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Softair: cos’è e quando è legale?

3 Maggio 2021 | Autore:
Softair: cos’è e quando è legale?

Armi ad aria compressa per attività di softair: quali caratteristiche devono avere, quando sono legali e quando invece c’è reato?

In Italia, il softair è sempre più diffuso. Si tratta di quell’attività ludico-sportiva che consiste nel simulare un piccolo conflitto armato, riprodotto in genere all’interno di un ambiente controllato e in sicurezza, con utilizzo di armi ad aria compressa oppure strumenti similari che, per legge, non sono considerati strumenti idonei ad offendere. Per quanto quest’attività sia diffusa, non tutti sono perfettamente a conoscenza delle regole stabilite per la partecipazione a tale competizione. Con quest’articolo vedremo appunto cos’è il softair e quando è legale.

Sin da subito va detto che l’analisi si concentrerà sull’acquisto e sull’impiego delle armi necessarie per prendere parte a tale attività. In Italia, vige una legislazione molto severa in materia di armi e strumenti d’offesa: per tale ragione, per non incorrere in rischi legali è bene aver chiaro il quadro normativo di riferimento. Vedremo inoltre a quale età è possibile partecipare al softair e comprare i mezzi necessari alla partecipazione, nonché dov’è possibile svolgere una competizione del genere. Se l’argomento t’interessa, prosegui nella lettura: scopriremo insieme cos’è il softair e quand’è legale.

Softair: cos’è?

Come anticipato, il softair è un’attività sportiva/ricreativa che consiste nel riprodurre uno scontro a fuoco impiegando armi ed equipaggiamenti che garantiscono l’incolumità dei partecipanti.

La stessa terminologia (“softair”) rimanda alle armi ad aria compressa che sono tipiche di questa disciplina.

La competizione si svolge quasi sempre all’aperto, tendenzialmente in boschi o in aree urbane circoscritte, lontane da cose o persone che possano subire danni.

Generalmente, il softair simula un conflitto armato tra due o più fazioni contrapposte, ognuna caratterizzata da alcuni segni distintivi (ad esempio, il colore delle armi o del caschetto protettivo) che consentono ai contendenti di fronteggiarsi adoperando strategie e tattiche militari.

Softair: quali armi si usano?

Come suggerisce la denominazione, per praticare il softair si usano principalmente armi ad aria compressa. Questi strumenti sono legali? Se sì, quando?

Le armi destinate al softair, dotate di meccanismo a molla, a gas (propano o anidride carbonica) o ad aria compressa, possono sparare pallini di plastica di colore vivo, purché l’energia cinetica di ogni proiettile misurato a un metro dalla volata della canna (cioè, dalla parte finale della canna attraverso cui esce il proiettile) non superi 1 joule di potenza.

La canna inoltre deve essere marcata di rosso sulla parte anteriore per almeno tre centimetri. Attualmente, vige l’obbligo di produrre armi da softair dotate di tappo rosso parzialmente occlusivo, per agevolare l’identificazione dell’oggetto. Su questo specifico argomento torneremo di qui a breve.

Softair: serve il porto d’armi?

Secondo la legge [1], il porto delle armi con potenza inferiore a 7,5 joule non è sottoposto ad autorizzazione dell’Autorità di pubblica sicurezza, né la detenzione è sottoposta all’obbligo di denuncia.

Come ha affermato anche la Corte di Cassazione [2], non commette reato di porto abusivo di armi chi detiene una pistola ad aria compressa con una potenzialità inferiore a 7,5 joule. Per approfondire questo specifico argomento è consigliata la lettura dell’articolo “La pistola ad aria compressa è legale?“.

Ciò significa dunque che le classiche armi ad aria compressa di potenza inferiore a 1 joule destinate al softair non necessitano né del porto d’armi né della denuncia di detenzione alle autorità.

Armi softair: come trasportarle?

Il fatto che le armi softair di potenza inferiore a 1 joule non necessitino del porto d’armi non significa, però, che esse possano essere portate con sé e usate ovunque.

In altre parole, questi strumenti possono essere liberamente trasportati per recarsi al softair, ma non è possibile tenerli nell’immediatezza della propria disponibilità, per esempio in tasca. È possibile invece trasportarle nella scatola o nella valigetta.

Secondo la legge sopra citata, le armi con potenza inferiore a 7,5 joule non possono essere portate fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa senza giustificato motivo. Questo vuol dire che possono essere trasportate solo da/per i campi di gioco e da/per i negozi di assistenza, e altre simili occasioni. Non possono, inoltre, essere portate in riunioni pubbliche.

Secondo la legge, il trasporto delle armi ad aria compressa, sia lunghe che corte, i cui proiettili sono dotati di un’energia cinetica non superiore a 7,5 joule, deve essere effettuato usando la massima diligenza. Tali armi devono comunque essere trasportate scariche e inserite in un’apposita custodia.

Armi softair: i minorenni possono acquistarle?

Secondo la legge [3], l’acquisto delle armi ad aria compressa avente potenza inferiore a 7,5 joule è consentito solo a soggetti maggiorenni muniti di valido documento di riconoscimento. L’acquisto deve essere regolarmente registrato da parte dell’armiere.

L’utilizzo di tali armi è consentito esclusivamente a maggiori di età o minori assistiti da soggetti maggiorenni, fatta salva la deroga per il tiro a segno nazionale, in poligoni o luoghi privati non aperti al pubblico.

