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Lo sai che? Se la banca non vuole cambiare l’assegno a chi non ha un conto presso di essa

Lo sai che? Pubblicato il 25 marzo 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 marzo 2014

Una banca può rifiutarsi di cambiare un “proprio” assegno bancario (con dicitura “pagare a vista”), perché il beneficiario è sprovvisto di conto corrente presso la banca stessa?

 

Sebbene la legge [1] disponga che ogni assegno bancario debba essere pagato a vista, cioè a semplice presentazione allo sportello, capita, a volte, che il personale delle banche opponga resistenza all’immediato cambio del titolo in denaro: ciò accade, in particolare, quando la filiale non conosca personalmente il presentatore dell’assegno o, ancora più spesso, se quest’ultimo non abbia aperto un conto corrente.

La ragione di tale precauzione sta nel fatto che la banca è responsabile direttamente se paga l’assegno a una persona non legittimata a riscuoterlo.

Tuttavia, questa non è una valida motivazione per impedire il pagamento del titolo, stante appunto il diritto del prenditore di ricevere il denaro.

Pertanto, a tutto voler concedere, il cassiere della banca dovrà chiedere uno o più documenti di colui che si presenta per l’incasso e farne fotocopia ed, eventualmente, accertare telefonicamente con il traente se l’assegno è stato da quest’ultimo realmente emesso in favore del presentatore e per quale importo.

Ricordiamo che l’assegno bancario altro non è che un ordine di pagamento scritto con il quale il cliente (detto traente) chiede alla banca di versare una somma a un terzo (beneficiario o prenditore).

Va compilato indicando data e luogo di emissione, importo, beneficiario, firma.

Se l’assegno è privo anche di una sola delle informazioni necessarie, la banca può rifiutare di pagarlo.

Il cliente ha l’obbligo di assicurare che sul proprio conto, al momento della riscossione dell’assegno da parte del beneficiario, sia presente denaro sufficiente a pagare l’assegno (è la cosiddetta “provvista”).

Emettere assegni senza autorizzazione o scoperti non costituisce un reato, ossia un illecito penale, ma solo un illecito amministrativo.

Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro devono indicare nome o ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

note

[1] Art. 33 del Regio Decreto 21 dicembre 1933, n.1736.

Autore immagine: 123rf.com


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10 Commenti

  1. In caso di rifiuto di pagamento l’assegno può essere consegnati all’ufficiale giudiziario o al notaio per la presentazione è in mancanza di pagamento per la levata del protesto

  2. basta chiamare i carabinieri, di solito fanno paura a tutti! l’ho fatto io ed ha funzionato alla grande!

    1. sono contento per te ! però può capitare di trovare il carabiniere ignorante che ti dice: non possiamo interferire su norme e disposizioni di una banca ,allora dopo cosa fai ?

  3. IERI IL DIRETTORE DI UNA FILIALE CARIGE DI PALERMO SI è RIFIUTATO DI CAMBIARMI UN ASSEGNO DI c/c (NON TRASFERIBILE) DI CIRCA 950 EURI, ADDUCENDO CHE LA SUA BANCA HA UN LIMITE AL CAMBIO ASSEGNI DI € 550,OO….PUò FARE UNA COSA DEL GENERE ?

  4. oggi in BPER banca non mi volevano cambiare un assegno circolare, solo perche’ non ero loro cliente…
    ho detto che chiamavo la guardia di finanza per sentire se veramente possono farlo, ed in 10 min avevo i soldi in mano….

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