato dal creditore. Ma procediamo con ordine.

Conto corrente bloccato: cosa succede?

La banca è obbligata ad effettuare il blocco del conto corrente del proprio cliente non appena l’ufficiale giudiziario, su richiesta del creditore, le notifica l’atto di pignoramento. E ciò anche se il suddetto pignoramento non è stato ancora consegnato al debitore. 

Ricordiamo che l’ufficiale giudiziario è un pubblico ufficiale e, pertanto, l’eventuale violazione di quanto da questi intimato integra un reato. Pertanto, il correntista non può sperare, dal proprio istituto di credito, in uno “strappo alla regola”, neanche se il prelievo dovesse servirgli per sopravvivere, per pagare le medicine o per le spese scolastiche per i figli. 

Dallo stesso momento in cui viene notificato l’atto di pignoramento, la banca è tenuta a impedire il prelievo delle somme pignorate dall’ufficiale giudiziario. Ma, come vedremo a breve, non sempre il pignoramento riguarda tutte le somme depositate sul conto, sicché al cliente potrebbe residuare un margine di operatività.

Una volta effettuato il blocco delle somme, la banca subisce poi l’ordine del giudice del tribunale di stornare tali importi in favore del creditore che ha avviato il pignoramento. Tale ordine le viene impartito con l’udienza di «assegnazione delle somme pignorate» che si tiene alla data indicata nello stesso atto di pignoramento. 

Pignoramento improvviso del conto corrente

Alla luce di quanto appena detto, si comprende come il blocco del conto sia un atto a sorpresa che non viene anticipato se non con la notifica, da parte del creditore, dell’atto di precetto (ossia l’invito a pagare le somme a questi dovute entro e non oltre 10 giorni, a pena di avvio degli atti esecutivi). Dunque, ben può essere che il debitore, sul più bello, non possa operare tramite il proprio conto e gli sia interdetta ogni operazione nei limiti però di quanto diremo a breve. Difatti il blocco del conto vale solo se le somme depositate sono inferiori a quelle pignorate.

Il conto viene pignorato per intero?

Nel momento in cui la banca riceve l’atto di pignoramento è tenuta a trattenere tutte le somme da questa dovute al proprio cliente nei limiti dell’importo indicato nello stesso atto di pignoramento: quelle cioè per le quali il creditore sta agendo. Tale è la somma inizialmente dovuta, aumentata della metà per coprire le spese della procedura. 

Pertanto, se il cliente possiede un conto corrente o altri depositi di valore superiore rispetto all’importo indicato nell’atto di pignoramento, la banca non può procedere al blocco anche di tali importi. 

Tanto per fare un esempio, se una persona dovesse avere un conto corrente con 40mila euro e subire un atto di pignoramento di 15mila euro, potrebbe continuare a disporre di 25mila euro, che la banca non potrebbe trattenere, pena una responsabilità della stessa e la possibilità di chiederle i danni.

Infatti, dopo la notifica del pignoramento effettuata alla banca (o all’ufficio postale) ad opera del creditore procedente, viene sottratto alla disponibilità del correntista un importo fino a concorrenza della somma indicata in precetto aumentata della metà (nel caso di pignoramento ordinario) oppure fino a concorrenza del credito per cui si procede (nel caso di pignoramento esattoriale). Dunque, se sul conto ci sono somme maggiori, il correntista potrà continuare ad utilizzarle.

Posso prelevare dal conto pignorato?

Alla luce di quanto appena detto, si comprende bene che la banca non può impedire il prelievo dal conto corrente pignorato quando le somme in esso contenute sono superiori a quelle indicate nell’atto di pignoramento dall’ufficiale giudiziario. 

Quindi, se anche la carta bancomat dovesse rimanere in mano al correntista, questa non potrà consentire prelievi superiori rispetto al deposito non pignorato. 

Conto corrente della pensione o dello stipendio

Non solo. Bisogna anche tenere conto che la legge tutela i conti correnti di appoggio di pensioni e stipendi (a patto che, in essi, non vengano accreditate somme dovute ad altro titolo, come ad esempio i canoni di locazione). Per tali ipotesi, il Codice di procedura civile stabilisce che il pignoramento possa avere luogo solo sulle somme depositate che superino il triplo dell’assegno sociale (importo annualmente aggiornato). Attualmente, tale importo è pari a 1.380,84 (l’assegno sociale per il 2021 è infatti pari a 460,28 euro. Bisogna eseguire l’operazione 460,28×3). 

Quindi, su un conto con meno di 1.380,84 non è possibile operare alcun blocco e il correntista potrà ugualmente continuare a prelevare. 

Invece, su un conto con più di 1.380,84 euro, si potrà pignorare solo la differenza. Ad esempio, se sul conto sono depositati 2.000 euro, la banca dovrà bloccare solo 619,16 euro (2.000 – 1.380,84), consentendo il prelievo del residuo. 



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1 Commento

  1. buongiorno vorrei sapere se un conto corrente di 750000 euro, depositato in una banca francese,può essere completamente bloccato su richiesta di una banca spagnola che vanta un credito di 32000 euro

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