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Dove vivere con pochi soldi in Europa

18 Agosto 2021 | Autore:
Dove vivere con pochi soldi in Europa

Quali sono i Paesi con il costo della vita inferiore a quello dell’Italia? Dove conviene trasferirsi mantenendo lo stipendio o la pensione di casa nostra?

Vuoi cambiare vita? Sei stanco di sgranare gli occhi davanti ai costi delle bollette, allo scontrino della spesa, ai canoni di affitto o ai prezzi delle case al metro quadro? Vorresti che di quello che ti entra ogni mese te ne restasse un po’ di più anziché dover tirare ogni volta la cinghia e continuare a passare la vita rinunciando a qualche piacere? Allora, forse, è il caso che di guardare un po’ in giro fuori dall’Italia e scegliere un posto in cui poter avere qualche soddisfazione in più spendendo di meno. Basta informarsi su dove vivere con pochi soldi in Europa, se non vuoi andare troppo lontano. Già ti anticipo una cosa: dovrai volgere il tuo sguardo a Est, anche se a Ovest ci può essere qualche angolino interessante. È una questione di scelte ma anche di non farsi assalire dai pregiudizi.

La vita in alcuni Paesi dell’ex Unione Sovietica e dell’ex Jugoslavia è molto meno cara rispetto a quella che viviamo dalle nostre parti, oppure in Francia o in quasi tutta la Spagna (c’è sempre l’opzione delle Canarie che non è male, per chi non si stanca di vivere in un’isola non proprio grandissima). Dell’Europa occidentale si salva il Portogallo, il Paese più economico della parte sinistra del Vecchio continente. Per il resto, se si vuole tenere conto solo del costo della vita, tutto si concentra verso la parte destra della cartina.

Vediamo dove vivere con pochi soldi in Europa secondo le statistiche del sito Numbeo, il più noto portale al mondo specializzato nella raccolta di informazioni sul costo della vita Paese per Paese.

Vivere con pochi soldi nell’Est europeo

Nella classifica dei Paesi europei in cui è possibile vivere con pochi soldi (tenendo come riferimento quelli che si spendono a casa nostra, perché ovviamente tutto è relativo), i primi 18 posti sono occupati dai Paesi dell’Est europeo. Nel valutare la convenienza di trasferirsi in uno di questi stati, si tengono in considerazione fattori come il costo di un affitto o di un appartamento in vendita dentro e fuori il centro città, la spesa al supermercato o al ristorante, i prezzi delle bollette, di vestiti e scarpe, delle attività sportive, dell’asilo per i bambini, del tasso medio di interesse per pagare un mutuo o di un biglietto al cinema. Il tutto rapportato al reddito medio mensile.

In cima alla lista c’è l’Ucraina dove, ad esempio, un pasto di tre portate per 2 persone in un ristorante medio non arriva ai 18 euro, contro i 55 abbondanti alle stesse condizioni in Italia. Si può comprare un litro di latte per 76 centesimi di euro, una bottiglia di un litro e mezzo di acqua per 40 centesimi, un chilo di filetti di pollo o una bottiglia di vino di media qualità per poco meno di 3 euro. Il litro di benzina supera di poco gli 80 centesimi. Per le bollette basilari (elettricità, riscaldamento, aria condizionata, acqua, spazzatura) di un appartamento di 85 metri quadri si spendono complessivamente circa 80 euro. Andare al cinema a vedere un film in prima visione costa quasi 3 euro. L’affitto di un appartamento di tre camere in centro città costa circa 410 euro, mentre il prezzo al metro quadro per comprare una casa in centro si aggira attorno ai 780 euro. Significa che con 78mila euro (più o meno) è possibile acquistare un appartamento di 100 metri quadri nel centro di Kiev.

Salgono progressivamente i prezzi, nell’ordine, in:

  • Kosovo;
  • Bielorussia;
  • Moldavia;
  • Russia;
  • Macedonia del Nord;
  • Romania;
  • Bosnia Erzegovina;
  • Serbia;
  • Albania;
  • Bulgaria;
  • Montenegro;
  • Polonia;
  • Ungheria;
  • Lituania;
  • Slovacchia;
  • Repubblica Ceca;
  • Lettonia.

Si può dire, dunque, che chi vuole vivere con pochi soldi in Europa deve puntare, come prima scelta, in uno dei Paesi dell’Est. Dopodiché, potrà dare un’occhiata ad Ovest.

