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Come controllare la bolletta elettrica?

19 Agosto 2021 | Autore:
Come controllare la bolletta elettrica?

Tutte le voci che compongono la fattura della luce ed il loro significato. Come evitare anticipi e conguagli tramite l’autolettura.

Non sempre si ha il tempo, la voglia o la capacità di controllare il contenuto della bolletta della luce. Ci si limita a vedere il costo finale, tutt’al più lo si confronta con quello della fattura precedente, giusto per capire se questa volta è stato speso di più o di meno. Solo se c’è una differenza sostanziale (al rialzo) si dà un’occhiata ai consumi ma spesso si lascia perdere perché ci sono delle voci che risultano incomprensibili. Come controllare la bolletta elettrica per sapere nel dettaglio quello che si sta pagando? Solo conoscendola a fondo, infatti, sarà possibile risparmiare il mese successivo.

La fattura della corrente elettrica non è fatta solo di quello che è stato consumato nell’ultimo periodo ma ci sono altri elementi che influiscono nel costo finale: gli oneri, le tasse, il tipo di contratto (se è di un’utenza domestica o aziendale), la potenza impegnata. Senza dimenticare il canone Rai, inserito in bolletta da diversi anni ormai per contrastarne l’evasione.

Bisogna premettere che la bolletta non cambia (o non deve cambiare) a seconda del fornitore: l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha stabilito uno schema fisso che deve essere seguito da tutti gli operatori. Vediamo come controllare la bolletta elettrica in base a questo schema.

Bolletta elettrica: le caratteristiche della fornitura

Tra le informazioni che trovi nella prima pagina della bolletta elettrica (di solito, a sinistra) ci sono quelle relative alle caratteristiche della fornitura che ti viene erogata e del contratto che hai sottoscritto con il tuo operatore. I dati sono:

  • il numero dell’utenza o il numero del cliente, a seconda del fornitore. Si tratta, comunque, del codice che identifica la tua utenza specifica;
  • il codice Pod, che si riferisce al luogo esatto da cui prelevi l’energia elettrica per la tua casa;
  • il tipo di pagamento scelto, cioè se versi i soldi della bolletta della luce con bollettino postale, domiciliazione bancaria, ecc.;
  • il tipo di cliente: domestico residente o domestico non residente (quest’ultimo, ad esempio, per una seconda casa);
  • la potenza impegnata e quella disponibile;
  • la tensione di fornitura monofase;
  • il totale da pagare.

Bolletta elettrica: cosa determina il costo?

Ci sono due componenti che vanno ad incidere sul costo della bolletta elettrica: una è fissa, ed è fatta di tasse, oneri, ecc. L’altra è variabile, a seconda dei consumi effettuati. Per questo motivo, puoi ricevere la bolletta della luce anche se sei stato assente per diversi mesi: ci saranno i costi fissi da pagare anche se non hai consumato praticamente un solo chilowatt (a parte il costo di tenere acceso il frigo, per esempio).

Le voci sul costo della bolletta le trovi al capitolo «Costo medio unitario». Quello della bolletta riporta sia la componente fissa sia quella variabile, oltre ad eventuali conguagli. Il costo medio unitario della spesa per la materia energia, invece, è quello relativo alle attività svolte dal fornitore per farti avere l’energia elettrica.

Vedrai nella prima pagina della bolletta il grafico «a torta» con i vari costi fissi da pagare. Nel dettaglio, ci sono:

  • le spese per la materia prima, ovvero il costo dell’energia, le perdite di rete, il dispacciamento ed altri costi fissi;
  • le spese per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore;
  • gli oneri di sistema, che si riferiscono ai costi per la copertura delle attività di interesse generale per il sistema elettrico;
  • imposte e Iva.

La spesa per la materia energia

Entrando nel dettaglio di queste voci in bolletta, la prima che troviamo è quella relativa alla spesa per la materia prima, cioè per l’energia elettrica. Si tratta della quota più consistente sul totale da pagare, poiché rappresenta circa la metà del costo finale.

