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Farmacia anticipa medicine senza prescrizione: può farlo?

19 Agosto 2021 | Autore:
Farmacia anticipa medicine senza prescrizione: può farlo?

Quando è possibile richiedere un medicinale senza ricetta medica? Cosa deve fare il paziente e quali sono i doveri del farmacista?

Apri l’armadietto dei farmaci per prendere la scatoletta delle pastiglie e ti rendi conto solo in quel momento di averle finite. Eppure, non puoi fare a meno di quel medicinale. Rintracciare a quell’ora il tuo medico di famiglia per farti fare la ricetta è un problema. Pensi che, dopo tanti anni che la frequenti, la farmacia anticipa medicine senza prescrizione: può farlo? Dipende dalla medicina e dalle circostanze.

Nonostante, in linea generale, sia vietato dispensare un farmaco senza la ricetta del medico, ci sono dei casi in cui è possibile recarsi dal farmacista e chiedergli di anticipare la medicina, magari assicurandogli che, appena possibile, ti recherai dal dottore, ti farai fare la ricetta e gliela porterai. Si pensi, ad esempio, ai medicinali salvavita o a quelli per una malattia cronica.

Vediamo di seguito quando la farmacia può anticipare le medicine senza prescrizione.

Medicine senza prescrizione: cosa dice la legge?

Il decreto del ministero della Salute del 31 marzo 2008 ha introdotto la possibilità per i farmacisti di consegnare in caso di urgenza i medicinali con obbligo di prescrizione medica in assenza di ricetta.

In altre parole, il decreto ha stabilito in quali casi la farmacia può anticipare i medicinali, ovvero quando:

  • il farmaco è necessario per non interrompere il trattamento di una malattia cronica;
  • la consegna del medicinale serve a non interrompere un ciclo terapeutico;
  • il farmaco serve a proseguire dopo la dimissione dall’ospedale una terapia decisa e iniziata nella struttura sanitaria.

Non è possibile per il farmacista anticipare la medicina senza prescrizione quando si tratta di farmaci stupefacenti o di quelli assoggettati a prescrizione medica limitativa, vale a dire i medicinali vendibili al pubblico solo su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti.

Inoltre, non sono dispensabili i medicinali iniettabili, ad eccezione dell’insulina. I farmaci dispensati in urgenza non possono essere posti a carico del Servizio sanitario nazionale.

Come dimostrare che il farmaco era stato prescritto?

Certo, uno non può presentarsi in farmacia e chiedere un medicinale senza ricetta dicendo che sta seguendo una terapia e sperando che il farmacista gli creda sulla parola. Può succedere se si reca dalla persona di fiducia da cui acquista sempre i medicinali da quando ha iniziato il trattamento, ma se al paziente dovesse capitare questa necessità mentre si trova in vacanza, dovrà dimostrare che la terapia farmacologica è stata prescritta da un medico.

Patologia cronica

Nel caso in cui si tratti di un farmaco per una patologia cronica, il farmacista è autorizzato ad anticiparlo se:

  • in farmacia ci sono altre ricette mediche che riguardano lo stesso paziente e lo stesso farmaco richiesto;
  • il paziente ha un documento rilasciato dall’autorità sanitaria o dal medico curante in cui si attesta la patologia per la quale chiede il medicinale;
  • il paziente mostra una ricetta per lo stesso farmaco scaduta da non oltre 30 giorni. In questo caso, il farmacista dovrà apporre un’annotazione sulla ricetta per impedire che venga riutilizzata;
  • il farmacista è al corrente della patologia del paziente e del trattamento che sta seguendo.

Nel caso in cui si riesca a dimostrare solo la patologia ma non il trattamento farmacologico in corso, il paziente deve sottoscrivere un’autodichiarazione con cui si assume la responsabilità della veridicità della terapia con il medicinale richiesto.

Trattamento da non interrompere

Se la richiesta fatta del paziente affinché la farmacia anticipi medicine senza prescrizione risponde all’esigenza di non interrompere un trattamento in corso, come ad esempio una terapia antibiotica, il farmacista può farlo solo se si è in grado di dimostrare questa circostanza attraverso:

  • la presenza in farmacia di una prescrizione medica rilasciata in una data che faccia dedurre la terapia ancora in atto con il medicinale richiesto;
  • l’esibizione di una confezione inutilizzabile, ad esempio un flaconcino danneggiato.

Anche in questo caso, sarà necessario sottoscrivere una dichiarazione di assunzione di responsabilità circa la veridicità del trattamento.

Proseguire il trattamento avviato in ospedale

Se, infine, si deve continuare una terapia iniziata in ospedale, la farmacia anticipa medicine senza ricetta solo se il paziente mostra la documentazione rilasciata dalla struttura sanitaria da cui risulti il trattamento in corso. È importante, però, che la richiesta in farmacia venga effettuata il giorno stesso delle dimissioni dall’ospedale o, al massimo, due giorni dopo.

Solo in questo caso, è consentito dispensare anche medicinali iniettabili.

Medicine senza prescrizione: i doveri del farmacista

Nel caso in cui il paziente sia sprovvisto della ricetta medica ed abbia bisogno del farmaco per uno dei motivi sopra elencati, il farmacista è tenuto a:

  • consegnare una sola confezione del medicinale con il minor numero possibile di unità posologiche del farmaco. Ad esempio, se della stessa medicina ci sono una confezione da 10 pastiglie e una da 20, il farmacista dovrà consegnare al paziente che non ha la prescrizione quella da 10. Fa eccezione il caso degli antibiotici iniettabili monodose: possono essere consegnati nella quantità che serve ad assicurare la continuità del trattamento fin quando il paziente sarà in grado di contattare il medico curante;
  • far presente al cliente che si tratta di una procedura eccezionale e che dovrà informare il medico curante di essersi recato in farmacia senza ricetta. A tale scopo, il farmacista consegna al cliente una scheda da mostrare al medico, in cui si riporta il medicinale consegnato;
  • annotare in un apposito registro la consegna dei farmaci in urgenza.


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