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Il testimone contro la multa per eccesso di velocità vale per annullare il verbale?

25 marzo 2014


Il testimone contro la multa per eccesso di velocità vale per annullare il verbale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 marzo 2014



Prova testimoniale irrilevante sugli eccessi di velocità accertati con l’autovelox o telelaser: le attestazioni dei verbalizzanti hanno un fede privilegiata con riferimento alle verifiche e all’apparente funzionamento dell’apparecchio.

Testimone contro telelaser: chi dei due vince?

Se l’apparecchio di controllo elettronico della velocità indica che l’automobile andava a velocità superiore a quella consentita e, dall’altro lato, invece, c’è un testimone pronto a giurare il contrario – magari perché, trasportato nella stessa auto, stava guardando il contachilometri o perché, casualmente nei paraggi, ha visto l’auto incedere con velocità moderata – a chi dei due si deve prestare fede?

È un dubbio, questo, che ogni automobilista si è posto almeno una volta nella vita, specie quando le contravvenzioni avvengono per pochi chilometri di differenza rispetto ai limiti di legge (peraltro, in determinate strade, anche irragionevolmente bassi).

Ebbene, possiamo chiarirvi l’amletico dubbio andando a spulciare tra i precedenti della Cassazione. In passato la Suprema Corte ha chiarito [1] che, in caso di eccesso di velocità rilevato dagli agenti con le apparecchiature telelaser il cittadino non può contestare la sanzione utilizzando la testimonianza di terzi soggetti. E ciò perché, nel confronto tra le dichiarazioni degli agenti – che hanno attestato il corretto funzionamento dello strumento di rilevamento elettronico della velocità – e quelle del testimone, le prime valgono di più (in gergo tecnico si dice che hanno una “fede privilegiata”, ossia sono come dichiarazioni di un notaio, che possono essere contestate solo con un particolare procedimento detto “querela di falso”).

Del resto, anche le apparecchiature debitamente omologate, come autovelox o telelaser, possono essere considerate come fonti di prova, anche se non viene rilasciata (come nel caso del telelaser) la documentazione fotografica dell’avvenuta infrazione, ma che consente unicamente l’accertamento della velocità in un determinato momento, restando per il resto affidata all’attestazione dell’organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilità della velocità proprio al veicolo. L’attestazione, dunque, dell’organo di polizia stradale, unita alla rilevazione elettronica, è assistita da un efficacia probatoria più forte della prova testimoniale, almeno fino alla proposizione della querela di falso.

Pertanto, in presenza di personale dell’amministrazione competente, la verbalizzazione da questi compiuta è garanzia sufficiente dell’affidabilità della rilevazione. Per superarla non sono sufficienti le opinioni espresse da testimoni.

In realtà, la sentenza sembra comunque aprire una porta: i testimoni potrebbero essere usati, appunto, nel procedimento di querela di falso, nel quale l’automobilista dovrebbe provare il cattivo funzionamento dello strumento elettronico. Insomma, una possibilità c’è sempre, ma il gioco forse non vale sempre la candela.

note

[1] Cass. sent. n. 10924 del 05.05.2010.

Autore immagine: 123rf.com


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