Queste spese comprendono le attività del fornitore per l’acquisto e la rivendita dell’energia al cliente finale. Nello specifico:

  • prezzo dell’energia (detto PE): il costo dell’acquisto, che include le perdite sulla rete di trasmissione e di distribuzione. Il prezzo è variabile nel mercato libero, a seconda del contratto stipulato con il fornitore, mentre nel mercato di maggior tutela il prezzo è aggiornato ogni tre mesi dall’Arera;
  • commercializzazione e vendita (PCV): si tratta delle spese legate alla gestione dei clienti;
  • dispacciamento (PD): riguarda le operazioni che occorrono per mantenere la rete elettrica stabile, cioè per garantire che l’energia immessa in rete dalle centrali corrisponda a quella consumata dai clienti;
  • perequazione energia (PPE): trovi questa voce solo se sei cliente del mercato di maggior tutela. Serve a coprire le spese effettive di acquisto e dispacciamento dell’energia.

Trasporto energia e gestione del contatore

La seconda voce che abbiamo citato tra quelle fisse è il costo del trasporto dell’energia e la gestione del contatore. Si tratta di una tariffa stabilita dall’Arera tenendo presente l’andamento dell’inflazione, gli investimenti realizzati per il miglioramento del servizio e gli obiettivi di recupero di efficienza.

Le quote sono tre:

  • fissa, calcolata in euro per cliente al mese;
  • di potenza, calcolata in euro per chilowatt al mese;
  • variabile, calcolata in euro al chilowatt sulla base della quantità di energia elettrica trasportata per soddisfare le esigenze del cliente.

Oneri di sistema

La voce oneri di sistema interessa tutti i clienti finali tranne (in parte) quelli che beneficiano del bonus elettrico. Vanno a coprire gli oneri di sistema relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione ed altri oneri quali lo smantellamento delle centrali dismesse, il finanziamento di ricerca e sviluppo, il finanziamento del bonus, ecc.

Le imposte (Iva inclusa)

Ti sembrerebbe strano non dover pagare delle tasse sull’energia elettrica. E, infatti, si pagano. Ci sono due tipi di imposte nella bolletta elettrica: quella erariale di consumo, nota con il famoso termine «accisa», e l’Iva.

Sull’energia elettrica ad uso domestico si applica l’Iva al 10%, mentre l’imposta è del 22% per le utenze diverse dall’uso domestico.

Inoltre, i clienti con un’utenza domestica fino a 3 kW e consumi fino a 1.800 kW/h all’anno beneficiano di uno sconto sull’accisa per l’immobile abitativo in cui hanno la residenza anagrafica.

Bolletta elettrica: i consumi

Chi si chiede come controllare la bolletta elettrica deve fare particolare attenzione alla parte dedicata ai consumi. Tre le tipologie che vengono indicate nella fattura troviamo:

  • il consumo annuo;
  • il consumo rilevato in base alle letture effettuate dal distributore o dal cliente in autolettura;
  • il consumo fatturato, ovvero quello riportato in bolletta sulla base della tariffa applicata.

Potresti trovare anche le voci «consumo stimato» o «lettura stimata». Si riferiscono alle stime, appunto, di quello che potresti consumare in un mese in base alla tua media storica. Può darsi, quindi, che la bolletta della luce contenga una stima maggiore o minore rispetto al consumo effettivo. Per questo, periodicamente, ti arriverà un conguaglio che compenserà il maggiore o minore pagamento.

Puoi ovviare questa situazione facendo tu stesso l’autolettura sul contatore con una certa frequenza e comunicando «i numeri» al tuo fornitore, in modo che quello che andrai a pagare corrisponda a quello che effettivamente hai consumato.

Bolletta elettrica: il canone Rai

Non dimenticare che nella bolletta della luce paghi anche il canone Rai. Attualmente, il costo è di 90 euro all’anno ripartito in dieci quote mensili da 9 euro l’una sulle bollette bimestrali inviate tra gennaio e ottobre. Significa che in ogni bolletta elettrica che riceverai ogni bimestre fino alla fine di ottobre troverai 18 euro di canone tv, poiché vengono sommate due mensilità.

Ci sono, comunque, delle esenzioni e degli sconti sull’abbonamento televisivo. Ti consigliamo di leggere il nostro articolo “Canone RAI: chi è esente dal pagamento?” con tutte le informazioni in proposito.



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1 Commento

  1. Per quanto l’articolo sia inappuntabile, purtroppo bisognerebbe andare oltre la semplice spiegazione ‘di base’ e far capire cosa effettivamente stiamo pagando. Non trovo scritto che stiamo pagando anche l’iva sulle Accise, che già sono imposte sull’eccedenza dei consumi. Ok lo sconto sui primi 1800 kwh/anno, ma sapete che il consumo annuo è sempre calcolato al rialzo e che quindi lo sconto è sempre più risicato?

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