Vivere con pochi soldi in Portogallo

Sempre secondo la classifica di Numbeo, il primo Paese dell’Europa occidentale in cui si può vivere con meno soldi rispetto all’Italia è il Portogallo. Da tempo meta preferita di pensionati, per via delle agevolazioni fiscali, oggi il Governo di Lisbona sta pensando di introdurre un’aliquota del 10% ed un versamento fisso di 7.500 euro all’anno per i pensionati stranieri che si trasferiscono in una città portoghese per più di 183 giorni all’anno. Questa norma, però, sarà valida solo per chi trasferisce la residenza dopo l’entrata in vigore della nuova legge, non per chi già si trovava lì e può continuare a vivere con la pensione italiana a zero tasse.

Trattandosi di un Paese dell’Unione europea, è possibile trasferirsi e lavorare senza richiedere alcun permesso. Dopo tre mesi dall’arrivo, però, sarà necessario registrare la residenza presso il Servicio de Estrangeiros e Fronteiras, l’equivalente dell’ufficio immigrazione, oltre che richiedere la carta del contribuente ed il codice fiscale.

Tuttavia, se si sceglie il Portogallo come meta per vivere con pochi soldi rispetto all’Italia, non conviene trovarsi un lavoro là ma avere un reddito da lavoro o da pensione che arrivi dall’Italia. Questo perché, rispetto al costo della vita, gli stipendi portoghesi sono più bassi, di conseguenza non ci sarebbe alcun vantaggio nel trasferirsi.

Ecco alcuni dei prezzi medi di ciò che si può spendere normalmente per vivere in Portogallo rispetto a quelli che abbiamo visto, ad esempio, nell’Est europeo:

  • pasto di tre portate per 2 persone in un ristorante medio: 30 euro;
  • un litro di latte: 0,63 euro;
  • un chilo di filetti di pollo: 4,92 euro;
  • una bottiglia da 1,5 litri d’acqua: 0,51 euro;
  • una bottiglia di vino di media qualità: 4 euro;
  • un litro di benzina: 1,51 euro;
  • bollette essenziali per un appartamento da 85 metri quadri: 101,37 euro;
  • un biglietto per il cinema: 7 euro;
  • un paio di scarpe da uomo in pelle: 78 euro;
  • affitto di un appartamento con tre camere in centro città: 980,72 euro;
  • acquisto di un appartamento in centro città: 2.623,59 euro al metro quadro;
  • tasso d’interesse annuo di un mutuo per 20 anni a tasso fisso: 2,26%;
  • asilo o scuola materna privata per un bambino: 342,71 euro.

Vivere con pochi soldi nelle Canarie

La Spagna è l’altro Paese dell’Europa occidentale in cui è possibile vivere con pochi soldi rispetto all’Italia. Ma non dappertutto. Nella Penisola, mediamente, i prezzi non si discostano molto da quelli che conosciamo dalle nostre parti. La scelta più conveniente resta quella delle Canarie.

A Las Palmas de Gran Canaria, ad esempio, si riesce a spendere qualcosa in meno rispetto al Portogallo. Un litro di benzina si aggira attorno all’euro, un ristorante medio per due persone costa sui 30 euro, le bollette relative ad un appartamento da 85 metri quadri costano complessivamente 67 euro.

Salgono i prezzi degli immobili: l’affitto di un appartamento con tre camere in centro costa 1.131,25 euro, mentre per l’acquisto della casa in centro si paga 3.260 euro al metro quadro.

Ancora più economica è Santa Cruz de Tenerife, dove si può affittare lo stesso appartamento a 918 euro ed acquistarne uno in centro a 2.000 euro al metro quadro. Il resto dei prezzi è appena superiore a quelli di Las Palmas, ma siamo lì.

Vivere con pochi soldi: i Paesi europei più cari

Giusto per toglierti la curiosità, ecco la classifica dei Paesi europei in cui il costo della vita è maggiore rispetto all’Italia, che occupa il posto numero 14 della graduatoria:

  • Svizzera;
  • Norvegia;
  • Islanda;
  • Danimarca;
  • Lussemburgo;
  • Irlanda;
  • Francia;
  • Svezia;
  • Olanda;
  • Belgio;
  • Finlandia;
  • Austria;
  • Malta;
  • Italia.


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