Per le armi destinate al softair, cioè quelle ad aria compressa di potenza inferiore a 1 joule, la legge [4] detta una regola diversa: tali strumenti sono infatti acquistabili anche da chi abbia già compiuto i sedici anni.

Nell’ambito delle armi ad aria compressa, dunque, dobbiamo distinguere:

  • le armi che sviluppano una potenza inferiore a 1 joule, acquistabili purché si abbiano almeno sedici anni;
  • le armi che sviluppano una potenza superiore a 1 joule, acquistabili solo dai maggiorenni.

Spegnifiamma softair: si può rimuovere?

Per legge, le armi per il softair devono avere la canna marcata di rosso sulla parte anteriore per almeno tre centimetri. Si tratta dello spegnifiamma, che serve per rendere immediatamente riconoscibile lo strumento come arma ad aria compressa destinata al softair, quindi con potenza inferiore a 1 joule.

Lo spegnifiamma viene spesso rimosso per rendere lo strumento più simile a un’arma vera e propria. È legale rimuovere il tappo rosso parzialmente esclusivo? Secondo la Corte di Cassazione [5], il semplice uso o porto fuori dalla propria abitazione di un giocattolo riproducente un’arma sprovvisto di tappo rosso non è previsto dalla legge come reato. L’uso o il porto fuori dalla propria abitazione di un tale strumento assume rilevanza penale soltanto se mediante esso si realizzi un diverso reato del quale l’uso o il porto di un’arma rappresenti elemento costitutivo o circostanza aggravante.

A questo proposito, ti consiglio la lettura dell’articolo “Si può uscire di casa con una pistola giocattolo o è reato?“.

Softair: quali autorizzazioni servono?

Non esiste una legge o una norma nazionale che indichi in quale luogo si può praticare il softair. Come detto in apertura, i circoli o le associazioni che organizzano questa attività hanno cura di individuare un luogo adatto lontano da persone, animali o beni facilmente danneggiabili. Non c’è, tuttavia, una disposizione legislativa precisa sul punto.

Chi intende organizzare una partita o un torneo di softair dovrà quindi avere cura di ottenere tutti i permessi necessari: è chiaro, infatti, che non è possibile circolare normalmente per le strade pubbliche con addosso l’equipaggiamento “da guerra” e le armi.

In linea generale, dunque, si deve sempre avere un permesso scritto di utilizzo dell’area in questione da parte del proprietario o del gestore dell’area privata.

Quando il softair è organizzato da associazioni o società che si occupano costantemente di tale attività, tutto è più facile: è lo stesso ente ad ottenere il permesso di utilizzare una specifica area, in genere di proprietà di un privato oppure dell’organizzatore stesso.

Se si tratta, invece, di suolo pubblico o, comunque, di aree che sono accessibili a chiunque, allora bisognerà avere cura di comunicare la propria iniziativa alla Questura territorialmente competente.

Secondo una circolare del ministero dell’Interno [6], sebbene le attività riconducibili alle simulazioni di guerra (il softair, appunto) non siano illecite, occorre comunque sempre dare una preventiva segnalazione all’autorità di pubblica sicurezza.

Si applica dunque la comune norma [7] secondo cui i promotori di riunioni o assembramenti in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al questore. Sarà poi quest’ultimo a darne avviso anche alle autorità locali.

In ogni caso, questo tipo di attività verrebbe vietata dalle autorità se, tenuto conto delle circostanze concrete di tempo e di luogo, può essere messa in pericolo l’incolumità delle persone o l’integrità delle cose.

Ad esempio, le autorità vieteranno il softair se questo dovesse svolgersi in un luogo pubblico contestualmente ad altra manifestazione pubblica.

Solo nei casi in cui possa ritenersi ragionevolmente escluso qualsiasi pericolo al riguardo, le autorità impartiranno le prescrizioni di volta in volta occorrenti ad evitare ogni residua possibilità di allarme per la popolazione, adottando le misure occorrenti affinché chiunque sia in grado di cogliere nell’immediatezza le finalità meramente ludiche dell’evento.

L’autorità pubblica, poi, potrà autorizzare l’evento solamente rispettando alcune prescrizioni, come ad esempio la delimitazione dell’area per impedire l’accesso agli esterni o l’adozione di strumenti di segnalazione dell’attività in corso (cartelli, insegne, ecc.).

I giocatori non possono inoltre indossare divise che richiamino quelle delle forze dell’ordine: lo scopo è ovviamente di impedire la confusione in coloro che, non avendo contezza del softair in atto, possano pensare che si tratti di un intervento delle forze armate.

La comunicazione alla Questura deve contenere le generalità del promotore, la data, l’ora e il luogo in cui il softair dovrebbe tenersi, copia della cartografia dell’area interessata dalla manifestazione e l’eventuale autorizzazione del proprietario del suolo.


note

[1] D.M. n. 362 del 9 agosto 2001.

[2] Cass., sent. n. 13601 del 23 marzo 2011.

[3] Art. 11, legge n. 526 del 21 dicembre 1999; Art. 7, D.M. n. 362 del 9 agosto 2001.

[4] Art. 5, d.lgs. n. 204 del 26 ottobre 2010.

[5] Cass., sez. un., sent. n. 3394 del 6 marzo 1992.

[6] Circ. Min. int. Del 28 novembre 2005.

[7] Art. 18 del T.u.l.p.s.

Autore immagine: canva.com/


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