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Le Guide Amministratore di condominio: le nuove regole

Le Guide Pubblicato il 25 marzo 2014

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> Le Guide Pubblicato il 25 marzo 2014

Le novità sulla figura dell’amministratore condominiale in materia di requisiti, revoca e formazione professionale così come sono state introdotte dalla legge di riforma del condominio entrata in vigore nel 2013.

Tra le diverse novità che la tanto attesa riforma del condominio ha introdotto a partire dal giugno 2013, vi sono sicuramente quelle che hanno interessato la figura tanto rilevante e tanto discussa dell’amministratore di condominio.

Innanzitutto la riforma del condominio [1] ha previsto, finalmente, requisiti molto precisi perché si possa rivestire la carica di amministratore di un complesso condominiale.

È stato, infatti, previsto che possano assumere questo delicato incarico solamente i soggetti che posseggano ben individuati requisiti di onorabilità. Il che significa che l’amministratore:

– deve godere dei diritti civili;

– non deve aver riportato condanne per delitti contro la pubblica amministrazione o contro l’amministrazione della giustizia o contro la fede pubblica o il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per la quale la legge preveda come sanzione la reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;

– non deve aver riportato misure di prevenzione definitive, di interdizione o di inabilitazione e non deve aver avuto protesti.

Sono stati fissati, altresì, dei necessari requisiti di professionalità:

– possesso di diploma di scuola secondaria;

– frequentazione di un apposito corso di formazione e successivo svolgimento di attività di aggiornamento formativo.

La legge di riforma del condominio consente, poi, anche alle società (tranne le cooperative) di poter assumere l’incarico di amministratore di condominio: in questo caso i requisiti sopra indicati devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere effettivamente le funzioni di amministratore condominiale.

La legge ha esonerato dalla necessità di possedere il diploma di scuola secondaria superiore e dall’obbligo di frequentazione di un corso di formazione, coloro i quali sono stati amministratori almeno per un anno nei tre anni precedenti al 18 giugno 2013.

Quanto alla revoca dall’incarico di amministratore è previsto che chi sia stato nominato dopo l’entrata in vigore della nuova legge, se non è stato revocato espressamente dall’assemblea, è automaticamente rinnovato nell’incarico per un ulteriore anno.

Infine, un ruolo fondamentale è stato attribuito alle associazioni professionali degli amministratori alle quali è stato affidato il compito di promuovere la formazione professionale degli iscritti, adottando anche un codice di condotta con la previsione di sanzioni disciplinari per le violazioni del medesimo.

Le associazioni dovranno poi aprire uno sportello informativo per gli utenti che avrà anche il compito di mediare eventuali contenziosi tra utenti – cittadini e singoli professionisti.

Una recentissima norma di legge [2] ha in conclusione previsto che un regolamento del Ministero della Giustizia stabilirà i requisiti necessari per poter svolgere l’attività di formazione nei confronti degli amministratori e i criteri, i contenuti e le modalità con cui dovranno svolgersi i corsi di formazione iniziale e periodica di aggiornamento.

note

[1] Legge n. 220 del 2012.

[2] Legge n. 9 del 2014.

Autore immagine: 123rf.com


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