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Pagamenti oltre la soglia antiriciclaggio di 12.500 euro: come si calcola

24 Marzo 2014
Pagamenti oltre la soglia antiriciclaggio di 12.500 euro: come si calcola

Il divieto della normativa antiriciclaggio si applica anche quando il trasferimento di denaro si sia realizzato tramite il compimento di varie operazioni, ciascuna di valore inferiore o pari al massimo consentito.

 

La normativa antiriciclaggio impone il divieto di trasferire denaro contante e titoli al portatore per importi superiori a euro 12.500 senza il tramite di intermediari abilitati [1]: tuttavia, nel caso di un’operazione avvenuta in diverse trance di pagamento, non si deve avere a riferimento il valore delle singole transazioni, ma quello dell’intera operazione economica. In pratica, si considererà elusione delle norme antiriciclaggio se, pur essendo i singoli pagamenti inferiori a 12.500 euro, l’intero valore dell’operazione superi tale tetto.

Lo ha chiarito la Cassazione in una sentenza di qualche giorno fa [2].

Il tetto dell’antiriciclaggio si considera superato anche con singole transazioni. Secondo la Corte, in tema di violazione della normativa antiriciclaggio, il divieto di trasferire denaro contante e titoli al portatore per importi superiori a euro 12.500 senza il tramite di intermediari abilitati, fa riferimento al valore dell’intera operazione economica alla quale il trasferimento è funzionale, e si applica anche quando detto trasferimento si sia realizzato tramite il compimento di varie operazioni, ciascuna di valore inferiore o pari al massimo consentito.

Pertanto sono illegittime le operazioni di trasferimento di una pluralità di somme di importo inferiore al limite previsto dalla normativa antiriciclaggio quando i singoli trasferimenti rappresentino delle operazioni frazionate riconducibili ad un unico importo superiore ad euro 12.500; ciò avviene, di norma, quando si evince con chiarezza che le transazioni finanziarie siano state poste in essere a distanza di pochi mesi l’una dall’altra e risultano inoltre funzionalmente collegate tra loro.

In sostanza, la finalità della normativa è proprio quella di prevenire l’utilizzazione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e condannare conseguentemente le condotte economicamente illecite.


note

[1] Art. 1, 1 comma, d.l. n. 143/1991.

[2] Cass. sent. n. 6792/14 del 21.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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