Diritto e Fisco | Articoli

Chi ha debiti con Equitalia non riceverà pagamenti dall’Amministrazione

25 marzo 2014


Chi ha debiti con Equitalia non riceverà pagamenti dall’Amministrazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 marzo 2014



Compensazione forzata con una sorta di pignoramento presso terzi tra l’erario e i professionisti o le aziende: per gli importi superiori a 10mila euro, la P.A., prima di pagare, deve interrogare Equitalia.

Tutte le pubbliche amministrazioni che devono pagare, nei confronti di professionisti o aziende, somme superiori a 10mila euro, a qualunque titolo, prima del pagamento devono interpellare Equitalia per verificare se il contribuente ha debiti almeno pari a 10mila euro [1]. La procedura di interrogazione avviene per via telematica.

Si tratta di una compensazione obbligatoria che il contribuente subisce suo malgrado: una sorta, cioè, di pignoramento presso terzi tra il debito (pubblico) verso Equitalia e il credito (privato) vantato da imprese e professionisti nei confronti degli enti pubblici.

Tale verifica riguarda qualsiasi tipo di pagamento che superi 10mila euro, con la sola eccezione dei crediti pensionistici, in quanto si tratta di importi non pignorabili.

Vi rientrano, invece, i crediti per retribuzioni, appalti e forniture.

Equitalia risponde entro cinque giorni. In caso di mancata risposta entro tale termine, il pagamento può essere effettuato.

Qualora invece la società di riscossione dovesse riscontrare tempestivamente (cioè entro cinque giorni) carichi a ruolo almeno pari a 10mila euro, l’ente pubblico deve sospendere il pagamento, fino a concorrenza del debito a ruolo, comprensivo delle spese di esecuzione e degli interessi di mora: la residua somma, invece, va pagata.

Tale sospensione non è a tempo indeterminato, ma può durare al massimo trenta giorni. Entro questo termine, il competente agente della riscossione deve notificare un atto di pignoramento presso terzi, sia all’ente pubblico che al debitore moroso.

Per effetto del pignoramento, l’ente pubblico versa direttamente nelle casse dell’agente della riscossione l’ammontare a ruolo. Qualora entro il medesimo termine di trenta giorni non dovesse pervenire alcun pignoramento, l’amministrazione è libera di pagare quanto dovuto al contribuente moroso.

Il pignoramento di Equitalia avviene senza il giudice

Per comprendere a pieno la disciplina del blocco dei pagamenti della pubblica amministrazione occorre ricordare che l’agente della riscossione applica una procedura agevolata nell’esecuzione dei pignoramenti presso terzi [2].

Nelle procedure normali di pignoramento presso terzi, dopo la notifica del pignoramento da parte del creditore, è necessario passare per un’udienza davanti al giudice (alla presenza, eventualmente, anche del debitore). A tale udienza, il magistrato dispone l’assegnazione delle somme pignorate.

Al contrario, nella speciale normativa “esattoriale“, l’agente della riscossione ha la facoltà di evitare del tutto l’intervento del giudice: Equitalia, infatti, può notificare al terzo l’ordine di pagare le somme da questi dovute al soggetto iscritto a ruolo direttamente in favore dell’agente della riscossione. Il termine per adempiere all’ingiunzione di Equitalia è di 60 giorni dal ricevimento dell’atto di pignoramento. Non c’è quindi bisogno dell’udienza davanti al giudice.

Facciamo un esempio di come, dunque, potrebbero andare concretamente i fatti in tali situazioni.

Si immagini un’impresa che vanti un credito di 15mila euro per appalti eseguiti in favore di un Comune. La stessa impresa inoltre ha debiti scaduti di 12mila euro nei confronti dell’agente della riscossione. Il Comune, prima di versare il corrispettivo dell’appalto, interroga il sistema di Equitalia e, venuto a conoscenza della morosità dell’impresa, segnala all’esattore l’entità del credito da versare (15mila euro). In esito a tale segnalazione, l’agente della riscossione notifica sia all’impresa che al Comune l’ordine di versare direttamente all’agente stesso l’importo complessivo di 12mila euro. I restanti 3mila euro saranno regolarmente corrisposti dal Comune all’impresa.

Se un’amministrazione pubblica deve effettuare un pagamento superiore a 10mila euro, la stessa si deve previamente informare presso gli agenti della riscossione sull’esistenza di eventuali morosità per cifre almeno pari a 10mila euro. In caso positivo, l’ente pubblico deve bloccare il pagamento e allertare l’agente della riscossione che disporrà il pignoramento del credito vantato dal soggetto moroso

Qualunque pagamento che superi il limite di legge è interessato dalla verifica, con la sola eccezione dei crediti pensionistici, in quanto importi non pignorabili. Sono pertanto interessati anche i crediti per retribuzioni, appalti e forniture.

note

[1] Art. 48 bis D.P.R. 602/1973.

[2] Artt. 72 bis e 72 ter, Dpr n. 602/1973.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

4 Commenti

  1. scusate se il mandato viene annullato con una nota di credito cosa succede?nel frattempo si puo’ rateizzare il debito rateizzare il debito o resta pignorato
    grazie

  2. se uno ha 15.000,00 euro di debito con equitalia, ma di questi 8.000,00 sono in rateizzazione, il blocco avviene lo stesso?

  3. un’impresa è inadempiente con il DURC e nello stesso tempo ha debiti con Equitalia la quale ingiunge il pignoramento delle somme presso terzi. Il Comune, stazione appaltante, cosa deve liquidare prioritariamente, i contributi previdenziali o Equitalia?

  4. Buongiorno, se un’impresa ha ricevuto via pec accoglimento di rateazione ma non ha ancora pagato la prima rata perchè non ancora scaduta può ritenersi in regola oppure la regolarità avviene con il pagamento della prima rata?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI