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Incidente stradale: mediazione al posto della negoziazione

27 Aprile 2021
Incidente stradale: mediazione al posto della negoziazione

Richiesta di risarcimento e causa contro l’assicurazione per sinistro stradale: chi ha fatto la mediazione può evitare la negoziazione assistita?

Per le cause di risarcimento danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti è previsto l’obbligo della negoziazione assistita (salvo eccezioni [1]). Può tuttavia il danneggiato dall’incidente stradale promuovere, al posto della negoziazione assistita, la mediazione? La questione è stata definita da una recente ordinanza del tribunale di Roma [1]. Ecco cosa è stato detto nel caso di specie.

Sinistri stradali: come si fa la negoziazione assistita?

La parte danneggiata che non è riuscita ad ottenere il risarcimento del danno in via bonaria e che pertanto intende promuovere una causa contro l’assicurazione deve dare inizio al procedimento di negoziazione assistita per il tramite del proprio avvocato. Quest’ultimo invita la controparte a stipulare una convenzione di negoziazione assistita.

L’invito deve contenere:

  • l’indicazione dell’oggetto della controversia;
  • l’avvertimento che la mancata risposta all’invito entro 30 giorni dalla ricezione equivale al rifiuto dell’invito e che tale rifiuto può essere valutato dal giudice nel successivo giudizio.

L’invito deve essere sottoscritto dalla parte e la sua firma deve essere certificata dall’avvocato che formula l’invito. Per tale motivo, anche in assenza di una specifica indicazione della legge, si presume che l’invito debba avere la forma scritta.

L’invito deve essere comunicato alla controparte personalmente (e non al suo avvocato, se già nominato) tramite raccomandata a/r o Pec.

Entro 30 giorni dalla ricezione dell’invito a stipulare la convenzione di negoziazione assistita, la controparte può adottare uno dei seguenti comportamenti:

  • rifiutare l’invito (ad esempio, con una dichiarazione spedita alla parte invitante mediante raccomandata a/r). In tal caso, il danneggiato è libero di avviare la causa dinanzi al giudice;
  • non rispondere lasciando decorrere il termine (la mancata risposta nel termine equivale infatti all’espresso rifiuto di aderire). Anche in questo caso, il procedimento di negoziazione assistita si considera esperito e il danneggiato può avviare la causa;
  • rispondere e aderire all’offerta intavolando delle trattative per definire bonariamente la controversia. Anche qui, nel caso in cui le trattative dovessero fallire, il danneggiato potrà avviare l’azione giudiziale.

Incidente stradale: mediazione al posto della negoziazione assistita

La negoziazione assistita ha uno scopo deflativo sulla giustizia: serve per alleggerire la congestione che si è venuta a creare nelle aule di tribunale. Ma poiché la stessa finalità viene perseguita anche con il tentativo di mediazione, ci si è chiesto se la parte possa indifferentemente adottare l’uno o l’altro sistema. Non c’è dubbio infatti che la mediazione, comportando un contatto diretto, personale e visivo con la controparte, possa sortire maggiori margini di successo. 

Che succede dunque se una parte, che abbia già tentato la mediazione, intende agire in causa? Deve anche preoccuparsi di avviare la negoziazione assistita? Secondo il tribunale di Roma, no: l’esperimento della procedura di mediazione, anche nei casi in cui non è obbligatoria per legge (come appunto nell’ipotesi di sinistro stradale), può ben sostituire la negoziazione assistita quando è obbligatoria. 

Proprio la disciplina in materia di negoziazione assistita prevede che, nei casi in cui sono previste sia la mediazione sia la negoziazione assistita come condizioni di procedibilità, a prevalere debba essere la mediazione, così che chi agisce in giudizio è tenuto a proporre solo la domanda di mediazione e la negoziazione perde il carattere dell’obbligatorietà [3].

Pertanto, la mediazione può essere efficacemente esperita anche nei casi in cui la legge non disponga l’esperimento obbligatorio della mediazione.

Del resto, la Corte Costituzionale ha detto [4] che «la presenza di un terzo del tutto indipendente rispetto alle parti giustifica, infatti, le maggiori possibilità della mediazione, rispetto alla negoziazione assistita, di conseguire la finalità cui è preordinata e, pertanto, la scelta legislativa di rendere obbligatoria solo la prima, e non la seconda, anche nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo».

In questa prospettiva, secondo il tribunale di Roma, è possibile utilmente esperire la mediazione per le liti in materia di sinistri stradali per le quali è prevista l’obbligatorietà della negoziazione assistita. 

Lo stesso dicasi per le domande di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti 50mila euro in materie non assoggettate alla mediazione obbligatoria.


note

[1] È escluso prima dei seguenti procedimenti: a) ingiunzione, inclusa l’opposizione; b) consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite (ai sensi dell’art. 696 bis c.p.c.); c) opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata; d) procedimenti in camera di consiglio; e) azione civile esercitata in sede penale.

[2] Trib. Roma, ord. del 12.04.2021.

[3] Corte d’appello di Napoli, 22 giugno 2018, ma già Tribunale di Torre Annunziata, 23 marzo 2018 e Tribunale di Verona, 23 dicembre 2015

[4] C. Cost. sent. n. 97/2019.


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