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Chi avverte il notaio della morte del testatore?

25 Aprile 2021
Chi avverte il notaio della morte del testatore?

Come si procede alla pubblicazione del testamento nel caso in cui gli eredi non conoscano l’identità del notaio e come fa il notaio a sapere che è deceduto il testatore?

Al momento della morte di una persona, bisogna verificare se questa abbia lasciato testamento. In caso contrario, l’eredità si divide secondo le regole del Codice civile che danno precedenza ai familiari più stretti. Diversamente, bisognerà seguire le volontà del testatore, salvi i diritti degli eredi legittimari (coniuge e figli o, in assenza di questi ultimi, i genitori). 

Non è detto però che il testamento sia nascosto in casa o sia stato affidato a uno dei beneficiari. Ben potrebbe essere che il defunto, prima di morire, abbia fatto testamento dinanzi al notaio (è il cosiddetto «testamento pubblico»). Ma come possono saperlo gli eredi e, soprattutto, chi avverte il notaio della morte del testatore? È chiaro infatti che se quest’ultimo non è al corrente del decesso del proprio cliente e se gli eredi non conoscono l’identità del notaio, ben potrebbe essere che il testamento resti in un cassetto per chissà quanti anni. Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Si penserà che, in un’epoca moderna come la nostra, caratterizzata da comunicazioni informatiche e da archivi elettronici, il notaio possa venire a conoscenza della morte del testatore tramite la consultazione di un archivio pubblico o mediante la segnalazione del Comune. In realtà, non avviene nulla di tutto ciò. Chi avverte il notaio della morte del testatore sono solo gli eredi. Nessun altro – nessuna istituzione pubblica cioè – ha l’obbligo di fornire al pubblico ufficiale tale informazione. 

Il notaio può certamente venire a conoscenza del decesso in qualsiasi modo, anche tramite il passaparola, gli annunci funebri dei giornali, ma soprattutto su iniziativa degli eredi a cui il testatore, prima di fare testamento, ha comunicato l’identità del notaio. 

Di qui la buona regola, pur in presenza della volontà di lasciare segrete le proprie ultime volontà, di comunicare agli eredi quantomeno il nome del notaio a cui rivolgersi.

Il notaio, insomma, non è un investigatore privato: non è tenuto ad assicurarsi del buono stato di salute dei propri clienti e non deve quindi verificare, di tanto in tanto, se questi sono ancora in vita per dar corso alla pubblicazione del testamento. 

Una volta che gli eredi richiedono la pubblicazione del testamento, il notaio accerta la morte mediante atto notorio e poi comunica agli altri coeredi – quelli almeno indicati dal testatore – l’esistenza ed il contenuto del testamento. 

Non esiste alcun obbligo da parte del Comune di comunicazione all’Archivio Notarile. Pertanto, se una persona vuole sapere se esiste un testamento in suo favore, deve recarsi all’Archivio Notarile del proprio Distretto, oppure accedere al Registro dei testamenti (se di Distretto diverso) per accertarne l’esistenza. Diversamente, nessuno glielo comunicherà.

Ricordiamo che il testamento diventa efficace dopo la morte del testatore ed è valido indipendentemente dalla conoscenza dell’atto da parte dei suoi destinatari (gli eredi). Tuttavia, se nessuno è a conoscenza dell’esistenza del testamento si procede con la successione legittima, ossia con le regole previste dal Codice civile per le eredità prive di testamento. E che succede se viene trovato un testamento in un momento successivo? Secondo la Corte di Cassazione, una volta accertato il ritrovamento di un testamento olografo, la divisione deve avvenire secondo la volontà del de cuius, poiché la successione testamentaria prevale sempre sulla disciplina legale.

Proprio per questo, la pubblicazione serve a far conoscere il contenuto del testamento agli eredi e ai legatari. La pubblicazione del testamento è un presupposto perché l’atto diventi eseguibile: infatti, solo dopo la pubblicazione del testamento, può essere promosso un giudizio per l’esenzione dello stesso. 

Tuttavia, i testamenti sono eseguibili dagli eredi indipendentemente dalla pubblicazione. Gli eredi possono cioè dare spontanea esecuzione alle disposizioni testamentarie.



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