Diritto e Fisco | Articoli

Avvocato compatibile con lavoro part-time?

27 Aprile 2021
Avvocato compatibile con lavoro part-time?

Incompatibilità professionale: il lavoro di dipendente pubblico consente la sospensione dall’albo o prevede invece la cancellazione?

È possibile svolgere un lavoro a tempo determinato e, nello stesso tempo, essere iscritti all’albo degli avvocati? L’esercizio della professione di avvocato è compatibile con il lavoro part-time? Cosa cambia se l’attività lavorativa viene svolta in favore di un’ente pubblico come un’università? 

A questi ricorrenti dubbi ha fornito una soluzione la Cassazione a sezioni unite [1]. Si tratta di una pronuncia molto attesa perché definisce i limiti di esercizio della professione derivanti dalle note incompatibilità legali e, soprattutto, chiarisce se, in ipotesi del genere, è possibile chiedere la semplice sospensione dall’albo o se, invece, si rischia la cancellazione. 

Incompatibilità e divieti della professione di avvocato

Le violazioni delle regole del codice deontologico sono concepite come vere e proprie violazioni di legge. Le stesse hanno acquistato un valore molto più vincolante rispetto al passato. Quanto alle incompatibilità previste dalla legge n. 247/2012, l’articolo 18 prevede l’inconciliabilità, con l’esecrazione della professione, dell’esercizio di un’altra attività di lavoro autonomo e dell’attività subordinata. Dunque, la professione di avvocato è incompatibile con qualsiasi attività di lavoro subordinato anche se con orario limitato.

La legge professionale non fa distinzioni tra impiego pubblico e privato. 

La sussistenza di tale condizione di incompatibilità costituisce un impedimento per la stessa iscrizione all’albo. 

Sono tuttavia previste tre eccezioni (art. 19 Legge Professionale) per:

  • coloro che svolgono insegnamento o ricerca in materie giuridiche nell’università, nelle scuole secondarie pubbliche o private parificate e nelle istituzioni ed enti di ricerca e sperimentazione pubblici;
  • i docenti e ricercatori universitari a tempo pieno, nei limiti consentiti dall’ordinamento universitario;
  • i dipendenti degli enti pubblici, nei limiti fissati dalla legge.

Attività part-time e incompatibilità con l’iscrizione all’albo

Le Sezioni Unite hanno aderito all’orientamento più rigoroso. Secondo i giudici supremi, l’avvocato dipendente pubblico part-time va cancellato dall’albo per incompatibilità professionale. Non basta quindi la sospensione dell’attività. 

Viene così chiusa una annosa vicenda avente per protagonista un avvocato pubblico dipendente in regime di part-time non superiore al 50%, definitivamente cancellato dall’albo professionale. L’uomo, nella propria difesa, aveva sostenuto che il provvedimento più corretto che il proprio ordine di appartenenza dovesse adottare nei suoi riguardi era la sospensione. E ciò perché l’articolo 18 della legge 247/2012 si riferisce a un’ipotesi di incompatibilità con l’esercizio della professione forense e non con la semplice iscrizione all’albo. Tale interpretazione però è stata ritenuta priva di fondamento.

Incompatibilità con la professione forense 

Come anticipato, l’articolo 18 della Legge professionale forense stabilisce, in modo espresso ed inequivoco, che la professione di avvocato è incompatibile «con qualsiasi attività di lavoro subordinato anche se con orario di lavoro limitato». 

Ora, è vero che l’articolo 20 della medesima legge prevede che «l’avvocato iscritto all’albo può sempre chiedere la sospensione dall’esercizio professionale». Tuttavia, è evidente, proseguono i giudici, che tale disposizione incide sull’attività del professionista iscritto che si priva volontariamente di esercitare la professione, ma «non contiene alcun elemento letterale che consenta di ritenere che al professionista, che abbia deciso volontariamente di sospendere l’esercizio professionale, non si applichino le disposizioni che disciplinano la sua iscrizione all’Albo professionale e che la sospensione volontaria eviti la cancellazione dall’Albo ove i requisiti previsti dalla medesima legge più non sussistano ovvero siano in origine mancanti». Ed anzi, la lettura sistematica della norma con le disposizioni precedenti della stessa legge, esclude che la sospensione volontaria possa incidere sulle cause di incompatibilità previste. 


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 9545/21.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube