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Assemblea di condominio: tutte le regole per una corretta convocazione

25 Marzo 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Marzo 2014



La riforma del condominio ha modificato, tra le altre, anche le norme in tema di convocazione dell’assemblea per dar vita ad un’adunanza valida e idonea a deliberare sugli argomenti all’ordine del giorno.

La convocazione di un’assemblea di condominio è l’operazione con cui si invitano i singoli condomini a una specifica riunione per discutere e deliberare su una lista di argomenti predeterminati nel cosiddetto “ordine del giorno”.

A differenza del passato, il suddetto invito deve essere formulato necessariamente per iscritto: o con raccomandata con avviso di ricevimento, o con posta elettronica certificata, o con fax o con consegna a mano. L’invito, inoltre, deve contenere la data di svolgimento dell’incontro, avendo cura di indicare date diverse per la prima e la seconda convocazione, nonché l’elenco degli argomenti inseriti all’ordine del giorno [1].

Non è quindi più possibile una convocazione fatta semplicemente “a voce” poiché è necessaria una prova dell’avvenuta ricezione dell’avviso da parte del singolo proprietario chiamato a partecipare all’adunanza.

La convocazione così formulata deve pervenire a ciascun condomino almeno cinque giorni prima della data fissata per la prima convocazione dell’adunanza.

Il mancato rispetto di tali regole di forma, di contenuto e di tempo determinano l’annullabilità delle eventuali deliberazioni prese dall’assemblea così riunitasi, sanzione rilevabile su istanza di ciascun dissenziente o assente perché non ritualmente convocato (per l’impugnazione di una delibera assembleare vedi l’articolo “Come si impugnano le delibere assembleari”).

Un’altra importante novità della riforma poi sembra essere quella di convocare un’assemblea parziale di condominio, ossia un’adunanza dedicata solo ad alcuni condomini proprietari di determinate parti dell’edificio: è il caso, ad esempio, dei proprietari di garages collocati in separato corpo di fabbrica rispetto alle abitazioni, oppure, nel caso di edifici molto grandi, dei proprietari degli appartamenti di una sola scala per le decisioni in materia di manutenzione della stessa.

Tale possibilità parrebbe infatti trovare riconoscimento nella legge laddove parla di “aventi diritto” alla convocazione invece che di “condòmini” come invece faceva il vecchio testo della norma [2].

La convocazione dell’assemblea di condominio deve essere scritta e fatta in una delle forme previste dalla legge: in caso di convocazione consegnata a mano ai vari condomini, si consiglia all’amministratore o al suo incaricato di farsi firmare apposita ricevuta di consegna. Per una regolare convocazione è infatti necessario provare che ciascun condomino ha ricevuto il relativo avviso, pertanto è da evitare la convocazione a mezzo fax in quanto non garantisce alcuna certezza sull’effettività del destinatario e della ricezione.

Nel completo silenzio della legge sul punto infine, appare rischioso derogare tramite apposita clausola del regolamento condominiale alle regole in materia di convocazione dell’assemblea o imporre una forma di convocazione a scapito delle altre.

note

[1] Art. 66 disp. att. cod. civ.

[2] Art. 1136 comma 6 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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