Diritto e Fisco | Articoli

Chi è tenuto a pagare il canone Rai?

6 Settembre 2021 | Autore:
Chi è tenuto a pagare il canone Rai?

Il possesso di un apparecchio televisivo comporta il pagamento del canone Rai, indipendentemente dal suo effettivo utilizzo.

Il canone Rai è un tributo sulla detenzione di apparecchi televisivi, cioè quelli in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare direttamente, in quanto costruito con tutti i componenti tecnici necessari, oppure tramite decoder o sintonizzatore esterno. Chi è tenuto a pagare il canone Rai?

Il versamento dell’imposta grava su chiunque possegga un apparecchio televisivo nella propria residenza o in altra abitazione [1]. In buona sostanza, il semplice possesso dell’apparecchio televisivo impone il pagamento del canone Rai, anche nell’ipotesi in cui esso non venga utilizzato. Non costituiscono apparecchi televisivi i computer, gli smartphone, i tablet ed ogni altro dispositivo se privi del sintonizzatore per il segnale del digitale terrestre o satellitare in relazione ai quali il tributo non è dovuto.

Dal 2016 [2], è stata introdotta la presunzione di detenzione di un apparecchio televisivo in presenza di un’utenza per la fornitura dell’energia elettrica nell’abitazione di residenza. Il canone tv, quindi, viene addebitato direttamente nelle fatture dai gestori di fornitura elettrica. Anche i residenti all’estero sono tenuti al pagamento del canone Rai se detengono, in un’abitazione in Italia, un apparecchio televisivo.

Accanto al canone Rai ordinario esiste anche un canone speciale dovuto in caso di possesso di apparecchi televisivi e radiofonici negli esercizi pubblici quali ad esempio ristoranti, bar o negozi in cui viene diffusa musica.

Quando si paga il canone Rai e qual è l’importo?

Il canone Rai si paga una volta all’anno in relazione a tutti gli apparecchi televisivi detenuti dai componenti della stessa famiglia anagrafica ed ha un prezzo unico, indipendentemente dal numero di apparecchi posseduti.

Per famiglia anagrafica si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune [3].

L’importo del tributo è fissato in 90 euro anche per l’anno 2021.

Il pagamento avviene con addebito sulle bollette dell’energia elettrica in dieci rate, con scadenza fra gennaio ed ottobre. I gestori della fornitura provvedono a riversare all’Erario gli importi incassati.

Quali sono le altre modalità di pagamento del canone Rai?

Se nessun componente della famiglia anagrafica, tenuta al pagamento del canone, è intestatario di un contratto per la fornitura dell’energia elettrica di tipo domestico residenziale, il tributo va versato con il modello F24 entro il 31 gennaio di ogni anno.

Il pagamento tramite F24 va utilizzato anche da parte dei cittadini per i quali la fornitura dell’elettricità avviene nell’ambito delle reti non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale [4].

In caso di rinnovo, il versamento del canone Rai può avvenire:

  1. in un’unica soluzione annuale pari a 90 euro, entro il 31 gennaio;
  2. in due pagamenti semestrali dell’importo di 45,94 euro a rata, rispettivamente entro il 31 gennaio e il 31 luglio;
  3. in quattro rate trimestrali, di 23,93 euro a rata, rispettivamente entro il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre.

Nell’ipotesi di nuovo abbonamento, il canone è dovuto dal mese in cui ha avuto inizio la detenzione dell’apparecchio televisivo.

Se il reddito familiare non supera i 18.000 euro, il canone Rai può essere versato anche con addebito sul rateo della pensione. In tal caso, occorre farne richiesta al proprio ente previdenziale entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello a cui fa riferimento l’abbonamento. Ogni ente prevede delle proprie modalità di presentazione della domanda.

Se l’istanza viene accolta, l’ente previdenziale lo comunica al pensionato e, successivamente, provvede a certificare che l’intero importo dovuto per il canone di abbonamento alla televisione è stato pagato.

Chi non paga il canone Rai?

Sono esonerati dal pagamento del canone Rai i contribuenti che, pur possedendo un apparecchio televisivo, rientrano in una delle seguenti categorie:

  • anziani over 75 titolari di reddito annuo proprio e del coniuge non superiore a 8.000 euro e senza conviventi titolari di un reddito proprio fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti;
  • militari delle Forze Armate Italiane, limitatamente agli apparecchi di uso comune destinati alla visione collettiva in ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate. Se un membro delle Forze Armate si trova in un appartamento privato situato all’interno di una struttura militare non è esonerato dal pagamento del canone;
  • militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato;
  • agenti diplomatici e consolari dei Paesi che in condizione di reciprocità a loro volta esonerino i loro colleghi italiani da eventuali obblighi analoghi;
  • cittadini intestatari di utenza elettrica residenziale che non detengono tv.

