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Mancato pagamento seconda tranche mutuo

27 Aprile 2021
Mancato pagamento seconda tranche mutuo

Erogazione del mutuo in due rate: se la seconda tranche non viene corrisposta, bisogna pagare quanto nel frattempo ricevuto dalla banca?

Che succede in caso di mancato pagamento della seconda tranche del mutuo da parte della banca? Un caso simile si è presentato dinanzi alla Corte di Appello di Palermo [1]. 

Un uomo chiedeva un finanziamento a un istituto di credito. Riconosciutogli il prestito, l’erogazione veniva concordata con il pagamento in due tranche. Senonché, dopo l’esatto adempimento della prima, la successiva non veniva erogata. Il mutuatario pertanto, ritenendo violato il contratto, riteneva di non dover più restituire alla banca le somme nel frattempo incassate. Il tribunale, in primo grado, gli dava ragione, ritenendo sussistente una tipica causa di inadempimento contrattuale. In secondo grado, invece, i giudici ribaltavano la situazione. Secondo questi ultimi, infatti, il mancato pagamento della seconda trance del mutuo non giustifica la sospensione del pagamento delle rate secondo il piano di ammortamento. 

L’eccezione di inadempimento (e quindi la sospensione del pagamento delle rate) è giuridicamente incompatibile con la struttura del mutuo. Il mutuo, infatti, come descritto dal Codice civile, è il contratto col quale una parte “consegna” (e non «si obbliga a consegnare») all’altra una determinata quantità di denaro con l’obbligo di restituzione della stessa (articolo 1813) e corresponsione degli interessi (articolo 1815). 

Tecnicamente, il mutuo viene chiamato «contratto reale» perché si perfeziona solo con la consegna della cosa, la res (ossia il denaro). Per cui, la conclusione del contratto non avviene con lo scambio del consenso, ossia con la sottoscrizione del documento, ma con la materiale erogazione della somma pattuita.

Così come rileva la Corte d’Appello, «una volta ottenuta l’erogazione» della prima tranche del mutuo, i mutuatari non possono rifiutarsi di pagare i ratei del mutuo invocando l’eccezione di inadempimento, dato che la banca mutuante aveva già adempiuto la propria prestazione.

L’eccezione di inadempimento è lo strumento che consente a ciascun contraente di rifiutarsi di adempiere la propria prestazione se l’altro non adempie contemporaneamente alla sua. Essa quindi trova giustificazione nel timore di non ricevere ciò a cui si ha diritto. Si tratta insomma di una cautela: chi vi fa ricorso teme di non poter ottenere dalla controparte quell’adempimento sperato. Sicché, è evidente che tale eccezione non può essere richiamata quando la prestazione sia stata già eseguita. 

E dunque, allorché si tratti (solo) di restituire ciò che si è già ricevuto, non si può affermare che tale restituzione avverrà quando l’altra parte avrà adempiuto. In particolare, non ci si può rifiutare di restituire una somma di denaro già ottenuta in prestito, giacché l’altra parte – ossia la banca – ha già adempiuto la prestazione da cui è sorto l’obbligo della restituzione. 

Pertanto, ottenuta l’erogazione della prima tranche indicata nel contratto, il rifiuto del mutuatario di continuare a pagare i ratei del mutuo non può giustificarsi sulla base dell’eccezione di inadempimento. E ciò per l’evidente ragione che la banca mutuante, con l’erogazione del primo pagamento, ha già adempiuto la propria prestazione. 

Secondo la Corte, l’omesso pagamento della seconda tranche, da parte della banca, costituisce inadempimento non del mutuo, ma di un secondo e diverso contratto di finanziamento ad esso collegato.

Per i giudici, dunque, le parti avevano concluso, di fatto, un ulteriore contratto di finanziamento. Vista la duplicità dei rapporti (mutuo e successivo contratto di finanziamento), l’inadempimento da parte della banca alla seconda obbligazione «non poteva legittimare i mutuatari a opporre l’eccezione di inadempimento rispetto a una prestazione, quella relativa al mutuo, viceversa già interamente adempiuta con il versamento della somma messa a disposizione dei beneficiari».  

La Corte conferma invece, come già deciso dal tribunale, l’obbligo della banca di pagare la seconda rata, conseguente all’inadempimento del contratto di finanziamento. 


note

[1] C. App. Palermo, sent. n. 482/21


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