L’esenzione dal pagamento del canone Rai non è automatica ma per ottenerla occorre presentare una dichiarazione sostitutiva tramite plico raccomandato senza busta, inviato all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.

Gli over 75 possono trasmettere detta dichiarazione anche digitalmente, a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it oppure possono consegnarla personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

I cittadini intestatari di utenza elettrica residenziale che non detengono la tv, possono presentare la dichiarazione sostitutiva, altresì, tramite l’applicazione web, previa registrazione ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, oppure tramite gli intermediari abilitati (Caf, professionisti, ecc.).

Quando si può disdire il canone Rai?

Se un soggetto non possiede alcun apparecchio televisivo e non intende pagare il canone Rai, deve dichiarare tale condizione di non detenzione mediante apposita dichiarazione sostitutiva.

La dichiarazione va presentata dall’interessato entro il 31 gennaio di ogni anno:

  1. mediante l’applicazione web disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, se si è in possesso delle credenziali Fisconline;
  2. tramite un intermediario abilitato (commercialista, fiscalista, ecc.), che utilizza il canale Entratel;
  3. per mezzo del servizio postale con un plico raccomandato senza busta da inviare all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino. La dichiarazione si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale. La ricevuta dell’avvenuta spedizione va conservata per 10 anni;
  4. tramite pec all’indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it, purché la dichiarazione sia sottoscritta con firma digitale.

La mendacità nella dichiarazione sostitutiva espone a responsabilità anche di natura penale.

Si può chiedere il rimborso del canone Rai?

Il titolare del contratto di fornitura di energia elettrica o gli eredi possono chiedere il rimborso del canone Rai per uso privato, qualora lo abbiano pagato con addebito in bolletta, sebbene non dovuto, compilando un apposito modello scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il rimborso può essere chiesto anche dai cittadini over 75 che hanno versato il canone pur se in possesso dei requisiti prescritti dalla legge per beneficiare dell’esenzione. La relativa istanza può essere presentata in via telematica dal titolare dell’utenza elettrica, dai suoi eredi o dagli intermediari abilitati, mediante la specifica applicazione web.

Inoltre, l’istanza di rimborso può essere presentata, insieme ad un valido documento di riconoscimento con raccomandata all’indirizzo: Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.

Il rimborso sarà effettuato, previa verifica dei presupposti da parte della Agenzia delle Entrate, dalle imprese che fatturano il consumo elettrico, analogamente a quanto avviene per l’addebito.


note

[1] Art. 1 R.D.L. n. 246/1938.

[2] Art. 1 co. da 152 a 159 L. n. 208/2015.

[3] Art. 4 D.P.R. n. 223/1989.

[4] Allegato al Decreto n. 94/2016.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Il trionfo dell’assurdo: chi NON possiede un apparekkio tv atto a ricevere le trasmissioni DEVE OBBLIGATORIAMENTE CHIEDERE OGNI ANNO a “mamma rai” l’esonero dal pagamento del canone che, diversamente, VIENE INESORABILMENTE ADDEBITATO sulla bolletta elettrica. Tertium non datur. La “mamma” NON ammette eccezioni… Ed ecco il trionfo dell’assurdo:
    il caso in questione.
    Un pastore vive sperduto ai confini del bosco con il suo gregge di pecore; naturalmente ha bisogno di energia elettrica, anche per la modesta produzione di formaggio con cui campa… E poi le pecore dovrà pure tosarle ogni tanto (non può mandarle dai parrucchieri dei dirigenti del ministero delle Telecomunicazioni o della Rai che hanno partorito la bella pensata…) e non può certo farlo con il…rasoio Bic bilama… Ora siamo al dunque: non avendo dimestichezza con la stramaledetta burocrazia italiota, non sapendo usare il computer e dovendo più che altro pensare a mungere le pecore, si dimentica di fare annualmente la richiesta di esonero dal pagamento del canone, ergo gli arriva la spada di Damocle del famoso addebito ogni due mesi fino alla concorrenza di 90 Euro. Ciliegina sulla torta: il luogo per il quale dalla “mamma” viene “estorto” il canone NON RICEVE il segnale tv, è una zona NON servita, un “buco nero”, insomma, zona d’ombra. Ma a Torino fingono di non saperlo… E il rimborso di quanto estorto è di là a venire. Vogliamo finire in… Cassazione??? Questa è fra le tante “mostruosità” italiote!!!

  2. Ops… ERRATA CORRIGE… E’ saltata una parola nell’ultima riga del mio precedente e – horribile dictu! – unico commento sul canone Rai: “Questa è UNA fra le tante…” etc.

Rispondi a ted Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube